Continuiamo con la guida di Bond18
La “classica” letteratura pokeristica ha diffuso una marea di informazioni erronee sul modo migliore per giocare da chipleader o comunque con uno stack grosso. Molti hanno scritto che se avete molte fiches dovete evitare gli scontri, perché “non sono necessari” e “c'è tempo per aspettare”. Consigli del genere, però, sono totali st***zate. In situazioni prive di significative considerazioni sull'EV in denaro ($EV) non bisogna mai perdere degli spot che hanno EV in fiches (cEV) positivo, indipendentemente dalla dimensione del vostro stack. Certo, ci sono qua e là degli spot molto marginali e ad alta varianza che si possono mancare, se prenderli potrebbe farvene mancare degli altri a cEV positivo nel futuro, ma questo è un altro discorso. La strategia corretta per quando si è in chiplead consiste nello scoprire quali situazioni a cEV e $EV positivo esistono che non esisterebbero se si avesse uno stack minore. Molti dei migliori giocatori si prendono intenzionalmente dei rischi nei primi livelli per poter prendere, con un grosso stack, più spot ad EV positivo. Lo fanno perché conoscono il concetto che vi ho appena esposto.
È comunque importante capire che avere uno stack grosso non vi permette di fare di tutto: durante una mano il dettaglio più importante rimane sempre lo stack effettivo. Se per esempio siete al CO con 80bb e tutti i giocatori alla vostra sinistra ne hanno 15-20, il vostro range di apertura non dovrebbe essere troppo diverso da quello che avreste se aveste anche voi uno stack simile. Ci sono differenze in alcuni casi? Certo, ma il modo di giocare cambia molto di più in altri casi. Vediamo.
Fasi iniziali. Supponiamo che nei primi due livelli abbiate avuto molta fortuna ed abbiate stackato due o tre avversari. Il vostro stack è ora tra i più grossi del torneo, ed il maggiore al vostro tavolo. In che modo cambia il vostro gioco? Ad essere onesti non tantissimo. Non ci sono le ante e non avete niente da guadagnarci a “mettere pressione” agli altri. Molto spesso in situazioni del genere gli stack sono comunque molto “deep” [cioè grossi rispetto ai bui ndt], e la gente gioca in modo diretto e semplice, quindi mettersi a fare i creativi solo perché si hanno molte fiches risulterà probabilmente solo uno spreco. Se vi siete fatti uno stack grosso e vi scontrare contro un altro simile, è più importante avere una buona idea di come si giochi deep piuttosto che sperare di fare foldare molto più spesso gli avversari solo perché siete entrambi ben messi. L'esperienza al cash aiuta in situazioni del genere, benché siano parecchio rare.
Fasi intermedie ed avanzate. A questo punto avere uno stack grosso comincia a diventare importante. Quando la media scende sotto i 50bb – e presto si abbasserà ancora – e quando entrano le ante, sapete di avere della forza in più. Onestamente, prima che entrino le ante il mio range di apertura non cambia troppo a seconda dello stack, ma una volta che arrivano avere molte fiches comincia a fare una grossa differenza. Quanto esattamente ci si debba aprire dipende owiamente da molti fattori, come l'immagine, i giocatori alla vostra sinistra, i loro stack, eccetera. Il mio range si aprirà un po' rispetto a se avessi, per dire, 25bb, ma non necessariamente così tanto. Quando avete 18bb è meglio cercare il resteal contro uno con 20bb rispetto ad uno con 80, a meno che non sappiate per certo che questo non apra larghissimo a causa del suo stack. Quando, però, siete voi ad avere lo stack più grosso, sono quelli con 15-20bb che devono stare attenti con i resteal contro di voi.
Una cosa che cambia molto è invece il mio range di threebet contro gli altri stack grosso. Si tratta di un'arma molto potente, perché: A, pochissimi giocatori sono capaci di 4-bettare larghi, e B, pochissimi giocatori chiamano i rilanci, specialmente se li fate in posizione. Dovete stare attenti a queste due categorie, ma comunque la maggior parte prende decisoni di push/fold basandosi su come ritengono funzioni la loro mano contro il vostro range di threebet. Credo in particolare che convenga threebettare in posizione quando l'altro non se lo aspetterebbe. Per esempio, farlo con un avversario attivo ma non maniacale che ha aperto da MP1/MP2/HJ con 45bb quando voi ne avete 75, e parlare dopo di lui può essere molto utile ed ingannevole, daro che non prevedeva molti resteal quando ha aperto da quelle posizioni, e specialmente se non siete seduti molto distanti da lui.
Bolla: giocare la bolla con un grosso stack è uno dei veri piaceri dei tornei. In situazioni come questa potete piegare le regole degli stack e della posizione contro avversari che in qualche modo stanno attenti alla bolla. C'è una certa differenza, a parità di stack e bolla, tra un 100r e un 50FO, ma un po' di creatività ed aggressività è sempre permessa.
Contro avversari che in bolla si chiudono molto e non mostrano troppe intenzioni di combattere si possono aprire tantissime mani – fino al 50% ed anche oltre. Contro stack che si potrebbero permettere di andare in resteal apro con molte mani, perché so che il loro range di resteal sarà molto ridotto. Sto anche attento a threebettare o chiamare molto spesso gli altri stack grossi, per rendere loro difficili le cose postflop. Ecco qualche esempio di come posso “violare le regole” e diventare creativo.
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