Traduciamo ora, a pezzi, un lungo articolo di Arnold Snyder apparso sul Blackjack Forum nell'autunno nel 2006. L'articolo è una risposta ad uno di David Sklansky di poco tempo prima, intitolato "Chips Changing Value in Tournaments" - fiches che cambiano valore nei tornei.
Il link è stato segnalato su cbet da yddaki nella discussione "ev marginali in early stage di mtt".
In questo articolo mi concentrerò in modo comprensibile sulla teoria, largamente accettata ma fallace, del "Valore inverso delle fiches" [“reverse chip value theory” ndt] (TVI). Questa teoria asserisce che, nei tornei di poker, più grosso è il vostro stack e meno vale ciascuna fiche. Il corollario è che le fiches che si vincono valgono meno di quelle che si perdono. Questi concetti sono stati introdotti per la prima volta nelle opere di David Sklansky e Mason Malmuth, benché da allora molti autori si siano impossessati di queste "verità", dato che sono idee che hanno continuato a regnare incontestate per decenni. Queste teorie nascono da tentativi fatti da competenti matematici - che sono pessimi logici - di analizzare i tornei usando modelli sbagliati che ignorano fattori cruciali presenti nel mondo reale. Questi modelli sbagliati e queste logiche false hanno portato al più grosso problema con cui ci si scontri ora se si seguono le strategie consigliate dagli autori che credono in essi ed esse. Cioè, un gioco esageratamente chiuso e conservativo.
Per affrontare tutti i problemi connessi alla TVI, solleverò argomenti molto diversi nell'ambito dei tornei, compresa l'aggressività iniziale contro le tecniche di "sopravvivenza", l'aggressività con piccolo vantaggi, i bluff, il prendersi un rischio contro l'aspettare mani ottime, il concetto del "gap" di Sklansky, i rebuy, gli add on, ed il significato dell'"utilità" delle fiches, con una discussione su come la bravura al gioco influisca sul valore e l'utilità delle fiches. Tutti questi argomenti sono collegati, perché riguardano il modo migliore con cui un giocatore, sulla base di come deve valutarle, può utilizzare le proprie fiches.
I matematici vogliono mettere i numeri dappertutto. In quanto gambler professionista capisco il desiderio di comprendere concetti come le odds, i vantaggi, e le probabilità. Ma solo perché perché potremmo desiderare di trovare questi numeri non significa che dobbiamo forzarli quando in realtà non esiste un modo pratico ed accurato per generarli. E dedurre numeri irrilevanti per poi usarli nelle strategie di gioco non è solo un errore accademico per un analista, ma anche un costoso errore per i giocatori che decidono di seguire i consigli di quel dato analista.
Definizioni delle due teorie contrastanti sul valore delle fiches.
Per capire le argomentazioni che presenterò bisogna prima avere presenti le due fondamentali teorie sul valore delle fiches, che sono in contrasto l'una con l'altra. La prima è quella di Sklansky/Malmuth, che, per ribadire, asserisce che più grosso è il vostro stack e meno vale ciascuna fiche. In questo di articolo la chiamerò TVI. La seconda teoria è la mia personale, che è la base delle strategie per i tornei spiegate nel mio libro
The Poker Tournament Formula. Questa teoria sul valore delle fiches l'ho spiegata per la prima volta nel mio articolo Lo sconto implicito [The implied discount ndt]:
È scorretto attribuire alle fiches un valore monetario senza considerare come ciascuno giocatore può effettivamente usarle. Quando il direttore del torneo annuncia "Shuffle up and deal!" comincia una battaglia, e le fiches non sono niente di più e niente di meno che le munizioni. Se una fiche è un proiettile, ed io ne ho 500, e tu 4.500, tu puoi utilizzare le tue munizioni in molti più modi di me. Puoi sparare per vedere se riesci ad accumulare un altro po' di munizioni che nessuno è interessato a difendere. Puoi iniziare piccole battaglie speculative per guadagnare altre munizioni, dalle quali puoi ritirarti senza troppe perdite. E, cosa più importante di tutte, puoi usarle per minacciare gli avversari e vincere altre munizioni senza nemmeno lottare, ed anche in situazioni in cui avrebbero vinto se non avessero avuto paura di perdere tutto. Quindi, intrinsecamente, ciascuno dei tuoi proiettili vale più di ciascuno dei miei, solo in funzione della sua maggiore utilità. Più fiches si hanno, maggiore è il valore di ciascuna di esse.
Ho ampliato questa teoria nel mio articolo successivo, ed ho dimostrato due formule che dovrebbero guidare il gioco nei tornei.
1. Più bravi si è, più valgono le proprie fiches.
2. Più fiches si hanno, più vale la propria bravura.
Continua. Fonte: http://www.blackjackforumonline.com/content/reverse_chip_value_theory.htm
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