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La scuola del poker - 1/8

01/23/2010 da nasopanic

Traduciamo ora una lunga serie di articoli scritti da Chris "Fox" Wallace su pocketfives.com per tutti coloro che sono interessati ad una carriera di giocatori professionisti. I pezzi sono apparsi sul sito ad agosto.

Se vi dicessi che potreste diventare dei professionisti di poker e vivere di quello, non vi interesserebbe? È stato scritto abbastanza sul perché non diventare un pro a tempo pieno, quindi non me ne preoccuperò, tanto più che comunque non incoraggerò nessuna scelta in questi articoli. Mi limiterò a fornire informazioni a chi è interessato a diventare pro. Quello che posso fare è darvi delle semplici istruzioni per ottenere il risultato che cercate.

Notate che ho detto "semplici" e non "facili" [simple and note easy ndt]. Scavare un fossato può anche essere un compito semplice, ma non per questo sarà necessariamente facile. Diventare un giocatore professionista, anche solo come occupazione part time, è una cosa analoga. A mettercisi d'impegno ce la farebbero quasi tutti, ma per lo più la gente vuole solamente sedersi, giocare e vincere. A breve arrivano gloria e ricchezze, e bam, la vita è meravigliosa. Ecco perché così tanta gente fallisce.

Se volete guadagnarvi da vivere usando il vostro cervello, cosa fate di solito? Andate a scuola. Almeno un istituto professionale. Se uno volesse diventare ingegnere, e per prima cosa cominciasse a disegnare ponti ed a chiedere di venir pagato per questo, nessuno si stupirebbe se non ce la facesse. Servono anni di studio e di pratica. Se dal niente mi stampassi dei biglietti da visita con su scritto che sono ingegnere, tutti penserebbero che sono pazzo.

Esattamente lo stesso discorso vale per i giocatori che decidono di diventare pro e cominciano a giocare al 20/40 al casinò locale, o che vogliono specializzarsi nei tornei e cominciano con i satelliti per il WPT, sperando di fare il botto da subito ed iniziare in piena. Non sono nemmeno sicuri di essere vincenti ai rebuy da $5, e vogliono guadagnarsi da vivere senza nessuna ulteriore istruzione. A questo punto potrebbero anche mettersi a disegnare ponti con una scatola di matite, avrebbero la stessa probabilità di avere successo.

Ho già detto perché è così, e non mi ci dilungherò ancora. Darò per scontato che tutti sappiate che la maggior parte dei coloro che vorrebbero diventare dei pro falliscono. Tra l'ottanta ed il novanta per cento dei giocatori sono perdenti sul lungo periodo, e molti dei vincitori lo sono di poco.

In questi pezzi cercherò di spiegarvi come trovare la vostra specializzazione, come iscrivervi alla scuola del poker, e come rapportarvi al corso di studi. Nella seconda parte [3a e 4a su cbet ndt] darò una descrizione di massima per ogni specialità, e nella terza vi aiuterò a crearvi da soli i migliori corsi. Qua però ci limiteremo al come e perché è sia meglio iscriversi ad una scuola di poker se si hanno intenzioni serie.

Il primo problema che vedo spesso è una carenza di impegno finanziario. Gente che ha perso migliaia di dollari ai tavoli non vuole spenderne centinaia per impedire che succeda di nuovo e diventare giocatori vincenti. La maggior arte dei miei studenti vuole seguire una lezione un giorno e poi aspettare che il poker paghi loro il resto dell'educazione. La prima o le prime due lezioni di solito li mettono in grado di guadagnare qualche centinaio di dollari al mese, quanto basta per pagarsi altre lezioni e continuare a migliorare. Per lo più però non scelgono questa opzione. Seguono qualche lezione, diventano leggermente vincenti, e credono di potersela gestire la di in poi. Qualcuno ha effettivamente ragione e riesce ad andare avanti da solo dopo poche lezioni, continuando lo studio in altre maniere. Gli altri invece languono ai limiti più bassi, giocando partite che riescono a malapena a battere e facendo scelte di bankroll sbagliate quando sono frustrati perché non vincono di più.

Gli studenti che hanno successo - alcuni sono pro a tempo pieno ora - sono quelli che fanno una lezione a settimana, chiedono più compiti per casa, ed hanno tutto pronto ad ogni lezione successiva. Spendono qualche dollaro su siti di strategia, comprano qualche libro, e pagano le lezioni, sapendo che un'educazione seria è l'unico modo per aver successo in questi giorni. Non c'era nessun buon libro anni fa, e di sicuro non c'erano siti che insegnavano a giocare ai vostri avversari mentre voi cercavate di farcela da soli.

 

1/8, continua. Fonte: http://www.pocketfives.com/poker-articles/poker-college-part-2-4563038

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