Special Guest: Shaundeeb
Ho pensato molto, a questa cosa, ultimamente. All'inizio pensavo che fossi troppo rersult oriented, o paranoico, o semplicemente troppo nitty. Alla fine ne ho parlato con un po' di giocatori che rispetto, e dopo qualche discussione siamo giunti tutti alla stessa conclusione: noi, i vincenti ai tornei a buy in medio/alti, ci freghiamo da soli troppo spesso pensando troppo “in là”. [ci “levelliamo” troppo spesso, ndt]
Se state leggendo questo pezzo siete probabilmente il tipo di persona che cerca di migliorare il proprio gioco, leggendo nei forum, nei libri, nelle riviste e nei siti, e discutendo con colleghi. Naturalmente questi sono i modi migliori per imparare e vincere di più, ma hanno generalmente un effetto collaterale: a forza di passare tanto tempo con altri giocatori pensanti, a volte ci si dimentica che la maggior parte dei partecipanti ai tornei semplicemente non pensa, o più precisamente, non pensa in modo minimamente paragonabile al nostro. Ecco come Shaundeeb elabora il concetto:
“Ora, spero che la maggiora parte dei miei lettori sia familiare con i diversi livelli di pensiero nel poker. Moltissimi però, me incluso, fanno sempre lo stesso errore. Il problema con la maggior parte del pensiero di secondo livello per i regular dei tornei midstakes è che troppo spesso questi assegnano agli avversari range troppo simili ai loro, e sbagliano nel dare all'oppo troppo o troppo poco credito. Contro random si tratta sempre e comunque di tirare a indovinare, ma in ogni caso cercate, di base, di dargli meno credito prima di dargliene di più. Mi sono guadagnato da vivere battendo i giocatori scarsi – potreste chiamarmi il Phil Hellmuth degli MTT a buy bassi. Ho imparato presto come comportarmi contro quel tipo di avversari per trarne un buon profitto. Molto spesso ai buy in più bassi noto che certe situazioni sono ottime per bluffare, considerando la posizione dell'avversario, e suppongo quindi che stia bluffando. Lui però non è bravo quanto me, e non realizza quanto buona sia l'occasione per il bluff, e quindi probabilmente ha esattamente quello che rappresenta. Ci alleniamo a pensare al livello più alto possibile, discutiamo ogni giorno con la nostra cricca di amici, cercando di analizzare ogni possibile risultato, quando basterebbe studiare la decisione precedente, lasciando perdere la saggezza convenzionale, per capire l'errore dell'avversario ed approfittarne senza esitazioni.
La maggior parte delle decisioni nelle fasi iniziali di un torneo le prendiamo contro avversari random, ed è difficile prevedere il modo in cui questi reagiranno e cosa possano avere. Basta però smettere di pensare a cosa faremmo noi in quella situazione e subito si gioca molto meglio. Per fortuna i nostri avversari non hanno i nostri stessi range – il nostro edge sarebbe molto minore in tal caso. Fanno dei colossali errori e dobbiamo approfittarne.
Questi consigli valgono non tanto per i buy in più alti quando per quelle lotterie domenicali – tanto facili – piene di vincitori di satelliti, e per i freezout 10-100 e i rebuy fino ai 100. Ci sono talmente tanti tipi di giocatori che la metà delle volte non si ha idea di chi sia chi e cosa sia cosa. Nell'altra metà, però, vedete di prendere una decisione ponderata basandovi su di loro, non su di voi. Voglio dire, come allenamento per il secondo livello di pensiero è utile immedesimarsi nell'avversario, e cercare di capire cosa si farebbe al posto suo, e cercare di leggerli la mano, ma ora lasciate pure perdere tutto e pensate in modo più efficace."
Grazie per il contributo, Shaun. Mi ci sono volute solo 78 ore e due crisi isteriche per trasformarlo in un inglese comprensibile. È un buon riassunto dell'argomento, quindi vediamo ora come applicarlo. Per prima cosa, partiamo dall'assegnare agli avversari dei range più stretti di quanto ci si aspetterebbe, fino a prova contraria. Anche qua, stare attenti al PAHUD è molto importante. Direi che in molti tornei midstakes (cioè, nella mia definizione, freezout da 20 a 100 e rebuy da 10 a 50, ed a volte i 150), i giocatori si dividono così: 75% troppo chiusi/passivi, 20% troppo aperti/aggressivi/spewy, 5% professionisti pensanti. Si tratta logicamente di una divisione di massima, ma in generale direi che funziona.
1/2, continua. Fonte: http://tworags.com/blog/bond18/post/2196/things_it_took_me_a_while_to_learn_part_16_the_flaw_in_level_2_thinking_
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