| La Scuola |
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| Scritto da Dario "Ryu" Alioto | |
| giovedì 29 novembre 2007 | |
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Ho fatto tre anni di asilo, e nell’ultimo anno ho fatto la primina in modo da poter andare in I elementare a cinque anni appena compiuti. Ero un bambino di veloce apprendimento, ma ricordo che la qualità della mia calligrafia era talmente scarsa che la maestra delle elementari quando arrivai in II^ disse a mia madre "signora suo figlio non sa scrivere!". Il mio percorso scolastico è andato fino in fondo tranquillamente, mai avuto una bocciatura o insufficienza nella pagella di fine anno. Sin da piccolo odiavo studiare, ma amavo apprendere. Non era che odiassi fare i compiti o studiare la lezione del giorno, era proprio che non riuscivo a concentrarmi sui libri. Alle scuole elementari era bastato avere un alto livello di attenzione alle lezioni che mi aveva permesso un livello di apprendimento molto buono. La mia maestra spesso faceva delle minigare sulla coniugazione dei verbi, tabelline e via dicendo; queste accendevano il mio spirito ultra-competitivo ed erano un grande stimolo per me. Alle medie cominciai a vivacizzarmi in modo repentino, mi distraevo continuamente durante le lezioni, facevo troppa baldoria - tipo cerbottana a mitraglia - e insomma non è che abbia imparato un granché durante quel triennio. Mantenevo un rendimento "di tranquillità", non rischiavo mai di venire bocciato, ma neanche di chiudere con una grande pagella. C'è anche da specificare che tutto il mio percorso scolastico dalle Elementari fino al diploma si e' svolto in istituti di suore, quindi la scuola era scuola sul serio. Gli scioperi non esistevano, nè occupazioni, autogestioni, elezioni, manifestazioni etc. Insomma i giorni di scuola erano duecento l'anno come indicava il ministero e le suore ti facevano filare, mica stavano amministrando qualcosa di pubblico, sa facevi il vandalo o il maleducato in casa loro ti mandavano via a calci. Diciamo quindi che ci si divertiva entro certi limiti e non spaccando banchi tirando sedie dai balconi o dando fuoco vivi ai professori come mi hanno raccontato i miei coetanei che andavano in altre scuole. Di contro dopo dodici anni di frequenza in scuole infestate da pinguini - soprannome affettuoso riferito alle suore - una volta diplomati è praticamente garantita una repulsione verso tutto il clero che si concretizza nel 99% degli studenti che hanno percorso una trafila simile. Cosa succede al restante 1%? Prendono i voti ovvio! Alle superiori ho fatto il Liceo Scientifico e lì ho dovuto constatare che i tempi spensierati delle medie erano ormai andati. Insomma c'era da stare attenti, d'altronde penso che sia stato uno shock per tutti la scoperta del fatidico "2" ! In quegli anni i miei impegni sportivi occupavano la maggior parte del mio tempo e assorbivano gran parte delle mie energie, i miei problemi di concentrazione quando c'erano di mezzo ore di allenamento diventavano pesanti come dei macigni. Non mi andava più tanto bene il rimanere nella zona tranquillità, con pagelle senza picchi nè sbavature, ma a scuola non c'erano vincitori nè vinti , nello sport invece avevo modo di misurarmi e nell'agonismo trovavo il modo di confrontarmi, competere e trovare sempre nuovi stimoli e obbiettivi. Dalla fine del quarto anno in poi mi sono messo a studiare sul serio - ma con grande sforzo continuando a non saltare un allenamento - poiché sapevo che le materie e gli argomenti che avrei studiato nell’anno della maturità mi sarebbero serviti nella vita, ma anche per cultura personale. Mi presentai agli esami con la media dell’8.7 e come voto finale presi 94/100 ( senza bonus ) diplomandomi ancora minorenne. Mi vennero a mancare una manciata di punti per arrivare a cento che avrei dovuto prendere come crediti per le pagelle finali del III e IV anno. |
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