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Giocare AK fuori posizione

Scritto da nasopanic il 17/10/09 12:25:14

Di Jon 'Pearljammed' Turner.

Asso - Re è una delle più forti mani iniziali del poker, ma bisogna giocarla al modo giusto in ogni posizione per farla fruttare, specialmente nelle fasi iniziali di un torneo. Essere in prima posizione rende le cose più complesse, ma se spingete con forza e tenete d'occhio gli avversari sarete in grado di vincere più di qualche piatto con il "Big Slick"

Iniziamo studiando le fasi iniziali del gioco in torneo. Se per esempio ho 3000 chip, con bui da 20/40, e sono primo a parlare con AK. Spingo a 120 immaginando che un paio di avversari mi vedranno. Indipendentemente dalla posizione, questa è una buona situazione. Con solo due avversari ho probabilmente la mano migliore. Immaginiamo che il flop sia A o K xx. Devo stare attento a non spingere troppo. Se opto per un chek raise sarà chiaro che ho centrato qualcosa al flop e gli altri lasceranno, mentre se mi limito a passare e vedere le eventuali puntate otterrò più azione. Una mossa migliore in questo caso, comunque, è evitare il gioco lento e puntare per primi con una continuation bet come farei in qualsiasi altra situazione. In questo modo non solo faccio crescere il piatto ma anche evito che gli avversari si vedano una carta gratis, che potrebbe costarmi di più più tardi. Se trovo un po' di azione dopo che ho spinto, probabilmente passerò al turn, sia per controllare le dimensioni del piatto, sia per indurre l'avversario a bluffare con una mano più debole. Se anche l'altro passa, posso fare una value bet al river, per farlo vedere se ha per esempio JJ o TT e pensa di essere sopra. Se invece ha un asso più debole, puntare un po' al river dopo aver passato al turn può essere un buon modo per farlo vedere e guadagnare ancora un po' di più. Se invece punta al turn dopo che io ho passato, mi limito a vedere. Anche qua, il chek raise non è una buona scelta perché rischia di far uscire dal piatto una mano più debole, o di farmi perdere di più con una mano più forte. Stesso discorso al flop. L'unico caso in cui posso scegliere il chek raise è quando so che l'avversario tende a restare aggrappato alle sue mani, specialmente se ha un asso. In questo caso potrei rilanciare per far ingrossare il piatto quando lui è sotto. Se quindi ho visto il rilancio al flop, passerò al turn e punterò al river sperando di venire visto.

Se però l'altro punta dopo che ho passato al turn, allora ho una scelta difficile. Se spinge di nuovo è probabile che abbia una mano forte come per esempio un set, e che si sia fatto un'idea corretta di cosa ho io. Questo naturalmente vale specialmente se so che è un bravo giocatore. Quindi qua posso lasciare e risparmiare le chip per un momento migliore, o vedere, a seconda della puntata e della mia idea dell'avversario. Se vedo e lui spinge anche al river lascio quasi sempre perché è molto improbabile che abbia un kicker peggiore o che stia bluffando per la terza volta. Un caso in cui non passo al turn è quando sul flop Kxx ci sono due carte dello stesso seme. Qua, se il turn non rende possibile il colore, punterò per proteggere la mia mano contro un potenziale colore al river. Se un avversario ha un set o una mano che mi domina, probabilmente rilancerà per proteggersi a sua volta. Anche qua le cose si complicano parecchio, e devo fidarmi della mia lettura per decidere cosa fare. Se sono convinto che sia sopra o comunque se so che è un giocatore forte, probabilmente lascio in attesa di un momento migliore.

AK è una mano molto forte, ma può essere anche pericolosa, specialmente se la si gioca fuori posizione. Se continuate a puntare dopo il flop potete farvi una buona idea delle mani degli avversari, e decidere di conseguenza. A seconda che gli altri rilancino o vedano, passare al turn può farvi risparmiare delle perdite se siete contro una mano più alta o vincere di più se siete voi ad essere sopra. Ad ogni modo manterrete il controllo della mano ed aumenterete le probabilità di arrivare a premio.

 

articolo tratto da Full Tilt

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