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L'errore nel pensiero di secondo livello - 2

07/07/2010 da nasopanic

 

Vediamo adesso alcuni situazioni specifiche dove ritengo che i giocatori capaci e pensanti diano troppo credito ad avversari random o non pensanti.

  1. Pagare piccole puntate per valore al river. Succede di continuo: ci si trova al river con una mano media che si è convinti non batta quella dell'avversario. L'altro però punta il 30-50% del piatto. Calcolate che vi basta essere sopra una volta su quattro, più o meno, e chiamate. So che è molto grezzo come ragionamento, ma fidatevi, smettetela di pagare queste puntate finché non scoprite qualcuno che le fa in bluff. Certo, basta essere buoni un quarto delle volte, ma nella mia esperienza lo si è molto più raramente – una su otto, una su dieci. Se il board presenta dei progetti mancati, o se pensate che il vostro avversario sia scarso nelle value bet “sottili”, allora potete chiamare, ma uno dei maggiori errori che vedo fare ai giocatori forti è usare le pot odds per giustificare il call. Credo che una mossa da considerare sia identificare gli avversari che fanno puntate del genere con mani buone ma non fortissime, e trovare situazioni in cui si può beccarli sul fatto e spaventarli con un sostanzioso rilancio (sì, esatto, trasformate una mano con valore allo showdown in un bluff. Esistono situazioni in cui si può e si deve farlo) purché naturalmente l'altro abbia il tasto fold.

  2. Mandare i resti in four bet con un range troppo largo, contro una mini-threebet preflop. So che a volte gli avversari mostrano delle mani completamente folli quando mini-rilanciano pre. Lo so che capita. Se però studiate quante volte è così, e quante invece hanno una monster, vi accorgerete probabilmente che mandare i resti in questi casi è una pessima idea. I giocatori scarsi fanno piccoli rilanci perché non si rendono conto che voi state notando la dimensione delle loro puntate. Sperano solo che voi, dato un rilancio così piccolo, o vediate il flop e ve ne innamoriate, o vi stufiate di una puntata così piccola e mandiate i resti. Fino a prova contraria, accettate il fatto che i mini-rilanci preflop indicano una mano fortissima.

  3. Chiamare troppo larghi gli open-push di stack corti. Tanti molti [very many ndt] giocatori non sanno ancora quanto possono guadagnare spingendo larghi da short stack. Molti continuano a foldare anche ben sotto i 10bb aspettando una mano semi-decente. Per un po' anch'io ho fatto questo errore, e poi, a lungo, ho pensato che fosse una nozione presente a tutti. Non è così. Benché i range di openpush si siano allargati tantissimo negli ultimi due anni [l'articolo è del marzo 2008 ndt] ci sono ancora moltissimi giocatori che non hanno la minima idea dei push a cEV positivo, di pokerstove, di SNG power tools, né di niente del genere. Come ho detto in un pezzo precedente, uno dei dettagli più importanti di cui prendo nota nei mie avversari è il range di push. Questo tipo di appunti possono essere di enorme aiuto avanti nel torneo.

  4. Supporre che nessuno manderebbe i resti di uno stack grosso con una mano fortissima. Questo punto non è universale come i precedenti perché ci sono effettivamente molte persone che puntano poco con mani grosse e tantissimo con mani medie. Rimangono però molti quelli che quando rischiano un bel po' di fiches hanno sempre una mano che considerano fortissima. Un buon modo per capire se un avversario è di questa categoria consiste nell'osservare il modo in cui giocano un draw. Se lo gioca passivo e in un'altra mano vi manda i resti per ber più del piatto, è probabile che abbia quello che sta rappresentando. Specialmente più avanti nei tornei, dove generalmente i giocatori hanno timore a buttare via lo stack, bisogna accettare il fatto che quando lo rischiano hanno di solito un punto forte.

 

Voglio infine tirare fuori un argomento che viene fuori ogni volta che faccio questo tipo di discorso con altri bravi giocatori. Non è che a dare sempre credito ai punti degli altri si diventa un nit troppo vulnerabile? Non credo. Gli unici capaci di approfittare delle vostre tendenze sono i giocatori pensanti, e se siete reg dei tornei dovete per forza capire quali sono. Per far questo dovete dare un'occhiata a [cbet] 2+2 e pocketfives, e cercare gli avversari su officialpokerrankings. I giocatori scarsi e non-pensanti non sono capaci di adattarsi al vostro modo di giocare, o per lo meno di sicuro non senza che me ne accorga. Quando mi capita di giocare una mano contro un avversario pensante, e che sa che so che è pensante, getto via tutte le mie supposizioni e gioco cercando l'inganno invece che la manipolazione.

Chissà però, magari con la pubblicazione di questo articolo sarò costretto ad adattare il mio gioco a gente che cerca di approfittarsi di me con bluff da 1/3 del piatto e piccole threebet. Ne dubito. Ci sono semplicemente troppi giocatori scarsi, e dobbiamo tutti accettare il fatto.

fine. Fonte: http://tworags.com/blog/bond18/post/2196/things_it_took_me_a_while_to_learn_part_16_the_flaw_in_level_2_thinking_

 

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