Contro alcuni luoghi comuni nel poker
Scritto da nasopanic il 04/02/10 15:21:00
Cominciamo oggi una lunga serie di traduzioni da pezzi apparsi sul celebre forum pokeristico statunitense twoplustwo. Se ne avete qualcuno da segnalare, proponetelo nella apposita discussione, dopo aver letto attentamente il primo post.
Ci sono alcune cose che mi mandano in tilt quando le leggo su cbet, quindi ho pensato di approfittare e farne un elenco, spiegando per ognuna cosa ne penso. Dappertutto è sottotinteso "secondo me": si tratta sempre della mia opinione, potete sentirvi liberi di dissentire. Solo, non pensate che me ne importi :)
Ci sono tre motivi per puntare: protezione, valore, bluff
Cominciamo col dire che puntare per protezione è, in generale, una sciocchezza. Il concetto alla base è l'idea sbagliata che il vostro unico obbiettivo sia negare agli avversari la possibilità di chiudere un progetto ad un prezzo corretto. I giocatori che puntano per protezione tendono a farlo per un'illogica paura di venire battuti, ed a concentrasi solo sulla parte del range avversario che gli dà dei progetti, senza pensare al resto. Bisognerebbe invece fermarsi e cercare di capire qual'è lo scopo della puntata, e come si sta cercando di massimizzare il proprio EV a spese dell'avversario.
Possono esserci milioni di ragioni per puntare, o solo una, a seconda di come si guarda alla cosa. Se dovessimo tirarne fuori solo una, questa sarebbe: "punto o rilancio per manipolare il gioco in modo da massimizzare l'EV della mia mano contro il range dell'avversario". Si fanno previsioni ed assunzioni sulla mano dell'altro, e si agisce di conseguenza ad ogni giro di puntate, in modo consequenziale. In realtà, a voler essere precisi, a volte la ragione appena esposta può non essere sufficiente. Quello che vogliamo fare è massimizzare l'EV dei nostri range contro i range avversari. Questo è vero soprattutto se si gioca contro un reg, nel qual caso dobbiamo stare molto attenti a come le nostre giocate influenzano l'immagine che diamo. Quando si ha molta storia con un reg bisogna preoccuparsi di come stiamo giocando non tanto la mano in se, ma il range.
Puntare per capire come siamo messi
Questo è il vecchio discorso del "Puntare per informazioni", che tipicamente salta fuori in casi in cui si è o molto sopra o molto sotto [WA/WB, way ahead / way behind ndt], per esempio con KK su flop A62 senza colori e contro un giocatore random. Scusate, ma l'idea che ci sta dietro è semplicemente ridicola. Si ottengono informazioni sui range avversari ad ogni giro di puntate, che puntiamo o no. In alcuni casi si potrebbe ribattere che puntare potrebbe manipolare i range avversari in modo da renderli sfruttabili nei giri successivi, ma questo è un concetto molto più sottile, e separato dall'idea standard di puntare per ottenere informazioni. Come ho detto sopra, questo argomento salta fuori in situazioni WAWB, dove è chiaramente un pessimo consiglio, dato che fondamentalmente trasforma una mano con un grande valore in un bluff. Invece di "Puntare per capire come siamo messi", proviamo a pensare se si può usare la nostra mano come una trappola per bluff, o se si può prendere più valore contro mani più deboli passando al flop e puntando dopo. Volete i soldi, non le informazioni.
1/6, continua. Pezzo segnalato dall'utente Blackheart
Fonte: http://forumserver.twoplustwo.com/36/stt-strategy/2k-post-tilt-control-tl-dr-692942/
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