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Giocare fuori posizione, un'introduzione - 2

07/17/2010 da nasopanic

La regola del 25%

Tendo a prendere per vera una supposizione sugli avversari che non sono sicuro sia perfettamente accurata, ma che mi sembra mi abbia aiutato. È simile al concetto di Harrington del 10% di possibilità di bluff: Se ho un campione di mani abbastanza grosso contro un avversario che rispetto, e lui ha posizione su di me, c'è almeno il 25% di probabilità che la sua aggressività contro di me quando siamo heads up si basi solamente sul suo vantaggio posizionale. Come sono arrivato a questo numero? Ho passato molto tempo a riguardarmi il mio database di PokerTracker, a controllare le mani ed a fare supposizioni. Ho anche tenuto in considerazione le mie tendenze, come quella appunto ad usare la posizione come un martello contro un chiodo testardo.

Si tratta, ancora una volta, di un concetto e di un numero nebuloso, ma cerco sempre di tenerlo a mente quando ho una mano ragionevolmente forte contro un avversario solido con posizione contro di me. Il 25% non è un numero enorme, ma comprende anche i bluff, i float, ed i semi-bluff. Non mi aspetto che tutti siano d'accordo con il numero, ma l'idea con me ha funzionato

Suggerirei anche che tale numero aumenta con i limiti a cui si gioca – se penso ai miei lontani giorni al NL25, direi che era molto più basso. Non uso questa regola senza un buon numero di mani campione, o una solida lettura sull'avversario, perché specialmente agli SSNL la maggior parte dei giocatori tendono a giocare basandosi unicamente sulla forza delle loro mani. È piuttosto lineare. Quello che stiamo facendo è cercare di migliorare il nostro gioco contro gli avversari più forti, e prepararci per limiti più alti.

Gestire i min-raise: non sempre indicano un settembre

Ecco una mano che ho macellato come una vacca sovrappeso il giorno del haburger, che illustra bene il potere di rilanciare in posizione.

Avevo AKo ed ho fatto il rilancio standard, ottenendo un unico call da un avversario che sembrava solido ma col quale non avevo molta history.

Flop A76 rainbow, sono uscito per $6 e lui ha min-raisato a $12. Ho chiamato ma subito ho temuto un set. Il turn era completamente insignificante, un 2. Abbiamo checkato entrambi. Il river era un T, io ho checkato, lui ha puntato $30, ed io ho chiamato. Ha mostrato 98, scala.

Il min-raise al flop mi aveva bloccato: ero convinto che lo avrebbe fatto solo per valore con un set, ed invece gli ho lasciato andare in pesca senza spesa, e sono cascato nella trappola al river.

Tendo ancora a pensare che la maggioranza, o almeno molti, dei min-raise al flop, indicano un set. Anche giocatori all'apparenza solidi – ho visto molti utenti di 2+2 farlo – min-raisano i set al flop perché vogliono far crescere il piatto e prendere valore, ma non vogliono che l'altro lasci. Ho però scoperto che a volte significano altro.

Molti giocatori sanno che un min-raise è visto con timore per quello che rappresenta, ed ho incontrato molta gente che lo usa per il float o per bloccare l'azione dell'altro. Ho visto gente farlo contro una cbet con top pair o coppia non settata. È incredibile quanto bene possa funzionare.

Ecco quindi come lo gestisco: ogni volta che vedo un giocatore che fa un min-raise contro una cbet al flop, ne prendo nota. Se poi mostra la mano, perfetto. Ma supponiamo che rilanci con AKo in EP e venga chiamato solo da un giocatore. Con flop K83, ma anche T83, faccio la mia cbet, e se mi vanno contro in min-raised rilancio a mia volta. L'azione dell'altro, a quel punto, mi dirà molto: se mandano i resti lascio e prendo nota che min-raisano i set. Se lasciano, tengo presente che col min-raise cercano di prendersi i piatti e rispondo con ulteriore aggressività. La giocata migliore con un set è chiamare, perché a quel punto al turn sono messo in difficoltà. Ma, per fortuna, la maggioranza dei giocatori ai SSNL non chiamano, ma spingono.

Non è un po' caro, a volte? Sì. Ma vi sorprenderebbe quante volte si possa in questo modo prendersi il piatto, e se l'altro spinge, avete comunque imparato, cosa importante, come gioca un punto fortissimo. Sapere cosa significano in min-raise è una delle più utili informazioni che si possano avere a questo gioco, ed a questo livello.

Una linea generale con AA o KK contro resistenza

Giocare AA o KK contro qualcuno che oppone resistenza, quando si è fuori posizione, può essere molto dura – più dura di un gruppo di adolescenti ad un photoshoot di Scarlett Johannson. Uno dei migliori utenti di 2+2, Foxwoods Friends, ha condiviso con me alcuni dei suoi pensieri in proposito, ed io ne ho tratto la mia linea generale.

Supponendo che il flop sia almeno relativamente innocuo. Se mi rilanciano contro con stack normali o deep, chiamo ed apro al turn per 2/3 del piatto. Se mi chiamano devo chekare al river, e il call/fold si baserà sulle letture. Se rilanciano anche al turn, lascio. Ci sono anche volte in cui lascio con AA o KK al flop contro un rilancio, ma owiamente dipende dall'avversario e dalla mia lettura. Credo che lasciare contro qualsiasi rilancio OOP significhi dare via troppo valore.

Conclusioni.

Essere fuori posizione è molesto come una ragazza vendicativa che scopre che la tradivate. Generalmente non è troppo divertente, a meno che non abbiate gusti particolari. Fatevi quindi un favore, e giocate la maggior parte delle mani in posizione.

Ma non datevi per morti solo perché parlate per primi. Fidatevi delle vostre letture. Usate i check/raise a volte. Bastano alcuni adattamenti per far perdere l'equilibrio all'avversario. Presto saranno terrorizzati all'idea di giocarsi un piatto contro di voi.

Fine. Pezzo segnalato dall'utente Pasty. Fonte: http://archives1.twoplustwo.com/showflat.php?Number=6118959

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