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Bond 18 - La teoria del grinding - 2

09/07/2010 da nasopanic

 Imparare ad apprezzare il grinding richiede un'ulteriore riprogrammazione del nostro condizionamento sociale, specialmente per gli statunitensi, perché la nostra cultura pone massima enfasi sulla gratificazione istantanea. Nella nostra era tecnologica siamo abituati ad essere in grado di ottenere ciò che vogliamo, si tratti di oggetti materiali o solo informatici, con grande facilità e scarso investimento di tempo e risorse. Per arrivare all'eccellenza, invece, bisogna insegnare a se stessi ad essere molto meno legati all'immediato, ed a pensare costantemente a quello che ci conviene nel lungo periodo. Bisogna imparare ad apprezzare il valore del grind, o come la mette il rapper 50cent: “La maggior parte delle persone non sanno resistere alla noia. Non riescono cioè a concentrarsi su qualcosa finché non diventano bravi a farla. E poi si chiedono come mai sono tristi.” Per citare ancora la 50a legge, un libro sull'importanza dell'etica del lavoro nato dal genio combinato dell'autore Robert Greene e 50cent:

Una volta che raggiungiamo un certo livello di bravura,vediamo che ci sono ulteriori livelli ed ulteriori sfide. Se siamo discplinati e pazienti, procediamo. Ad ogni nuovo livello ci attendono nuovi piaceri e nuove visuali, dei quali non sospettavamo all'inizio nemmeno l'esistenza. Possiamo andare avanti quanto vogliamo – in qualsiasi attività umana esiste sempre un livello superiore a cui aspirare.

Per migliaia di anni questo concetto dell'apprendimento è stato parte fondamentale della saggezza pratica. Era compreso nel concetto di diventare capaci in qualche compito. La sopravvivenza umana dipendeva dalla costruzione di strumenti, edifici, e via dicendo. E per arrivare a costruirli bene bisognava esercitarsi per anni, procedendo passo per passo. Con l'avvento della stampa e dei libri a larga distribuzione, questa disciplina e questa pazienza è stata applicata all'educazione, all'apprendimento di conoscenze. Chi sosteneva di sapere senza aver passato anni ad accumulare conoscenze veniva considerato un ciarlatano ed in quanto tale disprezzato.

Oggi, tuttavia, abbiamo raggiunto un punto pericoloso, dove questa elementare saggezza sta venendo dimenticata. Gran parte della causa va ascritta al lato distruttivo della tecnologia. Tutti capiamo i suoi immensi benefici, ed il potere che ci ha dato. Ma, a causa della gran velocità e facilità con cui possiamo ottenere ciò che vogliamo, sta nascendo un nuovo modo di pensare. Siamo per natura creature impazienti. È sempre stato difficile per noi volere qualcosa e non avere le capacità per ottenerla, e la velocità della tecnologia accentua questo aspetto infantile del nostro carattere. La lenta accumulazione di conoscenza sembra inutilmente noiosa. Imparare deve essere divertente, veloce, e facile. Con internet possiamo fare connessioni istantanee, passando sulla superficie da una materia ad un'altra. Finiamo per dare più importanza alla vastità delle conoscenze piuttosto che alla profondità, la capacità di muoversi qua e là piuttosto che quella di scavare in fondo per capire come funzionano le cose.

Perdiamo il senso di un processo, ed in un'atmosfera del genere i ciarlatani proliferano come erbacce. Offrono il mito vecchio come il mondo della trasformazione rapida – le scorciatoie per il potere, la bellezza, ed il successo in forma di libri, cd, seminari, ed antichi “segreti” riportati alla vita. E trovano molti sfigati da depredare.

E questo modo di pensare ed imparare non è un progresso. Crea un fenomeno che potremmo chiamare “corto circuito”. Per raggiungere la fine di qualsiasi cosa, per apprendere fino in fondo un processo, servono tempo, concentrazione, energia. Quando le persone sono così distratte, quando le loro menti si muovono costantemente da una cosa all'altra, diventa sempre più difficile mantenere la concentrazione sullo stesso argomento per più di qualche ora – non parliamo poi di mesi o anni. Sotto questa influenza, la mente tenderà al corto circuito, non sarà capace di fare tutta la strada fino alla fine del compito. Vorrà passare a qualcos'altro, che sembra più entusiasmante. Diventa difficile fare qualcosa quando la concentrazione è rotta, ed è per questo che troviamo sempre più prodotti scadenti, costruiti con sempre meno attenzione al dettaglio.

Bisogna capire che il vero segreto, la vera formula per ottenere potere, è accettare la dura realtà, cioè che imparare richiede un processo, e quindi pazienza ed abilità nel sopportare il lavoro poco gratificante. Non sembra, ad un primo sguardo, né sexy né seducente, ma si tratta di una verità costruita su qualcosa di reale e sostanziale, una saggezza antica che non verrà mai contraddetta. La chiave è il livello del vostro desiderio. Se davvero vi interessano il potere e l'eccellenza, assorbirete questa idea nel profondo e ve la scolpirete nella mente: non esistono scorciatoie. Non vi fiderete di niente che sia veloce e facile. Sarete in grado di sopportare i primi mesi di lavoro piatto e ripetitivo, perché avrete un obbiettivo. In questo modo eviterete di andare in cortocircuito, e di sapere molte cose senza dominarne nessuna. Alla fine quello che farete sarà dominare voi stessi – la vostra impazienza, la vostra paura della noia e dei tempi vuoti, il vostro bisogno di costante divertimento ed intrattenimento

Continua. Pezzo segnalato dall'utente Kyoden. Fonte:http://forumserver.twoplustwo.com/showpost.php?p=20034710&postcount=1


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