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Sul gioco solido

10/17/2010 da nasopanic

Ieri mi ha chiamato Verneer, per discutere di alcune idee sul poker, delle nostre rispettive esperienze col rush, e dell'idea della “scala degli errori” di cui discuto nel primo capitolo mio libro di imminente uscita – l'idea è di commettere piccoli errori all'inizio di una mano per evitarne o indurne di più gravi più avanti, come foldare 77 su flop J94ss benché possa essere in quel momento la mano migliore, o threebettare una mano come 7-high per far tiltare un avversario quando più tardi spillate AA.

Per sua stessa ammissione, Verneer è un “Life nit”. E lo sono anch'io. Non ci piacciono i grossi swing, ed entrambi giochiamo gli small stakes estremamente over-rollati. Gioco e consiglio di giocare uno stile TAG relativamente semplice e super solido, di prendere decisioni basandosi sul buon senso, con qua e là qualche idiosincrasia sulle proprie scelte. Faccio giocate standard il 90-95% delle volte, e sono certo che nemmeno per Verneer il frutto è cascato troppo lontano dall'albero della solidità. Nel suo post riguardo all'enorme successo che ha avuto al NL 100/200 descrive il suo stile come “rilanciare quando ho il punto, foldare quando non ce l'ho, e lasciare che i [cbetter] 2+2er cerchino di farmi foldare gli assi five-bettando all in in bluff.”

Ai primi tempi lo stile solido era considerato la chiave per battere i low e midstakes, ma dopo il boom dell'educazione pokeristica ha perso i favori della comunità. La gente ha cominciato ad ossessionarsi con  hero call e bluff romantici, dimenticandosi delle proprie radici. Invece di chiedersi “come sta messa la mia mano contro quella del mio avversario”, si chiedevano “cosa posso fargli foldare?”. A forza di non bilanciare le due questioni sono diventati dei vincenti marginali, e man mano che i loro avversari miglioravano, loro si avvicinavano sempre più al breakeven.

Molto spesso sento gente che dice che “col poker ABC non si vince”. Cosa?!? E chi lo dice? Forse qualcuno ha premuto un interruttore che ha fatto improvvisamente diventare sconveniente? O magari un gruppo di regular dei nosebleed ha dichiarato di colpo che giocare solidi fa perdere? Ed anche se lo avessero fatto, sarebbe stato per  vantaggio loro o dei loro avversari?

Il gioco solido fa vincere. Se qualcuno sostiene diversamente sta ingannando se stesso. Ci sono almeno mezzo milione di mani tra Verneer e me a dimostrare che non solo si vince, ma si vince regolarmente. E se non credete che funzioni per i midstakes o più, cercate Nanonoko o TcBlade.

Supponiamo che un giocatore degli small stakes – che chiameremo Edward perché amo i vampiri – giochi uno stile molto solido, leggermente nit, sul 19/16, che si concentri sul mettere pochi soldi da sotto, ed il più possibile quando è probabilmente sopra. Questa filosofia è esemplificata nell'aforisma pokeristico “mano grossa, piatto grosso; mano piccola, piatto piccolo.”

Il secondo giocatore, sempre degli small stakes, si chiama Jacob. A Jacob piace bluffare. È una droga. Si sballa andando all in con grossi bluff quando gli avversari mostrano debolezza. Gioca 27/24 con un 9% di threebet e passa molto tempo a cercare di “dominare” [own ndt] gli avversario, cosa indubbiamente necessaria quando si gioca così loose.

Se poi si osservano le statistiche di cento Eddie e di altrettanti Jacob, la maggior parte degli Eddie avrà un winrate tra il 2 ed il 4ptbb/100, a seconda della bravura e della fortuna. Gli Jacob, invece, saranno tra il -0,5 ed il- 1,5. E questo per due ragioni.

1)Agli small stakes le value bet sono spesso più utili dei bluff

2)Eddie ha molta meno probabilità di incappare in grossi swing, e quindi di tiltare. Lo stile di Jacob dipende molto di più dal gioco di ogni singolo tavolo, ed il pilota automatico diventa molto meno efficace quando aumenta il multitabling. Mentre Eddie può probabilmente giocare tra i sei e gli otto tavoli alla volta, Jacob non dovrebbe superare i quattro.

3)Quando Eddie gioca il suo b-game, raramente farà errori enormi che gli costeranno lo stack – più facilmente aumenteranno quelli piccoli. Magari chiamerà i rilanci un po' troppo tight, o folderà un po' troppo all'inizio di una mano. Jacob, invece, nella stessa situazione può sbagliare il momento per una four-bet in bluff, o threebettare troppo spesso un reg aggressivo che deciderà di fourbettarlo, o fare un bluff che avrebbe funzionato solo in teoria. Il tutto porta a peggiorare ulteriormente il suo gioco ed a fargli perdere ancora di più.

Questo non significa che non ci siano delle eccezioni. Esistono di certo degli iper-LAG con MOLTO talento, ma sono rari. E tableratings sembra, per altro, darmi ragione: se cercate i giocatori molto loose che vi stanno infastidendo al tavolo, la stragrande maggioranza delle volte sono perdenti  o vincenti, ma di poco, e raramente vincenti di molto su campioni significativi. Chiaro, i vincenti grossi sono rari indipendentemente dallo stile, ma scommetto che i giocatori con vpip di 27 sono molto meno spesso vincenti di 3ptbb/100 che quelli con vpip di 22.

continua. pezzo segnalato dall'utente Lorenzissimo. fonte: http://forumserver.twoplustwo.com/39/small-stakes-pl-nl/being-solid-very-long-838950/

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