Il Seven-Card-Stud é la versione piú popolare dello Stud poker. Il numero minimo di giocatori è 2 mentre il numero massimo è tassativamente 8. Ad ogni giocatore verranno date 7 carte (di cui 3 distribuite inizialmente) e lo scopo è quello di combinare la mano di 5 carte del valore più altro utilizzando le 7 carte a disposizione. Per chi già conosce il Texas Holdem e/o l’Omaha va sottolineato che le differenze con il 7 Stud sono profonde. Non esistono carte comuni e c’ è una differenza anche nel concetto di Blinds. Non esiste neanche il concetto di “dealer” inteso come posizione. Le carte vanno distribuite in senso orario partendo sempre dal giocatore alla sinistra di chi fa le carte. Anche nel 7 Stud non esiste il concetto di rilancio “No Limit”. Prima che vengano distribuite le carte ogni giocatore deve mettere nel piatto un valore prefissato chiamato “ante”, uguale per tutti i giocatori, che va a costituire il piatto iniziale. Chi decide di non mettere l’ante, prima che si inizi la distribuzione delle carte, sarà considerato fuori dalla mano e quindi non potrà ricevere nemmeno le carte dal mazziere. Dopo aver messo l’ante si distribuiscono le carte. Ogni giocatore riceve, inizialmente 3 carte, le prime due carte sono coperte mentre la terza deve necessariamente essere scoperta. Non c’è possibilità di scegliere la carta da scoprire. Sarà il dealer, durante la distribuzione, a scoprire la terza carta. Una volta che si danno le prime 3 carte, ogni giocatore ne avrà una scoperta. Il giocatore che si trova ad avere, come carte scoperta, la carte di minor valore rispetto agli altri giocatori dovrà necessariamente effettuare una puntata iniziale chiamata Bring In. Il valore del Bring In è predeterminato e solitamente è circa 1/3 del limite inferiore della scommessa minima.
Ad esempio: se siete seduti ad un tavolo 10/20 il Bring In, di solito, è 3 (mentre l’ante è 1). Si noti che la dicitura “10/20” si riferisce ai rilanci prestabiliti. In caso di medesima carta alta tra 2 o più giocatori, scommetterà per primo ( ossia metterà il Bring In ) il giocatore più vicino alla sinistra del dealer. Tale puntata darà il via, in senso orario rispetto al Bring In, al giro di scommesse. Anche qui, come nell’Holdem e nell’Omaha, si può passare (fold), chiamare (call) o rilanciare (raise). Ovviamente se non ci sono raise ma, eventualmente, solo dei call il giocatore che ha effettuato il Bring In non deve scommettere null’altro per ottenere la quarta carta. In caso di raise invece il Bring In dovrà decidere se passare (fold), perdendo quindi il valore corrispondente al Bring In, chiamare il rilancio o rilanciare a sua volta. Nel 7 Stud ci sono 5 turni di scommessa (massimo raggiungibile). Abbiamo detto che il rilancio è prefissato: tutte le scommesse ed i rilanci devono essere di ammontare pari o al limite inferiore fissato o a quello superiore a seconda del turno di scommesse. Nel caso del 10/20 (l’esempio fatto in precedenza) nei primi due turni il rilancio consentito è 10 (se io punto 10 e il mio avversario vuole controbilanciare potrà puntare 20, ossia 10+10). Negli altri 3 turni di scommessa il rilancio sarà 20. Eravamo rimasti alla distribuzione delle carte (due coperte e una scoperta) e al Bring In. Successivamente viene distribuita una quarta carta (4th Street) scoperta, ovviamente solo a chi è ancora in gioco (presupposto ovvio è che ci siano minimo 2 giocatori). Il primo giocatore che dovrà agire sarà quello con la più alta combinazione delle due carte scoperte (peggior combinazione è 23, migliore è AA). Egli potrà fare check (il “cip”del poker tradizionale) o scommettere il limite minimo consentito dal tavolo (se consideriamo il nostro esempio 10/20 potrà scommettere 10). Poi si prosegue in senso orario, quindi il secondo giocatore che agirà sarà quello immediatamente a sinistra del giocatore con il miglior punto “visibile”. Le opzioni sono : check nel caso di check del giocatore precedente, passare (fold) coprire l’eventuale scommessa (call) o rilanciare nel caso di puntata (bet) da parte del giocatore precedente. Viene poi distribuita una quinta carta (5th Street) anche in questo caso scoperta. Anche qui, il primo giocatore che dovrà agire sarà quello col miglior punto visibile (combinazione di 3 carte) che, ovviamente potrà essere un altro rispetto al turno precedente. Le opzioni sono sempre le stesse del turno precedente con un’avvertenza: a questo punto, il rilancio consentito sarà quello massimo stabilito dal tavolo (nel nostro esempio sarà 20). Il “senso di marcia” è lo stesso: senso orario. Viene distribuita poi una sesta carta (6th street) scoperta e nulla cambia nel modo di agire rispetto al turno precedente (si deve però sempre controllare chi ha la combinazione migliore che in questo caso sarà di 4 carte). Ultimo passo la settima strada (7th Street) che consiste nel distribuire un’ultima carta coperta. Il gioco procede in tutto e per tutto come nel turno di scommesse precedente. Alla fine si scoprono le carte e la miglior combinazione di 5 carte (tra le 7 a disposizione) vince l’ammontare del piatto. L’ultimo giocatore che accetta la scommessa è colui che, per primo, deve mostrare il punto. Poi si procede in senso orario. Un giocatore che sa di non battere il punto precedente ha anche la facoltà non passare senza mostrare le carte (azione denominata “Muck”).
Caso Raro: può capitare, rarissimamente, che tutti gli otto giocatori siano rimasti in gioco fino al 7th Street. A questo punto la matematica ci dice che non ci sarebbero carte sufficienti affinché tutti i giocatori ne ricevano una. Il modo di procedere è allora assolutamente atipico. Viene infatti girata UNA sola carta al centro del tavolo e tale carta è da considerarsi comune (un po’ come nell’Holdem). Questa potrà essere usata da ogni giocatore al fine di comporre la propria mano di cinque carte.
Come nell’Omaha, anche nel 7 Stud esiste la variante High/Low (solitamente 8 or better che significa che il range di carte basse è compreso tra l’Asso e l’8. Se fosse 9 or better il range sarebbe tra l’Asso e il 9). La struttura del piatto e le possibilità di vincita dello stesso non differiscono in alcun modo dall’Omaha Hi/Lo quindi ci sarà un piatto “alto” e uno “basso” con la possibilità di vincerne uno o entrambi. Lo svolgimento della mano 3rd Street, 4th Street etc) rimane la stessa descritta in precedenza.
Nota: In caso di “colore” il giocatore con la carta più alta vince il piatto. Se necessario, per stabilire il vincitore è possibile utilizzare la seconda, la terza, la quarta e la quinta carta più alta. Di conseguenza non si tiene conto del seme.
Ad esempio: se siete seduti ad un tavolo 10/20 il Bring In, di solito, è 3 (mentre l’ante è 1). Si noti che la dicitura “10/20” si riferisce ai rilanci prestabiliti. In caso di medesima carta alta tra 2 o più giocatori, scommetterà per primo ( ossia metterà il Bring In ) il giocatore più vicino alla sinistra del dealer. Tale puntata darà il via, in senso orario rispetto al Bring In, al giro di scommesse. Anche qui, come nell’Holdem e nell’Omaha, si può passare (fold), chiamare (call) o rilanciare (raise). Ovviamente se non ci sono raise ma, eventualmente, solo dei call il giocatore che ha effettuato il Bring In non deve scommettere null’altro per ottenere la quarta carta. In caso di raise invece il Bring In dovrà decidere se passare (fold), perdendo quindi il valore corrispondente al Bring In, chiamare il rilancio o rilanciare a sua volta. Nel 7 Stud ci sono 5 turni di scommessa (massimo raggiungibile). Abbiamo detto che il rilancio è prefissato: tutte le scommesse ed i rilanci devono essere di ammontare pari o al limite inferiore fissato o a quello superiore a seconda del turno di scommesse. Nel caso del 10/20 (l’esempio fatto in precedenza) nei primi due turni il rilancio consentito è 10 (se io punto 10 e il mio avversario vuole controbilanciare potrà puntare 20, ossia 10+10). Negli altri 3 turni di scommessa il rilancio sarà 20. Eravamo rimasti alla distribuzione delle carte (due coperte e una scoperta) e al Bring In. Successivamente viene distribuita una quarta carta (4th Street) scoperta, ovviamente solo a chi è ancora in gioco (presupposto ovvio è che ci siano minimo 2 giocatori). Il primo giocatore che dovrà agire sarà quello con la più alta combinazione delle due carte scoperte (peggior combinazione è 23, migliore è AA). Egli potrà fare check (il “cip”del poker tradizionale) o scommettere il limite minimo consentito dal tavolo (se consideriamo il nostro esempio 10/20 potrà scommettere 10). Poi si prosegue in senso orario, quindi il secondo giocatore che agirà sarà quello immediatamente a sinistra del giocatore con il miglior punto “visibile”. Le opzioni sono : check nel caso di check del giocatore precedente, passare (fold) coprire l’eventuale scommessa (call) o rilanciare nel caso di puntata (bet) da parte del giocatore precedente. Viene poi distribuita una quinta carta (5th Street) anche in questo caso scoperta. Anche qui, il primo giocatore che dovrà agire sarà quello col miglior punto visibile (combinazione di 3 carte) che, ovviamente potrà essere un altro rispetto al turno precedente. Le opzioni sono sempre le stesse del turno precedente con un’avvertenza: a questo punto, il rilancio consentito sarà quello massimo stabilito dal tavolo (nel nostro esempio sarà 20). Il “senso di marcia” è lo stesso: senso orario. Viene distribuita poi una sesta carta (6th street) scoperta e nulla cambia nel modo di agire rispetto al turno precedente (si deve però sempre controllare chi ha la combinazione migliore che in questo caso sarà di 4 carte). Ultimo passo la settima strada (7th Street) che consiste nel distribuire un’ultima carta coperta. Il gioco procede in tutto e per tutto come nel turno di scommesse precedente. Alla fine si scoprono le carte e la miglior combinazione di 5 carte (tra le 7 a disposizione) vince l’ammontare del piatto. L’ultimo giocatore che accetta la scommessa è colui che, per primo, deve mostrare il punto. Poi si procede in senso orario. Un giocatore che sa di non battere il punto precedente ha anche la facoltà non passare senza mostrare le carte (azione denominata “Muck”).
Caso Raro: può capitare, rarissimamente, che tutti gli otto giocatori siano rimasti in gioco fino al 7th Street. A questo punto la matematica ci dice che non ci sarebbero carte sufficienti affinché tutti i giocatori ne ricevano una. Il modo di procedere è allora assolutamente atipico. Viene infatti girata UNA sola carta al centro del tavolo e tale carta è da considerarsi comune (un po’ come nell’Holdem). Questa potrà essere usata da ogni giocatore al fine di comporre la propria mano di cinque carte.
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