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Controllare i Tilt

01/31/2008 da Beatme

Circa due anni fa ho scritto “On Cavemen and Poker Players”, un’articolo nel quale spiegavo l’importanza di saper controllare le proprie emozioni al tavolo. Da quel giorno, ho avuto tempo a disposizione per riflettere il mio punto di vista su questo argomento, soprattutto quando questo si riferisce al concetto di tilt. Per iniziare lasciate che vi esponga un concetto ovvio: succede a tutti di tiltare. Di fatto possiamo tranquillamente dire che la parola tilt è una di quelle che fa più paura nel mondo del poker. Ma cosa causa il tilt? Bhè, ciò che porta al tilt varia di giocatore in giocatore. Per qualcuno il tilt è dato da un bad run di carte o da una sfortuna che si protrae a lungo durante la quale i nostri avversari riescono a centrare quei due o tre out che gli restano al river. Per altri si tratta solo di un periodo nel quale il livello di qualità del proprio gioco è veramente scarso. Non importa la causa, il punto è che una volta tiltati molti giocatori finiscono col giocare le carte sbagliate nei moment sbagliati perdendo molte chips. Per molti giocatori questo potrebbe rivelarsi l’inizio di un ciclo vizioso che porta alla distruzione della loro confidenza e del loro bankroll. Conoscere la causa che porta al tilt è una cosa, ma la domanda più importante è: Cos’è il tilt? Personalmente credo sia una reazione chimica che ha luogo nella mente.

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E’ simile alla primitiva emozione di essere in pericolo, codificata nel nostro DNA come se stessimo per essere catturati in una foresta. Invece di essere inseguiti da qualche animale selvatico stiamo per essere catturati da qualche altro giocatore che cerca di spararci con un’altra bad beat. L’effetto di questa emozione primitiva è enorme: qualche cambiamento chimico e la vostra mente subirà delle modifiche che vi porteranno a cambiare completamente il vostro stile di gioco. La chiave per evitare che questo accada stà nell’abilità di separare se stessi dalle proprie emozioni. Piuttosto che giocare basandovi su questo istinto primordiale, dovresteo continuare a giocare in maniera intelligente, un poker pensato e ragionato senza preoccuparvi dei risultati nel breve periodo. Per raggiungere questo obbiettivo dovreste esercitarvi nel credere che vincere e perdere a poker in un breve periodo di tempo non fa differenza. Questo potrebbe apparire un controsenso a primo acchitto, perché l’obbiettivo del gioco è quello di vincere. Ma dovete accettare il fatto di non poter vincere ogni mano che giocate e che perdere fa parte del gioco. Fate attenzione al vostro approccio ad un coinflip. Se in quel determinato momento state vincendo esiterete a rischiare ciò che avete vinto pochi minuti prima. Se di contro vi si presenta una situazione del genere durante un momento in cui state perdendo sarete più propensi a rischiare perché rivolete le vostre chips indietro. Entrambi i casi risultano dannosi al vostro gioco perché in entrambe le situazioni vi preoccupate più del breve periodo piuttosto che giocare un poker solido nel lungo, cosa che un giocatore vincente dovrebbe fare. Quando vincere o perdere non fa per voi differenza nel breve periodo, non dovrete preoccuparvi di tiltare perché sarete concentrati solo a giocare un buon poker. Questo è tutto: giocare bene. Come giocatori di poker non possiamo fare altro che giocare al meglio delle nostre possibilità e lasciare che le cose vadano per come devono andare. Quando adotterete questa abitudine i vostri risultati nel lungo periodo miglioreranno e la varianza che dovrete affrontare nel breve periodo non avrà alcuna importanza.

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