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Una mano di Texas al Wynn PDF Stampa E-mail
Scritto da Dario 'Ryu' Alioto   
mercoledì 21 novembre 2007

Tra un evento e l'altro dei World Series di quest'anno mi è capitata una mano particolare che voglio raccontare a voi appassionati. Mi trovavo al Wynn e come è capitato piu di una volta i giocatori compagni di viaggio mi hanno convinto a fare una sessione al cash game NL hold em. Solitamente preferisco di gran lunga giocare a PL Omaha nei cash game perchè è un gioco più "skill intensive", quindi maggiormente profittevole economicamente a parità di condizioni.

La mano si è svolta al 2-5 $ NL ( no max buy-in ) dove solitamente compravo duemila dollari e ricaricavo prontamente quando capitava di scendere sotto la soglia dei millecinquecento.

Il tavolo era di buona qualità, come capita spesso a Las Vegas non c'erano veri e propri benefattori quindi il livello medio era discreto ed essendo la partita senza buy-in massimi imposti ai giocatori lo stack medio si aggirava intorno ai milleduecento dollari.

Io mi trovavo al dealer button con davanti milleseicento dollari - sedevo al posto nove - e la mano in oggetto viene innescato da qualcosa di inusuale. Il giocatore alla mia destra che aveva vinto bene nelle ore precedenti dichiara "seat open" e prende i rack pieni di chips per andare alla cassa quando il ragazzo al posto sette gli chiede scherzosamente di giocare un ultima mano. L'interessato non si tira indietro e dopo che tutti gli avversari foldano questi fa un raise di 25 $, io spillo A8s di picche e decido di approfittare della situazione per prendere il piatto così com'è. Considerato che il raiser ha voglia di andare via io rilancio fino a 110$ sicuro del fatto che non avrà la minima voglia di giocare fuori posizione contro un re-raise in una mano che neanche avrebbe voluto giocare, per di più sono anche convinto che abbia semplicemente provato a rubare per l'ultima volta i bui con una mano random tanto per farsi una corsa gratis in taxi.

Inaspettatamente il giocatore "orientale" in big stack allo small blind chiama il mio re-raise, mentre come mi aspettavo sia il Big blind che il giocatore al posto otto passano.
Nei pochi secondi che precedono il flop do uno sguardo al giocatore con cui giocherò il piatto - che era appena arrivato al tavolo e chiamerò d'ora in avanti "Jackie" - e noto subito due cose: le sembianze orientali e i tremila dollari di stack. Questi dettagli mi permettono di classificarlo come un giocatore di qualità poichè quasi tutti i giocatori orientali che giocano in big stack da queste parti sono professionisti.

Al flop scendono J T 6 tutti di picche che mi danno un colore nut già servito al flop !

Come da prassi in queste situazioni Jackie fa check e io sul piatto di 245 $ punto 120 $ molto rapidamente per dare l'impressione di una continuation bet.

Punto subito mezzo piatto non vedendo un briciolo di motivo per cui dovrei usare l'abusata tecnica dello slowplay considerato che mi ritrovo con un flop meraviglioso e il mio avversario avrà in mano sicuramente una delle seguenti mani: TT, JJ , QQ , KK o AK. Nel caso in cui abbia floppato il set la puntata al flop servirà a rendergli oneroso il "draw di full house", ma soprattutto a dargli la possibilità di farmi check-raise visto che l'unica mano leggittima - considerata l'azione preflop - che può rendermi piu forte di un top set al flop è AKs di picche e quindi avrebbe ragione di credere che la sua mano vada più che bene e nel contempo con un pesante check-raise si assicurerebbe ti tagliarmi le pot odds per un possibile flush draw.

Nel caso in cui abbia QQ o KK non solo avrà un over-pair, ma nel cinquanta per cento dei casi avrà anche un flush draw king o queen high; inoltre potrebbe anche avere anche un AKo con il re di picche che ancora una volta lo costringerebbe a pagare la mia puntata visto che tale mano gli darebbe un "gut-shot straight+king high flush combo draw" .

Jackie chiama la mia puntata senza pensarci troppo, quindi posso già escludere che abbia pocket tens o jacks, mi avrebbe fatto checkraise altrimenti. Al turn arriva un nove di picche mettendo quattro carte dello stesso seme sul board o una possibile scala colore king high - con KQs come hole cards - che posso escludere a priori vista la dinamica preflop.

Non sono proprio felice di vedere questa carta perchè potrebbe costringere a mollare il mio avversario su una mia puntata con mani come QQ o KK senza alcuna picche, ma inaspettatamente Jackie invece di fare check punta per primo 120 $ nel piatto che era arrivato a 485 $ dopo l'azione sul flop.

A questo punto - sempre per esclusione - la sua puntata mi indica chiaramente il punto del mio avversario che ha chiuso un Q o K high flush al turn, cio si deduce dal fatto che non avrebbe mai fatto un defensive bet del genere con una mano differente - come quelle elencate in precedenza - poichè essendo un giocatore accorto non avrebbe mai messo ulteriori chips in un piatto gia abbastanza grande, fuori posizione e contro un giocatore in deep stack!

Realizzato definitivamente che il mio avversario ha il Re o la Dama di picche (molte delle decisioni/letture importanti nel NLHE cash game giocando in deep stack si prendono al turn) faccio un reraise fino a 330$ che mi consentirà con il call atteso di fare lievitare il piatto fino a 1145$ e quindi darmi la possibilita di puntare molto forte all'ultimo round di puntate. E' giusto precisare ancora una volta l'inutilita se non autolesività di un possibile slowplay poichè equivarrebbe a fare un gran regalo al mio aversario rinunciando difatti a un round di puntate e quindi alla possibilità di fare lievitare il piatto.

Jackie chiama il reraise ancora una volta senza inutili pantomime, quindi ha proprio il Re. Nel contempo ricalcolo l'importo del piatto in modo da essere pronto - una volta servito il river - a fare una puntata idonea ma rapida poichè un eventuale "stalling" prima dello showdown seguito da una grosso bet potrebbe offrire un tipico tell al mio avversario inducendolo a fare un grande laydown !

Al river scende una carta assolutamente inaspettata, un dieci di cuori che accoppia il board. Dopo aver battezzato un "sucker flush" in mano a Jackie al river avrei guardato semplicemente per controllare che non cascasse un K o Q di picche dando una "sicura" scala colore al mio avversario.

Come capita spesso quando arriva una "scary card" in un piatto cosi grande ci si aspetterebbe un doppio check da ambo le parti. Questo non vale per me. Sapendo che il mio avversario ha la picche in mano non ho intenzione di rinunciare ad una ulteriore puntata poichè Jackie avendo una picche in mano non potrà avere avere chiuso il full.

L'importo del piatto è di 1145$ e il mio resto è di 1040$ . Dopo l'atteso check dalla controparte conto mentalmente fino a tre e vado all-in del mio resto. Il perchè di questa mossa è molto semplice, infatti dal mio modo di giocare la mano Jackie - essendo un giocatore esperto - saprà con assoluta certezza che non ho un full house altrimenti non avrei mai fatto un reraise al turn. Quindi l'unica mano che potrebbe batterlo sarebbe un A high flush, ma sarà veramente difficile per lui credere che io sia andato all-in con una mano del genere senza esitazione nonostante il T al river. Sarà più agevole credere che mi sia bevuto il cervello e che mi sia impuntato dall'inizio su questo piatto facendo raise e reraise disperati sperando di poter comprare il piatto con dei bluff forzati. O semplicemente che sia il maniaco di turno e/o ubriaco, cosa sicuramente possibile visto che Jackie sta giocando la sua seconda mano al tavolo e ovviamente non ha avuto il tempo di inquadrare i personaggi seduti se non vecchie conoscenze. Altro punto di forza della giocata è il netto sbilancio tra il reraise al turn di 330$ sulla puntata di 120$ di Jackie e l'all-in al river di 1040$ , solo una geniale intuizione potrebbe convincere Jackie che io abbia fatto un reraise abbastanza modesto quando avevo il nut e puntato tutto il mio resto quando arriva una carta che dovrebbe togliermi ogni sicurezza impedendomi qualsiasi azione.

Jackie dopo aver chiesto al dealer di conteggiare l'importo della mia puntata non mi guarda nemmeno e chiama il mio all-in; successivamente dichiarerà che aveva il proprio il Re di picche.

Per la comprensione globale della mano è molto importante tenere ben presente che una giocata del genere è assolutamente mirata al giocatore che ci si trova di fronte. Come premesso in partenza osservando Jackie quando questi è arrivato al tavolo l'ho subito etichettato come un giocatore di qualità e quindi è stato possibile mettermi sulla sua linea di pensiero, capire esattamente quale fosse il suo punto e sfruttare al massimo questi fattori. Di conseguenza la mia giocata doveva essere presentata come irrazionale e incoerente, poichè era questo l'unico modo per riuscire a ricavare il massimo da un giocatore che affronta il gioco con un approccio analitico, razionale e che sicuramente non può essere facilmente sopraffatto sotto il punto di vista tecnico giocando un poker poco creativo.

Questo articolo è tratto dalla rivista CardPlayerItalia 2006
 
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