Bet the Pot
Scritto da Darietto il 21/03/08 10:01:48
Oramai le varie pokerroom soddisfano tutti i palati. C’è chi predilige la grafica e allora si rivolgerà da una parte, chi invece preferisce semplicità e giocabilità e allora andrà altrove. Ovviamente escludiamo da questo contesto la massiccia, o meno, presenza di fish o altro su quella data piattaforma. Una delle prime cose che vado a guardare appena scarico una nuova pokerroom è la presenza o meno di un tasto: il click più abusato e fuorviante del regno online. Il famigerato tasto ‘pot’ (‘piatto’ se siete avete il classico request--→change language-→ italiano). Parlando nello specifico di sit, MTT e HU, sull’utilità o meno di tale tasto ci si potrebbe scrivere un trattato.
Partiamo dalle cose semplici: per chi gioca HU (multitablando) il tasto in questione è tremendamente utile per vari motivi: fa si che il raise sia quello standard di 3bb, così come la 3bettata. Insomma nella fase di preflop è sicuramente utile. Un po’ meno lo è per sit e mtt visto che il raise risulta essere maggiore di quello standard. Ora ciò non rappresenterebbe di per sé un problema. Il fatto è che i giocatori sono talmente abituati (o assuefatti) a pottare tutto, che forse non ci si rende bene conto delle controindicazioni. Queste ultime arrivano nelle fasi successive al flop.
Se si decide di andare in continuation per bluffare si potta, se si betta per information, si potta lo stesso. Se cerchiamo di ingrossare un po’ il piatto perché siamo sicuri di avere un buon punto…indovinate… si esatto: si potta!. Insomma è bet di valore, di bluff e di informazione allo stesso tempo. Quando ad esempio si va in continuation, al turn si tende a checkare visto che il piatto può essere già relativamente grosso e si rischia di perdere un terzo di stack, se non di più, solo per essere andati in continuation al flop e al turn. Inoltre ogni tanto può rappresentare un tell relativo al betting pattern. Se si opta invece per una struttura di puntate più canonico, ecco che allora darete anche meno informazioni ai vostri avversari.
Anche per quanto concerne il bluff, tasto peggiore non poteva essere inventato: al di là della continuation di cui abbiamo già parlato, anche raisare post flop bluffando può essere nocivo, se usate il tasto pot: il bluff infatti non è fatto solo di pushata clamorosa, ma è fatto anche di value bet o di minimum raise. Già molti giocatori (italiani e non, ma soprattutto italiani) credono che per bluffare si debba mettere sul piatto una cifra enorme, se poi gli diamo anche la possibilità di usare un tasto che praticamente ti committa appena lo schiacci, ecco che allora ogni tanto non si fa il bene del giocatore.
Il consiglio dunque è di lasciare da parte la comodità del tasto (a meno che non multitabliate HU), ma di ponderare bene tutte le vostre puntate, sia che siano con i pini settati, sia con 72off su board KKQ. Se infatti considerate un multiway pot in un sit da 9 persone, bastano un paio di giri di pottate che vi ritrovate strashort. Provate a fare una comparazione tra il vostro gioco con e senza il tasto pot (prendete una piattaforma in cui giocate che non ce l’abbia e una nella quale è presente), analizzate le varie mani, soprattutto i bluff e traete le vostre conclusioni.
Quindi occhio…mi raccomando!
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