Il gruppo dell'odio
Scritto da nasopanic il 20/01/10 10:52:51
Uno dei miei migliori amici - ci conosciamo da più di venticinque anni - è vicepreside nella stessa scuola che ha frequentato parecchio tempo fa. È stato un ottimo insegnante, poi direttore del dipartimento musicale, e poi è stato di nuovo promosso qualche anno fa. È un educatore appassionato e dedicato, intenzionato a dare ai suoi studenti, colleghi e professori, il miglior ambiente possibile.
La sua prominente posizione nella scuola gli porta molta notorietà, in senso sia positivo che negativo. Ha aiutato migliaia di studenti ad imparare bene la musica, e gli ha preparati alla vita in generale. Ha anche, come ho scoperto poco fa, un "gruppo dell'odio" su facebook, dove studenti che hanno avuto scontri con lui possono trovarsi e sputtanarlo.
Non ne era felice. Può essere dura non prendere una cosa del genere sul personale, anche se cerchiamo di applicare l'atteggiamento di Vito Corleone - niente di personale, solo affari. In un certo senso distaccato, il gruppo dell'odio è solo una cosa professionale, nessuno di questi studenti lo conosce personalmente, sanno solo che sono stati beccati da lui mentre facevano partire l'allarme anti incendio o sparavano con la cerbottana. Ma l'idea che qualcuno possa parlare male di lui in modo meschino gli ha fatto male lo stesso.
La maggior parte delle persone sono creature sociali. Quasi tutti vogliono stare assieme agli altri, apprezzarli e farsi apprezzare. Se qualcuno ci fa qualche favore vogliamo ringraziarlo o ringraziarla. Se siamo scortesi ci scusiamo, se qualcuno esprime un'opinione positiva su di noi ne siamo felici e lusingati.
Ed è qua che mi collego al poker. Quasi sempre quando giochiamo reagiamo in modo emotivo e negativo se ci viene detto che abbiamo fatto qualcosa di stupido. Non sto parlando ci critiche costruttive - intendo semplici sputtani da parte di qualcuno contro cui avete appena sculato, di insulti generici come donk, idiota, patetico, eccetera. Gente che vi trova in altri tavoli, e che da osservatore passa il tempo ad insultarvi.
Solo i veri cattivi del wrestling professionale vogliono davvero essere odiati, perché essere "quello cattivo" gli rende soldi. Nel poker, distrarre qualcuno facendolo concentrare sugli insulti al vetriolo che gli state lanciando piuttosto che sul gioco può anche essere molto profittevole. In molti, me compreso, hanno perso uno stack perché stavano tiltando a causa di una lite in chat. Ed è logico che ci sia qualcuno che cerca di mettere gli avversari in quelle condizioni per poi approfittarne, o almeno non si tirano indietro quando capita l'occasione. Non è senza motivo che Matusow e Hellmuth vengono chiamati "the mouth" e "poker brat".
Non sto cercando di convincervi a comportarvi così, ad essere abrasivi e cercare lo scontro. Credo che faccia male al gioco. La maggior parte della gente non è brava quanto crede. E, ancora più importante, credo che la maggior parte di queste persone che litigano e provocano si distraggano e tiltino loro stessi, e che gli costi più quanto non gli convenga. Se state pensando solo al prossimo insulto siete per forza meno concentrati sul gioco.
Per un motivo analogo, se c'è qualcuno che vi sta dietro e continua a provocarvi, è probabile che non valga la pena di rispondere al fuoco e lanciare a vostra volta una raffica di insulti. Può essere uno sport divertente, ma vi distoglie dallo scopo principale. L'obiettivo è avere le sue fiches, non vincere la battaglia verbale - non servirebbe a niente se poi perdeste quella sul tavolo. Non posso andare in banca e depositare una chat in cui ho sonoramente annientato quell'idiota che mi ha insultato per la mia tribet all in con 97 suited.
E non mettetevi neanche a difendere il vostro stile di gioco. Se il vostro avversario non capisce la fold equity, e perché siete andati all in in tribet con 97s è un problema suo, non vostro. Se non sa perché chiamare con KJo è sbagliato, anche se questa volta era un po' sopra, è un problema suo, non vostro. Un aspetto del voler venire apprezzati dagli altri consiste nel non voler apparire stupidi. Ma nel poker, se tutti pensano che siate stupidi, è meraviglioso! Perché dovreste smentire il mito, e nel contempo dare lezioni gratuite?
Quindi, volete che l'avversario tiltato rimanga tiltato più a lungo possibile, senza però abbassarvi al suo livello? Pensate di nuovo al padrino. Sono solo affari. O, per lo meno, trucchi da giocatore. Lui o lei probabilmente non direbbe quelle cose su vostra madre o sulle vostre dimensioni, se non avesse perso un piatto contro di voi. Quindi non c'è niente di personale no? Se la prendete come se fosse così, e sprofondate al suo livello, c'è ben poco di buono che può venirne fuori.
Cercate di parlare il meno possibile - il minimo che serve per far continuare la conversazione ed il tilt, ma niente di più. Più parlate, più presto finirete le poche cose che avete da dire, e prima finirà il suo sproloquio. E non sarebbe un bene. Vi conviene che continui, anche se è un osservatore. Più a lungo continua a delirare, più è probabile che si ricorderà di voi, e che farà le stesse supposizioni sulle vostre abitudini igieniche la prossima volta che vi incontrate.
Il modo migliore per mantenere la testa lucida durante tutto ciò è rispondere in maniera eccessivamente educata. È un'arte nobile quella di uccidere con la gentilezza. Il vecchi adagio "si cacciano più mosche col miele che con l'aceto" è spesso vero, e vale la pena provarci anche se non funziona ogni volta.
Sentite, lo so che rimanere solidi non è sempre facile. Ma è qualcosa a cui tutti dovremmo aspirare. Non c'è bisogno di odio. Come diceva John Lennon, "all you need is love"...e, dopo tutto, lui era Il Tricheco.
fonte: http://www.pocketfives.com/poker-articles/the-hate-group-5046007
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