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Il poker è stupendo

02/13/2010 da nasopanic

Ancora un pezzo dai forum di 2+2. Questo è del "Dog Is Head", conoscituo negli high stakes come INTERNETPOKERS

Durante l'ultima settimana sono rimasto quasi del tutto fuori dall'ambiente pokeristico. Sono stato a casa, coi miei familiari ed i miei amici. È rilassante, ogni tanto, staccare dai discorsi su cbet, dagli studenti, e dal mondo del poker in generale. So che l'essere un giocatore di poker è una parte molto importante della mia identità, e cercare di passarci oltre è uno dei miei principali obbiettivi. Il tempo che ho passato lontano dal gioco, comunque, mi ha fatto venire in mente alcune cose, ed ho un forte desiderio di condividerle. Sono davvero semplici, a differenza della maggior parte dei miei contorti sermoni. Spero che la loro stupidità vi sorpenda, e che le apprezziate.

Il pensiero, davvero semplice, è questo: essere un professionista di poker è un lavoro - c***o - meraviglioso.

E basta. È semplice. Fa quasi ridere che abbia pensato che valesse la pena di scriverlo. In effetti tutti gli sforzi che sto facendo servono a convincere me, più di chiunque altro. Ma, che c***o, credo che ne valga la pena.

Fatemi cercare di capire cosa voglio dire.

La sezione di High Stakes di questo forum è diventata praticamente un monumento. È sopravvissuta alla sua originaria utilità di semplice agglomerato di discussioni di poker ad alto livello. Oggigiorno è più una specie di incrocio tra un museo ed un luogo di ameno cazzeggio tra ua sessione e l'altra. Ed a volte mi sembra un posto stranamente amaro. Ci sono giocatori di mid-hi stakes che per qualsiasi motivo vengono spesso insultati quando postano, e fanno del loro meglio per non parlare di niente di interessante con chiunque altro, e poi ci sono spettatori random che non sanno come contribuire alla discussione in un modo che non sia fare gli incazzati sperando di venire accettati. Alcuni dei lettori di questo discorso saranno giocatori di mid-hi stakes, per i quali tutto ciò ha perfettamente senso, ed altri saranno spettatori, che lo troveranno del tutto assurdo. E va bene così. Sperabilmente qualcuno ricaverà qualcosa da quello che scrivo.

Ci convinciamo facilmente, attraverso le percezioni degli altri, che "essere un giocatore di poker" riguarda il poker. Ma una volta che arrivate a certi livelli la parte del poker è facile. Anche quando è dura, in realtà è facile. Viene naturale. È l'"essere" che diventa la sfida. Mentre si risale in questo mondo sembra che il poker sia l'unica cosa che conta, che una volta raggiunte le capacità per diventare forti come siete ora tutto il resto verrà tranquillamente gestito. Ma dopo che ci siete arrivati, con il poker che più o meno ve lo gestite bene, dopo aver realizzato il sogno di essere tra lo 0,01% dei migliori giocatori del mondo, potrebbe capitarvi di guardarvi intorno in un momento di onestà, e di dirvi..."beh?  Tutto qua?"

Sì, tutto qua.

Il poker è un lavoro solitario. Conoscete tutte le ragioni - anche le più piccole - per cui lo è. Si è sempre da soli al tavolo, sempre a lottare per se stessi ed i propri soldi in mezzo a nemici. Si passano ore ed ore da soli ad individuare le migliori strategie, e, alla fine, è da soli che si passa attraverso i downswing. Il poker è un lavoro solitario, e lo sapete, e dato che lo sapete vi trovate degli amici con cui viaggiare in questo mondo desolato.  I giocatori si sono inventati community come cbet, siti di strategia, chatroom, tutto per crearsi delle connessioni all'interno di questo mondo solitario - in modo che quando avete imparato a giocare, lo avete imparato le basi da gente che era là per guidarvi. Che fossero degli amici, cbet, un sito di strategia - nessuno si è inventato i suo gioco, da se. La comunità ci ha insegnato a giocare a poker, ma mai ad essere dei giocatori. Non ci ha insegnato come vedere noi stessi, come gestire le nostre vite, come mantenere un equilibrio mentale, e, soprattutto, come amare il nostro lavoro. E dato che nessuno ce l'ha insegnato, il poker è un lavoro solitario.

Lo ripeto: il poker - c***o - è un lavoro meraviglioso. E da buon cinico cbetter come sei, potresti chiederti: "In che modo lo è? Come? In confronto a cosa? In confronto ad essere uno spazzino? Ad essere un bambino morto di fame in africa? Ste cose le ho già sentie molte volte, e spero davvero che tu non stia cercando di convincermi che dovrei sentirmi in colpa perché ho soldi e successo."

Non è affatto quello che mi ha portato qua. E la sensazione dietro a tutto ciò non ha niente a che fare con la colpa, né con la correttezza, né con il diritto ad avere quello che si ha, né con niente del genere. In realtà è molto più semplice di tutto questo, e per capire quello che voglio dire non devi andare più in là della tua stessa intuizione. I paragoni sono un buon punto di partenza.

1/2. Pezzo segnalato dall'utente AndreaDM. Fonte: http://forumserver.twoplustwo.com/19/high-stakes-pl-nl/poker-awesome-647291/

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