| Una mano alla Sbarra |
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| Scritto da Dario 'Ryu' Alioto | |
| mercoledì 21 maggio 2008 | |
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All'ultima tappa dell'Ept in quel di Copenaghen mi è capitato di giocare una mano che ha acceso discussioni in entrambi i maggiori forum Italiani sul poker. Una metà degli utenti che hanno partecipato ai dibattiti ha criticato pesantemente la giocata senza usare mezzi termini, mentre quella rimanente si sforzava di spiegare che c'è sempre un senso ad una giocata quando parliamo di giocatori che in un modo o nell'altro cercano di applicare i teoremi fondamentali del poker. Ho preso un mese di tempo prima di scrivere questo articolo proprio per fare in modo di riuscire a commentare lo svolgimento della mano nel modo più obbiettivo estraniandomene se possibile. Un commento completo a caldo avrebbe potuto risentire in qualche modo di un'influenza negativa. Considerato che l'Ept di Copenaghen era progammato subito dopo il Wpt delle Bahamas e il "Venice open" la mia integrità fisico-mentale non poteva essere al top dopo un mese stressante. Di questo ero ben cosciente, difatti avevo pensato che la tattica migliore per affrontare un torneo così lungo e impegnativo potesse essere quella di prendere rischi solo nelle prime tre-quattro ore del "Day 1" - sperando di accumulare più chips possibili - per evitare di commettere gravi errori dovuti a stanchezza e/o deconcentrazione nelle successive cinque ore di gioco. Questa è l'opposto di quella che dovrebbe essere la strategia di base, ove sarebbe sconsigliabile prendere troppi rischi in fasi del torneo molto lontane dal tavolo finale in considerazione del fatto che un discreto vantaggio in chips nelle primissime ore non è assolutamente decisivo. Tuttavia se si pianifica di giocare per le ultime tre o quattro ore della prima giornata molto chiusi, bisognerà avere uno stack che possa permettercelo! Il mio tavolo era proprio il numero uno, quindi inequivocabilmente avrei giocato allo stesso tavolo per l'intera giornata contro gli stessi avversari, salvo eliminazioni. Questo è un fattore di cruciale importanza in un evento del genere e lo considero un bel vantaggio. Come è mia buona abitudine gioco molto chiuso il primo livello, utilizzando il tempo a disposizione allo studio degli avversari onde evitare di cadere in dannosi "missread" dovuti a errate valutazioni dei rispettivi stili di gioco. La mia immagine al tavolo, fino alla mano incriminata avrebbe dovuto offrirmi un alto tasso di credibilità da poter sfruttare in piatti decisivi. Dopo un'ora e mezza di gioco il mio stack è di 10.600 chips con bui 50-100. Mi trovo al cut-off e tutti i giocatori che mi precedono passano; io spillo K2s a picche dal cut-off e faccio raise di 325 chips. I due alla mia sinistra passano, ma il big blind - che ha uno stack di undicimila e chiamerò Eddy - fa reraise fino a 750. Una mossa del genere non lascia adito a particolari interpretazioni; le possibilità sono due: vorrà tirarmi dentro con una mano come QQ ( o superiore ) oppure ha una mano buona come AK, KQ o simili e la sta giocando in modo "tricky" ( imprevedibile ). Scarto subito l'ipotesi che possa essere debole poichè è uno dei giocatori che si sono mossi meno al tavolo e quindi sono obbligato a dargli un certo credito nonostante il fatto che un mini-reraise con una monster hand preflop sia una mossa tipica dei principianti. Tuttavia la maglia Pokerstars che indossa e le sembianze da scienziato mi portano a pensare che il soggetto sia uno dei moltissimi giocatori on-line che fanno razzie ai satelliti proprio su quel sito essendo dotati di un bagaglio tecnico veramente notevole. Per questo motivo non posso escludere totalmente la possibilità che stia provando una giocata tricky. Il suo re-raise di 325 preflop su di un piatto di 800 chips ovviamente non mi lascia scelta, sono costretto a vedere. Il board si presenta con T75 rainbow ( tre semi diversi ) e sorprendentemente mi viene lasciata la parola con un check. Io punto 950 chips sul piatto da 1550 poichè so bene che non potrò prendere il pot con K high e il mio tentativo di vincere subito il piatto nel 90% dei casi non dovrebbe richiedere ulteriori investimenti. Nel caso in cui venisse coperta la mia puntata probabilmente prenderei una free-card al turn e di fronte a un normale check-raise non avrei più sufficienti margini per continuare la mano passando senza rimpianti. A quel punto Eddy fa un check-raise - ancora minimo - fino a duemila. Una mossa del genere era totalmente inaspettata, può avere minimo di senso - pur rimanendo una giocata scarsa - solo nel caso in cui abbia floppato un set, che in quel caso può essere solo di dieci poichè posso escludere quasi con certezza la possibilità che abbia in mano una pocket pair di cinque o di sette. Una giocata del genere in pratica non mi rappresenta niente di concreto, qualunque mano abbia la sta giocando male e io mi ritrovo a dover vedere il rilancio di 1050 chips su di un piatto di 4500 per vedere il turn in posizione. Dopo aver pensato - e scartato poichè troppo onerosa - riguardo alla possibilita di rilanciare nuovamente decido di chiamare. In tal modo mi dò la possibilità di rubare il piatto nel caso in cui la precedente giocata ambigua di Eddy dovesse sfociare in una resa del piatto dopo aver provato a vincerlo in modo "poco ortodosso" senza investire troppe chips. Al turn arriva il dieci di picche che è la carta migliore possibile che potrebbe cascare dal mio punto di vista. Eddy punta 3000 sul piatto da 5550 e a quel punto posso escludere che abbia qualunque mano al di fuori di pocket Aces o Kings. Sicuramente uscendo cosi alto non ha 55,77,TT o Tx poichè altrimenti avrebbe cercato di tirarmi dentro piuttosto che fare una puntata la quale lascia veramente poco spazio a un avversario che a sua volta non abbia una delle mani citate. Il punto è proprio questo. Il piatto è ormai arrivato a 8550 e io ho 7850 chips di resto con il 19% di chances di chiudere colore al river. Io so cosa ha il mio avversario e come me lo sanno anche tutti coloro che hanno seguito la mano dal vivo, la lettura è scontata e di questo Eddy dovrà esserne consapevole ! Proprio per questo considerato che lui non potrà neanche lontanamente immaginare che io abbia visto il turn senza niente in mano - e facendo 4/5 di colore al turn - se io vado all-in dovrò per forza essere più forte di AA avendo una delle mani sopra citate perchè nel mio caso la giocata col set floppato o con mani come dieci e figura sarebbe stata identica come svolgimento a quella in questione. Un'altro aspetto fondamentale è che mio obbiettivo nelle prime ore del torneo fosse quello di prendere i maggiori rischi finchè fossi rimasto lucido e riposato evitando sistematicamente di chiedere troppo alla mia tenuta psicologica a fine giornata. Proprio quella è stata la mia mossa, sono andato all-in investendo le mie 7850 chips - che avrebbero formato il 37% del piatto totale - rimanendo col 19% di chances di vincere. A questo punto per verificare quanto il semi-bluff fosse opportuno bisognerebbe capire se quel 18% di pot odds latenti a mio sfavore fossero un buon prezzo da pagare considerato le possibilità di vincere il piatto subito al turn inducendo al fold il mio avversario. Come appurato precedentemente AA in quel caso sono battuti quantomeno nel 95% dei casi e considerato che per chiamare il mio all-in al river bisognerà aggiungere il 23% del piatto, ciò si traduce in un discreto vantaggio da questo punto di vista che può essere quantificato in un bel 18% che intercorre tra le chances che AA sia la best hand al turn e le pot odds per coprire l'all-in. Questo è solo un vantaggio empirico come nel poker è sempre un vantaggio giocare in posizione, essere aggressivi, la disciplina e il bankroll. Ma bisogna sempre considerare anche questi fattori teorici come parte integrante del gioco poichè alla lunga sono quelli decisivi. Eddy dopo aver speso un paio di interminabili minuti, buttò dentro il suo stack giocandosi il torneo, coprendosi gli occhi senza neanche voler vedere la mia mano o il river che non cambiò i punti in tavola determinando la mia eliminazione dal torneo. |
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