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Puntare per controllare la dimensione del piatto

Scritto da nasopanic il 19/10/09 10:39:05

Di Kelly Kim.
Intuitivamente potrebbe sembrare che passare e vedere sia il modo migliore per tenere il piatto piccolo quando non si è sicuri di avere la mano migliore. E spesso è così. Ma, crediateci o no, a volte puntare può farmi arrivare alla fine della mano spendendo di meno. Se l'obiettivo è controllare la dimensione del piatto, a volte spingere di propria iniziativa può funzionare meglio che restare passivi ed adattarsi al gioco degli avversari. Una mano che ho giocato alle WSOP di quest'anno illustrerà bene il concetto. I bui erano a 12k/24k ed avevo spinto per 60k dal bottone. Di solito una puntata di due volte e mezzo il grande buio, specialmente da bottone, indica una certa forza. In questo caso, avevo QJ di cuori. Il piccolo buio ha visto ed il grande buio ha lasciato. Il flop era A10x; l'altro ha passato, io ho puntato 65k e lui ha visto. Il turn era una donna, che mi dava la seconda coppia, e lui ha passato di nuovo. Questo è stato il punto chiave della mano: ho deciso di spingere per 100k. L'ho fatto per controllare il piatto. Non volevo trovarmi a dover vedere una puntata da 150k o 200k, quindi ne ho fatta io una un po' più piccola, sperando di bloccarlo al river con la maggior parte delle mani.

Immaginiamo che avesse A3. La mia piccola puntata al turn gli doveva essere sembrata un tentativo di farlo restare in gioco perché avevo una mano forte. In nessun modo avrebbe puntato al river con un asso senza kicker, e gli andava bene quanto a me di vedere uno showdown gratis.

È importante anche considerare i nostri stack: all'inizio della mano io avevo 600k chips, e lui molte di più, circa un milione e mezzo. Spingendo per 100k al turn - più di un terzo del mio stack era finito nel piatto a quel punto -, gli impedivo di bluffare perché probabilmente ero comunque legato al piatto e non potevo lasciare. E per concludere, avevo un'immagine molto chiusa e lui doveva davvero pensare che avessi una mano forte. Se comunque avesse vinto, almeno lo avrei scoperto ad un prezzo relativamente basso.

L'obiettivo principale della puntata al turn era farmi arrivare allo showdown per 100k invece che per un prezzo più alto. Se avessi passato, lui facilmente con A-baby avrebbe deciso che non avevo un asso ed avrebbe puntato 150-200k al river per farmi vedere e perdere. Avrebbe cioè cercato una somma che mi avrebbe fatto vedere con una Q o con quello che sembrava un bluff. In tal caso lamia mossa mi avrebbe fatto risparmiare 100k chips.

Ovviamente avrebbe potuto scombussolare il mio piano mandandomi all in al river. Ancora, in questa situazione l'immagine è molto importante, ed io avevo giocato molto chiuso fino a quel momento. Eravamo ugualmente impauriti l'uno dell'altro.

E se effettivamente fossi stato sopra? Per esempio se avvesse avuto J10 o K10. In tal caso sarebbe stao quasi costretto a vedere, ed io volevo che lo facesse, perché 100k in più mi facevano molto comodo. Mi andava bene di correre il rischio di vedere il river perché aveva solo cinque o sei carte con cui battermi.

Contro altri giocatori, capaci di vedere il river ed andare all in, avrei potuto stare ancora più chiuso, magari pronto a mettere 175k al river. Ma contro questo avversario potevo stare tranquillo: sapevo per certo che avrebbe passato se non avesse preso un trips o una scala. In realtà poi, non ho mai visto ma sua mano. Abbiamo passato entrambi al river, e lui era disgustato quando gli ho mostrato la Q, quindi era ovvio che aveva un 10. Ma non poteva avere solo quello. Per vedere la mia puntata doveva avere un progetto di scala, J10 o K10 appunto, ed era esattamente il tipo di mano contro cui volevo trovarmi al turn.

Questa situazione era molto particolare perché basata su dimensione degli stack ed immagine, fattori molto importanti nei tornei. A causa della pochezza delle mie chip giocamo molto chiuso e non potevo permettermi di sbagliare. Nonpotevo vedere molti flop. Avevo giocato contro questo avversario per un po' per crearmi questo tipo di imagine, e questa era la situazione perfetta per approfittarne. Volevo arrivare alla fine della mano perché sapevo di poter avere il punto migliore, ma non volevo spenderci troppo.

 

articolo tratto da Full Tilt

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