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I problemi con un range polarizzato - 2

02/12/2010 da nasopanic

Ora invece immaginiamo un'altra situazione, dove il cutoff apre e voi da bottone siete l'unico a chiamare. Il flop è Q72, e l'altro va in continuation bet. Dato che questo flop si adatta bene ad entrambi i vostri range, il vostro avversario punterà probabilmente meno del 90% del piatto, e non riuscirà ad andare all in al river a meno di non andare in overbet. Per evitare di finire nella stessa situazione descritta ieri, dovreste evitare di polarizzare i vostri range, e piuttosto limitarvi a chiamare col set. Mentre AQ e KQ potrebbero venire rilanciate al flop, così come qualche bluff totale, è più conveniente chiamare coi set, e rilanciarli al turn. In questo modo il vostro range non sarà solo QJ o peggio, e non lo polarizzerete. Ed inoltre, con un set non c'è troppo da temere, neanche se il turn è una overcard o l'altro centra una doppia coppia.

Ciononostante esistono comunque situazioni nelle quali è corretto polarizzare il proprio range. Ecco due delle due più comuni.

-L'avversario non è abbastanza bravo da capire che il vostro range è polarizzato, o non ne approfitterebbe se anche dovesse capirlo.

-Siete in posizione ed il board rende possibili molti progetti, quindi buona parte dei turn renderanno nuts qualche mano del vostro range.

Per esempio, supponiamo che il cutoff apra, e che voi, di nuovo, siate l'unico a chiamare, dal bottone. Il flop è Tp 9p 5h, e l'altro fa una continuation bet standard. Polarizzare il vostro range rilanciando con tutte le doppie coppie, i set, i progetti di nuts, ed i bluff totali, è perfettamente accettabile in questo caso, dato che praticamente qualunque carta caschi al turn voi potrete simulare una mano nuts. Qualunque carta di picche vi darà un possibile colore, qualunque nove o dieci un trips, e qualsiasi asso, re, donna, jack, o otto, rende possibile una doppia coppia o una scala. Quindi delle 49 carte rimaste, 32 - i due terzi - vi metteranno in mano un possibile punto nuts, ed eviteranno che l'altro approfitti con l'overbetting del vostro range polarizzato. In modo analogo, se cercate di giocarvi lentamente un set o una doppia coppia spesso perderete azione o farete centrare all'avversario un punto più alto. Di solito lo slow play non è una grande idea.

Capire quando il range del vostro avversario è polarizzato è un ottimo modo per migliorare il vostro gioco e vincere di più. Se aprite da posizione intermedia e lo small blind vi chiama, non abbiate paura a puntare grosso su un flop molto "secco" come 995, che ci siano o meno due carte dello stesso seme, specialmente se avete stack grossi, di più di cento bb. Sapete che l'altro non può essere forte, a meno che non abbiamo 99 o 55, che fanno in totale quattro combinazioni. Similmente, non abbiate paura a punire avversari se sapete che non possono avere un grande punto quando passano e chiamano su un board che rende possibili molti progetti. Se sapete che l'avversario non chiamerebbe mai con una mano più forte di KQ su un board Qf Tp 6f 2p, dato che probabilmente andrebbe in checkraise con AQ o più e che il 2 al turn non gli migliora il punto, non abbiate paura ad andare in overbetting al river, in bluff, se il river è un tre di quadri. Anche se né voi né l'altro giocherete in modo perfetto, capire i problemi teorici di un range polarizzato quando vi trovate di fronte a delle overbet vi permetterà di sfruttare meglio gli avversari più deboli, e lentamente vi avvicinerete ad un gioco ottimale, almeno in teoria, da usare contro avversari ugualmente capaci di approfittare di voi.

2/2, fine. Pezzo segnalato dall'utente Antani. Fonte: http://www.twoplustwo.com/magazine/issue58/Problems-Polarized-Range.php

 

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