Pikachu ed il "valore del tempo"
Non sono l'unico a non ritenere del tutto convincenti le argomentazioni di Sklansky. Un'altro discorso nel suo recente articolo per 2+2 è in difesa del gioco chiuso nelle prime fasi del torneo, o dell'evitare, all'inizio, situazioni rischiose dove abbiamo poco vantaggio. Sklansky dice:
Ora torniamo alla questione del minor valore delle fiches in più, e di come tale concetto influisca sulla strategia del torneo. Sopra ho detto che anche in tornei dove va a premio solo uno, i giocatori migliori si trovano spesso in una situazione per cui le fiches in più valgono meno di quelle che già hanno - anche se, ripeto, comunque di più del loro valore nominale. Per rispondere basta chiedersi, "è probabile che un giocatore del genere raddoppi prima di andare rotto?" Se la risposta è sì, allora le fiches devono per forza perdere valore.
Pikachu, che ha pubblicato sul nostro forum numerose simulazioni di tornei di poker, mi ha mandato per email il seguente commento sul discorso di Sklansky.
Sklansky sostiene che bisognerebbe evitare i coinflip se si ha più del 50% di probabilità di raddoppiare lo stack senza giocarselo. Capisco il ragionamento sottointeso: consideriamo un giocatore con il 55% di probabilità di raddoppiare lo stack prima di venire eliminato - è ovviamente una situazione migliore di un coinflip, dove tale probabilità è solo del 50%, vero? Sbagliato. Ci vuole tempo per accumulare quelle fiches. I banchieri, gli economisti, e davvero la maggior parte della gente è familiare con il valore temporale del denaro. Preferiresti giocarti un 55% di raddoppiare le tue fiches entro un'ora da adesso, o un 50% di raddoppiarle ora? La risposta dipende da quanto bene riusciremmo ad usare quelle fiches in più nella prossima ora. Dato che abbiamo un 55% di raddoppiare il nostro stack originale in questo lasso di tempo, è verosimile che potremmo accumulare ancora più fiches con uno stack più grosso.
Il discorso di Pikachu è simile a quello che ho fatto sopra riguardo alla logica errata di Sklansky, nell'esempio del coinflip tratto dal suo libro, quando suggerisce che i giocatori forti non dovrebbero prendersi dei rischi con vantaggi marginali all'inizio di un torneo, quando vantaggi più sostanziosi potrebbero presentarsi più avanti. Avere più fiches ora ha un valore aggiunto se si è in grado di usarle per guadagnarne ancora di più dopo. E se sei un giocatore capace dovesti avere sempre più facilità a guadagnare altre fiches, man mano che ne guadagni. In tal modo il valore dell'utilità delle tue fiches continua ad aumentare. La matematica di Sklansky è corretta, ma, ancora, nei suoi modelli mancano dei fattori che nei tornei sono cruciali, ed il gioco chiuso che consiglia - aspettare, per raddoppiare, una situazione di grande vantaggio - lascerà molto spesso corto il giocatore che lo segue, anche dopo che gli sarà capitata, se mai gli sarà capitata, una tale occasione.
L'opinione di Sklansky dell'"Utilità delle fiches" nei tornei.
Nello stesso articolo su 2+2, Sklansky ammette almeno che ci potrebbe essere, in rare occasioni e per "rari" giocatori, un valore per l'utilità delle fiches. Ecco cosa scrive.
Ma ci sono eccezioni. Una, rara, è il caso di qualcuno che gioca molto meglio con uno stack grosso. Non ha, in altre parole, molta probabilità di raddoppiare finché non ha accumulato molte fiches - cosa quasi inconcepibile per tornei di Limit. A volte la causa è psicologica, per il giocatore in questione o per i suoi avversari, a volte è semplicemente che è scarso quando rimane corto. Per un giocatore del genere può essere conveniente rischiare anche all'inizo di un torneo, anche chiamando degli all in.
I giocatori veramente forti possono effettivamente essere "rari", ma trovo meraviglioso che secondo Sklansky un giocatore abbastanza forte da giocare molto meglio con uno stack grosso possa essere scarso quando rimane corto. Qualunque giocatore forte è più scarso quando rimane corto, perché le sue opzioni sono drasticamente ridotte. Tutte le sue capacità e tecniche, qualunque sia il suo stile di gioco, vengono ridotte alla selezione delle mani ed a qualche occasionale mossa kamikaze, ed è per questo che è stato possibile riassumere le strategie per gli short stack in semplici formule.
È il gioco con stack grossi che richiede la vera tecnica, perché è là che ci sono più opzioni.
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