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Essere giocatori...

12/15/2007 da Beatme

Leggendo il thread "delle liti" mi sono sorte varie considerazioni. Tra le tante ce n’è una che prescinde dallo "svolgimento" e dalla natura del thread stesso e che, a mio modo di vedere, può essere d’aiuto nella crescita e nella maturazione di un giocatore ( non c’è nessun particolare riferimento al 3d in questione, quello che esporrò è un concetto generale ). Questo aspetto riguarda la consapevolezza della conoscenza di una tipologia di gioco rispetto ad un’altra. Essere dei giocatori non significa esserlo per forza a 360 gradi. Avere delle peculiarità e avere delle "mancanze" non è sintomo di inesperienza, anzi, il più delle volte, può essere un segno di specificità. Il problema molto spesso è che molti di noi si sentono completi quando in realtà non lo sono. Un esempio chiarirà per bene il concetto. Io sono un giocatore di tornei e sit ( Hu, short e full table ). Non ho alcun problema ad ammettere di non essere tagliato per il cash game, ma questo mi deriva comunque da un’analisi basata sull’esperienza di gioco. Ogni sito di poker e ogni forum che si rispetti ha, tra le sue missioni, quella dell’aiuto reciproco tra i giocatori: consigli, approfondimenti e scambi di vedute su giocate o strategie. Se qualcuno mi chiedesse consigli su come affrontare un tavolo 2/4 o 3/6, difficilmente potrei rispondere in maniera esauriente dato che io a quei tavoli ( per ora ) non mi ci sono mai seduto, e soprattutto, non sono ancora addentro alla psicologia del cash game. Invece per molti giocatori saper giocare a texas deve necessariamente tradursi in "sono bravo sia nel cash che nei sit che nei tornei". Questo aspetto si riallaccia a quanto riportato dallo zio nell’articolo sull’ Ego. Conoscere i propri limiti e non aver paura di ammetterli è segno di maturità e voglia di migliorare. Se io vinco un torneo ma nel mio piccolo so di aver fatto scelte sbagliate, di aver letto i miei avversari in maniera errata e via dicendo, posso mentire agli altri ma non a me stesso. Se voglio migliorare. Allo stesso modo se invece ho giocato bene non significa automaticamente essere uno dei migliori giocatori di donkaments. Forse avere in testa il ritornello "il NL è la Cadillac del Poker" porta a considerazioni errate. Le più grandi discussioni sul tema "come si trova IL giocatore più bravo" portano sempre a scontri legati alle varianti. Ognuno di noi deve sapere dove sta la sua conoscenza; credo sia una delle cose più difficili da ammettere. Ma ci deve arrivare attraverso l’esperienza e il confronto: tornando al mio esempio ho notato come il mio atteggiamento al tavolo sia dovuto a molti fattori legati al dentro-fuori: le mie scelte in torneo, le mie giocate azzardate sono dettate anche dalla componente psicologica dell’eliminazione altrui. Puoi essere miliardario ma nei sit e nei tornei questa differenza economica si annulla. Al contrario nel cash ho visto di non riuscire a tradurre in vantaggio questa mia peculiarità, il che mi ha portato a leggere mani in maniera pessima. Attenzione però: perdere soldi nell’una o nell’altra variante non significa gioco forza essere scarsi o non portati. Il problema è capire COME li si è persi, analizzare e giungere ad una conclusione. Chi gioca cash e tornei contemporaneamente capirà molto di più eventuali differenze di "testa". L’errore più grande è giocare entrambe le specialità allo stesso modo. Su un flop con flush draw, come gioco la mia top pair? Risposta: sei in un torneo o al cash? Analizzate le vostre giocate e soprattutto le vostre foldate su mani pericolose, distinguendo cash, sit e tornei. Troverete molti spunti di discussione. Questo si traduce anche nel modo con cui date dei consigli agli altri. Perché non basta dire: "io avrei mandato la vasca"? Perché anche in questo caso bisogna capire che ragionamento c’è dietro, da cosa è dettato, se chi parla è un cash player o no e via dicendo. Come diceva il maestro Miyagi: ‘se impari karaté bene, se non impari karaté bene, se impari karaté speriamo…ti schiacciano come uva’. Lo stesso per il poker. Trovate la vostra strada, o anche le vostre strade, ma non cadete nell’errore di credere che un giocatore di poker debba per forza essere bravo in tutto. Al massimo sarete additati come ‘meno completi’, ma non per questo sarete inferiori.

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