Igrind Poker Online
Print

Cose che ci ho messo un po' ad imparare - differenze tra buy in medi/bassi ed alti - 2

03/12/2010 da nasopanic

L'altra cosa da tenere presente nella scalata dei buy in è il gioco in bolla. Sia su quella del tavolo finale che su quella dell'ITM, più si sale di livello e più bravi sono gli avversari, meno si chiuderanno e meno spesso lasceranno regalandovi i bui. Ci sarà sempre qualcuno che gioca oltre le sue possibilità e che è semplicemente sopravissuto a lungo, ma in generale la bolla in un 50/50 è molto diversa da un 100r. Per esempio, se in bolla ho uno stack decente - non occorre che sia enorme - in un 50/50 rilancio per primo di poco (2,3-2,5x) con tantissime mani, dato che mi aspetto che i giocatori mi chiamino o rilancino con un range strettissimo. In un 100r invece non cambio quasi niente la mia giocata, a meno che non abbia una quantità incredibile di fiches o che mi trovi in tavolo con dei giocatori incredibilmente scarsi. E comunque non arriverei ad aprirmi quanto in un 50/50.  In un 50/50 è infatti piuttosto raro che qualcuno manipoli a suo favore la situazione bolla, a meno che non abbia uno stack enorme, ma ai limti più alti la maggior parte dei giocatori threebettano molto larghi per non farsi superare.

Un'altro cambiamento nello stile di gioco riguarda le puntate fatte per nascondere la propria forza rispetto a quelle fatte per ovvio valore. Bisogna infatti ricordarsi che i giocatori più capaci stanno ben attenti agli schemi delle puntate. Sanno anche esattamente cosa potete fare a seconda del vostro stack, e se uscite dagli schemi se ne accorgono immediatamente e stanno cauti.

Esempio: coi bui a 200/400 e 50 di ante in un torneo su stars. Avete 9600 allo small blind e spillate AA. Il bottone, che ha 15.000, è il primo ad entrare in gioco e punta 1.100. Ora, in un 100r vado direttamente all in, allo stesso modo in cui lo farei con tutto il mio range di threebet. Gli avversari pensanti sanno infatti che se faccio qualcosa come rilanciare a 3000 - che owiamente mi lega al piatto -, ho molto probabilmente una mano fortissima, e che normalmente con le mani meno forti manderei direttamente i resti (benché oggigiorno si trovi chi rilanci 3000 in questo spot con una mano che magari non brucia di voglia di azione, come per dire AT, con lo scopo di apparire più forte di quanto non sia. Ma questo è tutto un altro discorso.). Quindi invece di dare loro questa informazione scelgo la giocata più ingannevole di tutte - ingannevole cioè perché non c'è niente da leggere dato che lo fare con AT, 55, KQs o AA.) So anche che pochissimi giocatori forti e pensanti chiamerebbero in questa situazione, per un terzo del loro stack effettivi,  per vedere se il flop gli sorride e lasciare in caso contrario contro il mio inevitabile all in. Ai 50/50 invece scelgo spesso qualche giocata particolare, come chiamare (cosa che ai livelli più alti non fa praticamente nessuno con questi stack), o threebetare quanto basta per far magari decidere all'avversario di vedersi il flop o rilanciare pensando di avere fold equity.

Ci sono molte situazioni come questa in cui ai livelli più bassi potete scegliere mosse che più in alto diventano ovvie, per estrarne valore. Dovete giocarvela lentamente più spesso se gli avversari non capiscono che siete pot committed e che non chiamareste mai una puntata così grossa senza una mano forte. Più si sale, invece, più bisogna fare sempre le stesse mosse per impedire agli altri di leggervi la mano con troppa facilità.

Ricordatevi, infine, che ai limiti più bassi i giocatori si adattano molto più lentamente, ammesso che lo facciano. Contro avversari più capaci il meta game diventa invece molto importante, e le mani passate, assieme alle letture, diventano una parte integrante della strategia, essenziali per potersi adattare ai range altrui. Gli avversari più scarsi, inoltre, semplicemente non hanno la consocenza necessaria a cambiare strategia in modo da approfittare delle vostre giocate e del vostro stile. State attenti, più in alto, a come il tavolo vi percepisce, perché il punto chiave per giocare contro avversari bravi è capire il metagame.

2/2, fine. Pezzo segnalato dall'utente Ominoretard. Fonte:http://tworags.com/blog/bond18/post/2043/things_it_took_me_a_while_to_learn_part_15_smallmid_and_high_differences

Articoli Correlati

Social Bookmarks