Voglio introdurre con questo articolo il concetto di vantaggio nel poker e la sua applicazione. Abbiamo sempre detto che i giocatori si dividono in due categorie, quelli che giocano per divertirsi e quelli che giocano per vincere. Il giocatore che gioca per divertirsi si siede al tavolo e gioca quando ne ha voglia, non valuta nessun fattore oltre al suo desiderio di spillare le carte e far andare un po’ di adrenalina per soddisfare il proprio istinto di gambler. Il giocatore serio invece non sente il “bisogno impellente” di giocare o di scommettere soldi; sa che ci saranno tavoli aperti anche domani, dopodomani e per l’eternità, quindi decide di sedersi soltanto in presenza di un vantaggio nei confronti dei propri avversari. Il concetto di vantaggio ( o “edge”, come lo definiscono gli amici statunitensi ) è applicabile alle decisioni fuori e dentro del tavolo. Esaminiamo con ordine i vari fattori “esogeni” che condizionano un giocatore di cash game ( ma molti sono applicabili anche a tornei e sit’n’go ), quindi le scelte che operiamo prima di sederci:
- Table selection: dovete cercare di giocare in tavoli in cui il livello medio di bravura è inferiore al vostro. Non credo ci sia bisogno di approfondire molto questo concetto: giocare volontariamente contro giocatori più forti di noi può essere sicuramente istruttivo, ma la lezione non sarà gratuita…
- Condizioni psico-fisiche: non dovete giocare se non siete al 100% della vostra condizione mentale e/o fisica. Ad esempio giocare quando si è stanchi dal lavoro, o di ritorno da una bevuta con gli amici, è sbagliato: non riuscirete ad essere lucidi, e questo vi porterà a decisioni errate che vi faranno perdere soldi. E’ importante anche il fattore psichico oltre a quello fisico: ad esempio è sconsigliabile giocare subito dopo una litigata furiosa con la vostra fidanzata, dato che immancabilmente nelle fasi di “stallo” il vostro pensiero sarà altrove e perderete dei dettagli/informazioni preziose al tavolo che vi allontaneranno dalle scelte ottimali. Personalmente vi sconsiglio anche di giocare sessioni infinite ( del tipo 8 ore di fila su 8 tavoli ), perché è tecnicamente impossibile rimanere focalizzati al 100% troppo a lungo; i limiti sono soggettivi, io ad esempio ogni due ore devo per forza fare un piccolo break o smettere. Cercate di capire qual è il vostro limite mentale di focus massimo, e non superatelo.
- Situazione economica: se giocate cash con dei soldi davanti che per voi sono “importanti”, sarete sempre sotto bersaglio di bluff e steals. Giocare in bankroll significa, oltre a non andare rotti, anche riuscire a fare le proprie scelte al tavolo solo ed esclusivamente in base alla mano, senza lasciarsi condizionare dalla paura di perdere e quindi sbagliare. Se non lo fate sarete sempre “scared money”, e non avrete il rispetto dei vostri avversari che invece non hanno problemi a rischiare quello che hanno davanti, quando ritengono sia giusto farlo.
- Andamento al tavolo: tilt/superhot. Spesso non ci rendiamo conto di questa cosa che invece è fondamentale: quando stiamo perdendo molto ( per sfortuna o per giocate pessime ) o quando stiamo vincendo tantissimo ( per grandi mani o per sculate clamorose ) tendiamo ad allontanarci inconsciamente dal nostro livello ottimale di gioco; cominciamo a chiamare/rilanciare troppo preflop ( per recuperare o per “sindrome da onnipotenza” ), a bluffare troppo, ad andare troppo spesso allo showdown. Insomma stiamo dando dei vantaggi enormi ai nostri avversari, e dobbiamo fare un break o chiudere la sessione. Accorgersi di questo stato mentale non è facile e richiede esperienza: sforzatevi di farlo però, ne guadagnerete in BB/100, garantito.
- La starting hand: abbastanza semplice e di fondamentale importanza; se entrate nei piatti con mani di partenza mediamente migliori di quelle dei vostri avversari, vincerete soldi. E’ questo il motivo per cui giocare tutte le mani nessuna esclusa, o gran parte ( situazione abbastanza frequente nel poker live al casinò ), non può essere profittevole nel lungo periodo.
- Tecnica: se siete più bravi del vostro avversario nella mano, alla lunga non potete perdere. E’ questo il motivo per cui l’unica vera forma di poker per stabilire chi è più forte è l’heads up cash con bui fissi. Se siete più bravi del vostro avversario nella lettura del board, nella capacità di assegnargli un range di mani corretto, e in quella di commettere meno errori, alla lunga vincete soldi contro di lui. Ad esempio se siete in big blind con una mano marginale e c’è un raise in late position da parte di un giocatore forte quanto/più di voi, non ha senso difendere e contestare il pot; mentre invece contro un avversario scarso può essere profittevole giocare più mani preflop di quelle che giocate usualmente, dato che post-flop lui commetterà più errori. Attenzione però a non dare a questo edge un eccessivo peso: una cosa fondamentale che ho imparato dai video di Brian Townsend è che non si può pensare di incaponirsi nel voler outplayare sempre un avversario più debole; quindi non esagerate nella lotta su tutti i piatti, a volte anche contro uno scarso bisogna lasciar andare la mano se sentiamo di non poter più vincere. Bluffare una calling station è sempre –EV.
- Posizione: “Position is the name of the game”, dice Doyle Brunson, eppure questo è un edge che spesso non è compreso a fondo, e con l’esperienza diventa la vera chiave di volta del successo di un poker player. L’errore più comune che fanno tutti i giocatori di poker ( esperti e non ) è giocare troppe mani o piatti troppo alti fuori posizione. Quando avete posizione sul vostro avversario sarete ultimi a parlare, avrete più informazioni, potrete controllare a vostro piacimento la dimensione del piatto, “pizzicare” i bluff senza spendere troppo, decidere quando e come attaccare, le continuation bets funzioneranno molto di più. Insomma sarete in controllo totale della mano (anche se un bel checkraise può togliervi il timone hehe); ad esempio secondo voi se per assurdo si giocassero 10.000 mani tra due giocatori, in cui uno è sempre primo a parlare con 88 e l’altro è sempre in posizione con AQ, chi vincerebbe più soldi? Anche se 88 è una migliore starting hand ( 55% vs. AQ ), vincerebbe più soldi il giocatore in posizione, fidatevi.
- Immagine al tavolo: se la vostra immagine può portare il vostro avversario a commettere un errore, allora avete un vantaggio. Vi siete mai chiesti perché nel torneo X nella mano X Minieri va all-in con AA su un flop AJ3 e l’avversario lo chiama con TT? Mentre invece se la stessa giocata la fate voi l’avversario folda AJ e ve le mostra? Perché probabilmente l’immagine estremamente loose aggressive e bluffante di Minieri ha condotto l’avversario ( riflessivo ) a commettere un errore madornale; Minieri ha concretizzato il suo vantaggio di immagine. Precisando che la mano di prima è frutto di fantasia e tornando con i piedi per terra, a volte possiamo sfruttare ad esempio la nostra immagine solida per fare dei bluff e far foldare mani migliori, e viceversa se abbiamo una immagine da maniac possiamo effettuare value bets più pesanti e più frequentemente, e aspettarci di essere pagati da mani inferiori. Insomma fare giocate un po’ atipiche avvalendosi della propria immagine può portare l’avversario all’errore; in quel caso avremo sfruttato il nostro vantaggio. Insomma quando vi pizzicano un grosso bluff, non perdetevi d’animo e cercate di trasformare l’immagine acquisita in un vantaggio futuro. Questo tipo di vantaggio è fondamentale nei tornei, perché il tempo al tavolo è poco, e i veri campioni sono quelli che meglio sanno cambiare le marce ( switch-gears ) e approfittare dell’immagine costruita in precedenza per indurre gli avversari a regalare le proprie chips.
- Altri vantaggi: il vostro avversario potrebbe essere in tilt, potrebbe avere poche informazioni su di voi mentre invece voi vi siete già informati su di lui, potrebbe essere su 12 tavoli e quindi più vulnerabile al bluff, potrebbe essere a fine serata e voglioso di giocare al lascia-o-raddoppia… Insomma ci sono tanti altri vantaggi che potete e dovete sfruttare al tavolo, l’importante è saperli individuare per tempo prima che lo faccia qualcun altro.
Gli edge che potete maggiormente sfruttare in ogni sessione sono sempre diversi, sta a voi individuarli e picchiare duro quando è il momento giusto. Infine ricordate che il problema più grande di molti giocatori di poker è…. il proprio orgoglio. L’ego del giocatore di poker può portare alla rovina; la sindrome di sfida/eccesso di virilità spinge a scegliere di prendere parte a tavoli chiaramente senza vantaggio (ovvero chiaramente –EV) per un fatto puramente di orgoglio. Non c’è niente di male nell’entrare in una pokerroom, non trovare un tavolo vantaggioso e chiudere senza giocare. Non c’è niente di “effeminato” nello scendere di livello quando stiamo attraversando un periodo negativo o sfortunato. Cercate di mettere da parte gli atteggiamenti che col poker poco c’entrano, quali l’ira, la vendetta, la frustrazione, la testardaggine….. Lasciate che si impossessino dei vostri avversari, e sarete voi ad avere un vantaggio su di loro e a vincere.
Ciao e good luck at the tables!
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