Il che ci porta al prossimo argomento, l'ego. Come giocatori di poker siamo per la maggior parte estremamente competitivi; per lo meno di quelli che ho conosciuto io non ce ne sono molti in grado di gestire bene le sconfitte. Sono tutti abituati a vincere in qualsiasi attività competitiva svolgano, e la maggior parte di queste attività hanno una componente di tecnica molto più elevata. Quando ero più giovane giocavo a baseball, dove anche se conta comunque un po' la fortuna generalmente la quadra migliore vinceva la stragrande maggioranza delle volte. Quando perdete una partita che avreste dovuto vincere, o siete in un periodo di crisi personale, potete cercare di capire nello specifico quali sono gli aspetti su cui dovete migliorare. Individuare gli errori più gravi, i pitch e gli swing sbagliati. Allenarvi negli specifici movimenti. Nel poker invece può capitare di prendere un downswing pur giocando solidissimi, di giocare bene, cioè, senza alcun riscontro. Il riscontro nel poker prende per il c***o il nostro cervello, il che non è molto piacevole. È molto difficile capire se stiamo giocando bene o no, perché non c'è il tipo di riscontro che si ha nella maggioranza delle altre attività competitive. Ci si sente disperati, e si ritiene di dover avere il controllo sul fatto di vincere o meno. Ma il problema più grosso non è che non possiamo controllare il non vincere, ma che abbiamo un'idea sbagliata del vincere. È difficile separare il denaro dal poker, i giocatori migliori sono quelli che lo fanno al meglio. E vincere non significa fare soldi, significa prendere decisioni migliori. Invece di sentirci frustrati quando ci sculano contro, dovremmo piuttosto gioire trionfanti. Abbiamo vinto, abbiamo giocato la mano nel modo migliore, e sul lungo periodo ci guadagneremo. Lo sappiamo tutti, in fondo da qualche parte, ma nessuno può entrare al 100% in questo stato mentale. Su un livello o sull'altro tutti giochiamo per soldi, quindi non riusciremo mai a liberarci dall'essere results-oriented. Ma possiamo impegnarci al massimo per concentrarci su quanto bene abbiamo giocato, e per dare meno importanza ai risultati.
Ed alla fine arriviamo allo stato mentale generale riguardo alla nostra carriera. Ne ho già scritto un po', ma tempo fa ho avuto una conversazione molto interessante con un amico, riguardo la varianza. Mi ha detto di attendere sempre con gioia i downswing, perché è la che ci sono le vere sfide. Tutti sono capaci di giocare bene quando vincono ogni flip. Tutti sono capaci di giocare bene se settano ad ogni flop. È quando si comincia a venire sculati e coolerati, ed in generale a perdere, che ci si inizia a porre domande interessanti. La più grossa sfida nel poker è giocare bene nei periodi in cui tutto va male. Continuo a non credere che attenda con gioia i downswing, ma in ogni caso è uno stato mentale che tutti noi dovremmo sforzarci di ottenere. Perché mai dovremmo sperare che gli avversari ci regalino dei soldi? L'unico problema è che parlare di quel catch in tuffo che avete preso in fondo alla nona è un po' più sexy che spiegare come si è riusciti a perdere solo 5k quando la maggior parte delle persone ne avrebbero persi 10, ma in ogni caso fanno parte del vostro winrate tanto quanto i soldi che vincete quando andate bene. Se in un periodo andate bene e vincete 15k, poi andate male e ne perdete 5, non è la stessa cosa che vincerne 20 e perderne 10. Il denaro non spewato conta come quello vinto, e gli stessi calcoli che abbiamo fatto su quanto ci costano le spewate vanno fatti per per minimizzare le perdite durante i downswing. Se usiamo le badrun come scuse per giocare male, sul lungo periodo ci perderemo ed abbasseremo il nostro winrate generale. Quindi la prossima volta che siete sotto di cinque buy in in una sessione, quando spewate cercando di recuperare provate a vedere il quadro generale. Anche se sul momento la differenza tra perdere 5 e 10 buy in non sembrerà tanta – vi sentirete di merda in ogni caso – è lo stesso un grosso taglio al vostro winrate. E vale anche per il cercare di recuperare le perdite. Se siete uno dei migliori del vostro livello e giocate circa 1k mani all'ora, sono cinque ore per recuperare, in media. Se contate che difficilmente giocherete al vostro meglio i tempi si allungano ancora. Quindi cercare di recuperare significa sostanzialmente cercare di avere fortuna, e cominciare una sessione, o una parte si una sessione, con un approccio mentale del genere è una ricetta per il puro disastro mentale, perché per più della metà del tempo perderete, ed anche quando non perderete inseguirete gli spot con più varianza invece di quelli con più valore atteso.
continua. Pezzo segnalato dall'utente lorenzissimo. Fonte: http://forumserver.twoplustwo.com/78/micro-stakes-full-ring/concept-week-mental-game-664320/
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