| Giocare con la testa |
|
|
|
| Scritto da Dario 'Ryu' Alioto | |
| lunedì 26 novembre 2007 | |
|
Il poker è più un gioco di persone che di carte, quindi in una partita si andranno a scontrare anche le personalità dei singoli individui. In situazioni molto tirate dove competono forti giocatori l'aspetto psicologico che sta dietro il gioco diventa preponderante. Se due giocatori di altissimo valore, molto completi tecnicamente e con una tenuta mentale ottimale si scontrano per la prima volta in un "testa a testa" lungo diverse ore, assisteremo probabilmente a fasi alterne di predominanza di uno o l'altro individuo, ma nella maggior parte dei casi se il tempo è sufficiente il giocatore che saprà meglio "entrare nella mente" dell'avversario riuscirà - se non a vincere la partita - a massimizzare le proprie chances di vincita che però rimarranno imprescindibilmente vincolate alla varianza statistica nel breve termine. Entrare nella mente dell'avversario significa addentrarsi nei suoi processi cognitivi, capire quali tipi di ragionamenti guidano il suo gioco ed essere sempre coscienti dell'immagine che si sta dando di se perchè questi sarà il principale fattore che potrà influenzare le scelte future - da ambo le parti - in situazioni cruciali. Partendo da questi presupposti bisognerà prendere le misure più idonee alle svariate situazioni che si possono creare in un heads'up. Per arrivare a questo obbiettivo bisogna procedere per gradi. Capire cosa stia pensando in una determinata situazione un avversario di livello avanzato non è per niente semplice. Presupposto fondamentale di questo tema è tenere presente che capire cosa stia pensando un giocatore significa anche leggere quale potrebbe essere la forza della sua mano - o addirittura conoscere con relativa accuratezza le carte in suo possesso - poichè questi sarà vincolato a giocare il colpo in rapporto alla mano che possiede o vuole rappresentare. Se organizzassimo un Heads'up ove uno dei giocatori due abbia l'obbligo di giocare a carte scoperte tutta la partita le chanches di vincita di quest'ultimo sarebbero a dir poco irrisorie. Questo a riprova di quanto sia importante lo sviluppo e affinamento di certi meccanismi, che magari inizialmente potranno sembrare ultracomplicati, ma che una volta entrati nel proprio "modus operandi" daranno un paio di marce in più permettendo di fare il salto di qualità verso un poker vincente. Parlando in prima persona, se voglio entrare nella mente del mio avversario dovrò innanzi tutto capire cosa lui pensi che io stia pensando, ma il punto sarà capire cosa lui pensa che io stia pensando che lui pensi ! Mi scuso per il gioco di parole ma era inevitabile. E' un po come giocare alla "morra cinese", a "pari e dispari" e cosi via, ma al contrario di giochi cosi semplici e intuitivi nel poker le variabili in gioco sono molteplici e per entrare nella mente dell'avversario bisogna anche capire quali di queste variabili siano da esso considerate importanti, quali meno e di conseguenza elaborare una strategia che possa mettere in crisi questo impianto. Per chiarificare in modo semplice e diretto, se mi trovo davanti a un avversario che non contempla minimamente la possibilita di foldare un colore non nut a NLHE potrei ipoteticamente andare all-in di cento volte il piatto avendo in mano il nut flush ed essendo sicuro - per un qualche motivo - di scontrarmi contro un second nut flush o poco meno. Contro un avversario molto "tough" invece un qualunque overbet del genere può essere tranquillamente riconosciuto come un mega value bet. Quest'ultimo non esiterà nemmeno un secondo a foldare una mano come AJ su board 2897T senza possibili colori di fronte a un overbet da due volte il pot in una partita regolare. La lettura della mano degli avversari è di importanza assoluta, mentre nel low limit game in un tavolo "weak tight" ci aspettiamo un limitato pattern di giocate per ogni tipologia di punto, dai medium stakes game in poi bisognerà fare una netta distinzione tra la mano che viene rappresentata dall'avversario e quella che noi effettivamente gli leggiamo. Ove riscontriamo una netta discrepanza tra questi due elementi significa che ci troviamo di fronte a un bivio. Le possibilita sono due, nel primo caso l'avversario sembra rappresentare una mano molto più forte di quella che possiede mentre nel secondo caso questi potrebbe avere messo in atto una giocata molto "deceptive" - che ha lo scopo di mascherare la forza effettiva di una mano - col fine di indurre l'avversario in errore. Nel primo caso ci troveremo davanti a un tentativo di bluff totale o a un "overplay". Di importanza assoluta è la capacita di saper distinguere un bluff totale da un overplay poichè potrebbe capitare - facendo confusione tra queste due azioni - di chiamare fino in fondo con A high un avversario - mettendolo in bluff totale - che rilancia in modo spropositato e alla fine scoprire con sorpresa che questi aveva il bottom pair! La sua intenzione ovviamente sarà stata quella di mandare via gli avversari che potessero avere mani di media forza, che allo showdown lo avrebbero battuto, forzandoli a un fold dopo una convincente - o "disperata" a seconda dei casi -continuation bet fino al turn e oltre. Un giocatore molto avanzato sa bene sfruttare a proprio favore tutto ciò facendo volutamente degli overplay sotto forma di value bet estremi che hanno l'obbiettivo di indurre un call da un'avversario con un punto misero, ma abbastanza buono da battere un possibile un bluff totale che questi penserà di fronteggiare. Preerogativa di una giocata del genere deve essere la profonda conoscenza degli avversari in modo da poter vantare un alto livello di lettura nei confronti degli stessi. Tornando alle giocate "deceptive" bisogna sempre adeguare la giocata "ingannevole" al tipo di avversario. Contro un giocatore mediocre è inutile mettere in scena giocate particolarmente sofisticate perchè non sortirebbero l'effetto desiderato; questi continuerà a giocare solo sulle proprie carte ignorando qualunque suggestione indotta dagli avversari. Il giocatore in gamba invece non abboccherà agli abusati slowplay, ne sarà facilmente ingannato dai possibili semi-bluff, di contro però sara profittabile giocare una buona mano al river come se fosse un "busted draw" o fingere di giocare in slowplay un buon draw facendo call al flop in posizione e raise al turn ! Queste sono solo esemplificazioni dei concetti espressi poichè non è totalmente corretto fare delle giocate solo in base alla classificazione che noi diamo al livello di bravura di un avversario. Ogni individuo come già detto in precedenza può essere vulnerabile sotto certi aspetti ed assolutamente solido sotto altri quindi sarà oppottuno essere poliedrici al tavolo adattandosi di volta in volta senza dare mai nulla per scontato. Questo articolo è tratto dalla rivista CardPlayerItalia 2006
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Ultimi Post del Forum
- Re:Video educativo
Lollo22aces 06-07-08 03:47 - Re:Video educativo
rebel 06-07-08 03:36 - Re:PLO 1-2 amico del ...
Ryu 06-07-08 03:30 - Re:PLO 1-2 amico del ...
Laguerra 06-07-08 03:22 - Re:PLO 1-2 amico del ...
Ryu 06-07-08 03:17 - Re:PLO 1-2 amico del ...
Laguerra 06-07-08 02:51 - Re:rake back
RaySantilli 06-07-08 02:49 - Video educativo
rehlbe 06-07-08 02:30
















