Come già accennato, gran parte dei miei pomeriggi li passavo in palestra. All’età di otto anni mia madre si accorse terrorizzata che la mia spina dorsale ricordava in modo preoccupante la forma di un punto interrogativo ! Mi portò subito a fare nuoto per una stagione e l’anno successivo cominciai a fare Judo, che come il nuoto è uno sport completo, quindi era l’ideale per correggere la mia postura. All’inizio non impazzivo per questa disciplina, ma da quando ho cominciato l’attività agonistica - a undici anni - il mio spirito competitivo si e’ risvegliato stimolandomi a sopportare negli anni successivi carichi di lavoro impressionanti. Con l’inizio dell’attività agonistica ho cominciato ad alternare il Judo e la Lotta Libera, anch'esso sport olimpico come il Judo, due discipline dalle caratteristiche e regolamenti molto simili, se vogliamo fare un esempio è un pò come karate e kick boxing.
Dai quindici ai vent’anni in particolare mi sono allenato tutti i giorni della settimana per almeno un paio d’ore al giorno, compresi festivi. Mi capitò di allenarmi anche a Natale tanto per rendere un' idea della mia dedizione.
Credo che tutti i sacrifici fatti per lo sport mi abbiano insegnato quella disciplina che per un Pro è un fattore imprescindibile e primaria chiave per il successo.
In undici anni di attività ho avuto anche belle soddisfazioni. Nel Judo sono stato più volte campione regionale, ho vinto una Coppa Italia under 18 e ai Campionati Italiani under 20 e under 15 ho fatto un V e un VII posto in gare dove dalle qualificazioni partivano circa duecento atleti per ogni categoria di peso.
Ho guadagnato sia la cintura nera – a diciassette anni - che il II Dan – a diciannove anni – in gara. Per ogni annata erano disponibili solo un numero molto limitato di I e II Dan da assegnare ( una decina in tutta Italia per categoria di peso ) e l’unico modo per guadagnarli era battere gli altri contendenti in gara per guadagnare i punti necessari ad ottenere tale titolo.
Anche in questo caso c'é da specificare qualcosa, non si sa mai...
Nei due sport che praticavo la federazione era unica e rappresentava la totalità del movimento, insomma il Campione Italiano poteva star tranquillo della genuinità del proprio titolo al contrario di quello che succede in tutto il mondo - come in Italia - in sport come la boxe e la kick boxing tanto per fare un esempio dove ci sono Campioni per tutti i gusti e poi non si capisce mai chi sia davvero il migliore.
Nella Lotta Libera ho avuto risultati migliori in campo agonistico. Sono arrivato ogni anno secondo e a volte terzo ai Campionati Italiani per sei anni di fila, negli ultimi tre anni sono stato anche in nazionale - che mi convocava spesso per dei ritiri dove ci si allenava ben tre volte al giorno – con la quale ho esordito con un IV posto al torneo Internazionale di Le Bouscat ( FRA ) dietro agli atleti in rappresentanza di: Francia, Sudafrica e Canada.
Grazie alla attività agonistica ho avuto la possibilità di viaggiare – e perchè no divertirmi – molto sin da giovane, ho gareggiato in tutti gli angoli d’Italia ma anche in Europa e in Usa.
Purtroppo la carriera sportiva non poteva avere degli sbocchi per me. La mia propensione agli infortuni è di molto superiore alla norma e a venti anni avevo già collezionato tanti di quegli infortuni da fare invidia ad un giocatore di Rugby dopo vent anni di carriera. In particolare ho sempre sofferto di una accentuata lassità legamentosa congenita che mi ha sempre indotto a subire ricorrenti infortuni alle articolazioni più sollecitate e sensibili come ginocchia e spalle.
Le spalle in particolare mi hanno procurato gravissimi problemi dai sedici anni in poi.
Ormai era ricorrente che dal secondo o terzo incontro in poi mi si sub-lussasse una spalla ( o tutte due ) una o più volte durante lo stesso incontro. Non ho mai abbandonato un combattimento per infortunio, ergo stringevo i denti e tiravo avanti fino alla fine della gara. Questo handicap si concretizzava sempre di più andando avanti in una giornata di gara e spesso arrivavo alla finale - dopo cinque o sei incontri - in condizioni psico-fisiche pessime.
Tutte le finali dei Campionati Italiani le ho perse col minimo scarto, spesso partivo in vantaggio, ma non riuscivo a gestirlo provato nel fisico o forse anche per “paura di vincere”. Questo è sempre stato un mio rammarico, non era il massimo essere l'eterno secondo, ma sapevo che i miei problemi non erano risolvibili e ho tirato avanti con l’agonismo fino a quando ho dovuto constatare che non era più il caso di infierire sul mio fisico che tra una ventina d’anni mi presenterà il conto con artrosi a go gò.
Social Bookmarks
Bonus
![]() |
Pokerstars.it | 400€ | Review |
![]() |
Sisal | 405€ | Review |
![]() |
LilloPoker | VIP | Review |
![]() |
GD Poker | 400€ | Review |
![]() |
Joka | 36% | Review |
![]() |
PartyPoker | 400€ | Review |
Ultimi Video
Ultimi messaggi del forum
- ***Official Ongame regs thread***
- NL 4 Giusta action con TPGK e FD 2nd nut?
- Supernova elite al nl50
- *** official ipoker regs thread ***
- Pokerstar per iPhone come bloccare le chiamate in entrata?
- Dato vs Erion [WPT Venezia]
- nl 50 broke con trips vs fish
- [FOREX] Rischi di operare in leva
- ***Thread ufficiale sfogo post tilt***
- ***Offical Thread Tv series***













