|
Scritto da Layne Flack
|
|
mercoledì 12 settembre 2007 |
I giocatori meno esperti si avvicinano al mondo del poker pensando che il bluff abbia un unico scopo: vincere un piatto quando non si ha niente in mano che li possa far vincere allo showdown. Ma nel Texas Hold’em NL il bluff può essere utilizzato in diversi modi. Come ha recentemente affermato Huck Seed in una delle sue lezioni, un buon giocatore può utilizzare il bluff per forzare un avversario a fare una brutta chiamata. Per questa lezione ho quindi pensato di esporvi un'altra tecnica per utilizzare il bluff a vostro vantaggio. Utilizzando questa strategia non blefferete né minaccerete di farlo, bensi convincerete il vostro avversario a tentare un bluff quando sarete quasi certi di avere la mano migliore. Ipotizziamo di trovarci a giocare in un tavolo di Texas Hold’em NL e di rilanciare in middle position con Kh-Qh. Il nostro rilancio viene chiamato da 2 avversari di cui uno si trova subito dopo di voi mentre l’altro è di buio. Subito ci eccitiamo alla vista del flop: 2h-7h-Th. Abbiamo appena floppato un “flush”! Il giocatore di BB fa check e noi decidiamo di fare una puntata. ( NB: In questi casi consiglio vivamente di puntare perché in questo modo possiamo tranquillamente mascherare la forza della nostra mano ). Veniamo chiamati dal giocatore in late position. Ma con cosa avrà chiamato la nostra puntata? E’ possibile che abbia in mano un dieci o magari l’asso di cuori. Il turn è una blank card, 3c. Decidiamo di effettuare un’altra puntata e anche questa volta veniamo prontamente callati. Al river viene girata un’ulteriore blank card, 4d. Come dobbiamo comportarci?
Al river dovremmo prendere in seria considerazione l’idea di checkkare; ma non perché abbiamo paura che il nostro avversario possa avere una mano migliore della nostra bensi perché se il nostro avversario ci ha callati al river dobbiamo cercare di capire cosa potrebbe avere. E’ difficile bleffare tre volte di seguito. Per cui se noi puntassimo anche al river, dopo averci callato al turn il nostro avversario potrebbe avere in mano per esempio una Top pair e rinunciare pensando che la nostra mano sia superiore alla sua. O magari se avesse in mano l’asso di cuori non avrebbe altra scelta che foldare. Se invece checckiamo diamo al nostro opponent la possibilità di bleffare. Se per esempio avesse in mano l’asso di cuori potrebbe intendere il nostro check come un segno di debolezza e potrebbe quindi, per disperazione, tentare di rubarci il piatto forzandoci a foldare. Noi invece calleremo e vinceremo un bel piatto. Ricordate: quando un vostro opponent non centra un draw spesso vi offre la possibilità di indurlo a bleffare. Chekkando al river lo costringerete a puntare nella speranza di portarvi disperatamente via il piatto. Credo che questa sia un’ottima tecnica che vi permette di utilizzare il bluff a vostro vantaggio.
|