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Poker e Filosofia

Scritto da Darietto il 19/07/08 20:45:35

Essere GiocatorePoker e filosofia possono coesistere? Per alcuni la distanza che intercorre tra le due materie è molto ampia. Addirittura si potrebbe arrivare a dire che non c’entrano minimamente l’una con l’altra. Meglio poker e matematica o poker e statistica. Sono il primo ad ammettere che i numeri "c’azzeccano" di più...
Poker e filosofia possono coesistere? Per alcuni la distanza che intercorre tra le due materie è molto ampia. Addirittura si potrebbe arrivare a dire che non c’entrano minimamente l’una con l’altra. Meglio poker e matematica o poker e statistica. Sono il primo ad ammettere che i numeri ‘c’azzeccano’ di più rispetto ai principi filosofici. Ma vorrei soffermarmi con voi su un aspetto in particolare: ultimamente, anche in virtù del fatto che molti di noi partecipano ad eventi live, noto con piacere che alcuni interessanti spunti di strategia pokeristica vengono sottoposti ed analizzati, con criterio, sul forum di ContinuationBet. E allora prendiamo in considerazione, per una volta, anche il live poker. O per meglio dire, analizziamo il parallelismo tra poker e filosofia prendendo come spunto il live poker ( a livello strategico, sia chiaro… la mission di cbet rimane la stessa, il poker online, ma ogni tanto si può anche parlare si strategia live ). Come al solito cerchiamo di fare un po’ di premesse per capire bene dove vogliamo andare a parare ( lo so che vi state chiedendo che filosofo giocava a poker… ). Da quando è nato cbet abbiamo cercato di farvi capire che una ottima preparazione di base è la chiave vincente per avere edge sui vostri avversari. Se pensiamo al quoziente intellettivo pokeristico della maggior parte dei giocatori italiani live ( a livello di tornei ) molti di noi rabbrividiscono e di sicuro molti lettori sorrideranno all’idea di essersi scontrati con giocatori che a mala pena sapevano calcolare le outs. E’ vero, su questi giocatori avete edge ma si sa, in un donkament conta il breve periodo.
Quante volte avete cercato di capire cosa significa quella bettata sul river di 1000 con un piatto di 19000? Avrete sicuramente iniziato a farvi mille ragionamenti: blocking bet, allora visto che sono bianco, gli vado sopra. Lui call e mostra la bottom e voi muck!!! Questo è solo uno degli innumerevoli esempi che si possono estrapolare da giocate ‘bizzarre’ nel live poker. Chi è preparato pensa tanto, perché prende in considerazione varie ipotesi strategiche di cui è a conoscenza e che sa attuare al momento propizio. Il problema però è che il vostro oppo molti principi li ignora e voi ragionate sul nulla, perché con la preparazione che avete non potrete mai entrare nella sua testa.
Ecco che allora vi arriva in soccorso la filosofia, nella fattispecie il celebre “Rasoio di Occam”.
William di Ockham ( italianizzato in Guglielmo di Ockam ) era un filosofo e frate francescano inglese vissuto tra la fine del 1200 e la prima metà del 1300. Il rasoio di Occam ( o Ockam che dir si voglia ) è un principio metodologico che può essere espresso in questi termini ‘A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta’. Insomma, non complicate ciò che è semplice.
Certamente il paragone tra Occam e una valuebet al river è estremamente forzato, tenendo conto anche della spiegazione filosofica che sta alla base del suo pensiero, ma a mio giudizio possiamo estrarne una variante ‘texana’. Supponiamo che voi, con quoziente intellettivo pokeristico pari a 100, vi scontriate con un giocatore con quoziente ( pokeristico ) pari a 20. Evidentemente lui non potrà mai ragionare come voi, visto che gli mancano varie nozioni. E’ molto più probabile che siate voi ad intuire il suo gioco. Se infatti ci pensate bene, tante volte vi sarà capitato di farvi pagare bene i punti dai fish dei tornei live. Bluffare invece diventa cosa ardua visto che per portare a termine un buon bluff o pestate come i fabbri overbettando, oppure agite sulle scary cards, sperando che l’oppo vi creda e che foldi. Giocando online con avversari mediamente più forti è chiaro che tendiamo a dare più credito alle giocate che vediamo. Un esempio è il miniraise UTG o addirittura il limp utg. Online può fare più paura che live. Se noi fossimo utg in un tavolo dove c’è particolare action ( perché noi OSSERVIAMO il tavolo vero? ) e spillassimo AA potremmo ANCHE limpare ( cosa che online va di moda ) per poi cercare di massimizzare su un raiser che riapre i rilanci.
Nei tornei live invece la tendenza a limpare da ogni dove è una costante mortifera. Però c’è quello là che ha limpato ( o miniraisato ) UTG. Inizio a pensare: e se poi io apro i rilanci e quello si è limpato i mostri visto che il tavolo è crazy? E se mi reraisa committandosi? Mi dà un segnale evidente di forza…no!!! Questi e molti altri ragionamenti li potreste fare voi in un tavolo di persone che abbiano le vostre stesse competenze strategiche o conoscenze molto simili. Per tutti gli altri tipi di oppo vale il principio del Rasoio di Occam: la risposta più semplice tende ad essere quella esatta. Il nosto oppo ha una mano marginale e vuole vedersi il flop.
Tornando al primo esempio ( gay bet di 1000 su piatto da 19000 ) il nostro oppo tenderà ad avere una bella 3rd o bottom pair che difficilmente folderà perché lui il punto ce l’ha. Niente trip mentali stile ‘Ok è una blocking quindi se lo raiso lui 99 su 100 se ne va’ oppure se anziché bettare 1k vi facesse check oop e voi valuebettaste ( marò c’ho messo 2 minuti a scriverlo e 3 a capire se l’avessi scritto giusto ) il river in bluff, 99 su 100 vi chiamerà, vi scoprirà la 3rd pair e vi dirà ‘Dovevi bettare di più’. Armatevi di rasoio e ringraziate William, o Guglielmo…. Evidentemente già nel 1300 c’era qualcuno che aveva il doppio account.

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