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Sul successo ed il fallimento nel poker

02/18/2010 da nasopanic

Ancora traduzioni dai forum di 2+2. Quanto segue è una dilungata risposta ad un altro articolo dello stesso forum, che non traduciamo perché i punti vengono via via sollevati nel corso della trattazione - in paragrafi in grassetto.

Fatemi cominciare con le parole "successo" e "fallimento". Sono parole che per ogni persona hanno significati talmente diversi che usarle per descrivere compiti che si è o non si è portati a termine significa iniziare un lungo e difficile viaggio, che spesso non finirà mai. Successo e fallimento sono solo idee create dalla società per giudicare impropriamente gli altri rispetto a noi stessi. Non esistono persone di successo, o piuttosto, usando queste stesse parole, dovrei dire che che non esistono fallimenti e che tutti siamo dei successi.

Prima o poi a tutti capita di andare peggio di quanto credevano fosse possibile. La differenza tra un vicente ed un perdente è che il secondo crede non meritarselo.

Questa frase è più vera di quanto chiunque possa immaginare (anche se credo che la maggior parte di voi lo sappiano, mi sembra semplicemente impossibile credere che qualcun altro possa capirlo). Quello che [l'autore del primo articolo] dice su vincenti e perdenti, però, vi impedirà di diventare giocatori completi. Non esistono vincitori e perdenti, e crederlo significa lasciarsi influenzare dalla varianza negativa. Se un giorno non siete vincenti significa necessariamente che siete dei perdenti, e così la spirale comincia. Tutte queste idee negative devono venire eliminate dalla vostra mente, perché altrimenti non darete il vostro meglio. Il trucco è riconoscere queste idee negative, dato che sono tantissime e molto comuni nella nostra società. È un compito difficile quello di decidere se sono reali o semplicemente create dalle masse. Le nostre etichette per vincenti e perdenti si limitano ad identificare gli individui che giocano lo stesso gioco in maniere diverse. Il semplice fatto che una persona non raggiunga le stesse mete a cui miro io non la rende "perdente". Siamo tutti uguali, ed abbiamo tutti lo stesso potenziale, solo che alcuni dirigono altrove le loro energie. Prima ve lo metterete in testa e comincerete a crederci veramente, e prima comincerete a capire davvero il gioco.

Sto cominciando a credere che la maggior parte delle persone non abbiano la forza psicologica o la prospettiva spirituale necessaria per gestire le vicissitudini di questo gioco. Credo anche che del ristretto numero di professionisti che hanno avuto successo per più di qualche anno la maggior parte sia effettivamente parecchio forunata. Credo che ci siano molti pro che crolleranno quando cominceranno ad avere una fortuna media.

Io credo davvero che tutti abbiano la "forza psicologica" per gestire le vicissitudini del gioco. Si tratta semplicemente di una scelta, una scelta sul cambiare il modo in cui si guarda ai risultati. Smettete di pensare al vincere come "bene" ed al perdere come "male". I due concetti dovrebbero venire catalogati nella vostra mente esattamente nello stesso posto. È stato quando dio ha "donato" la vergogna all'uomo che  il fallimento è diventato un'entità reale con cui fare i conti. È questo che succede quando etichettiamo qualcuno come fallimento - colleghiamo la vergogna ad un atto privo di significato. Nel corso di tutta la mia vita ho incontrato molte persone che per lo più verrebbero classificate come "fallimenti", e nessuna di loro mi sembrava in nessun modo diversa da me.

Il problema nasce quando qualcuno comincia il suo downswing, che noi classifichiamo come "perdere". Cominicia a credere di poter "fallire", e piuttosto che sottostare alla vergogna del fallimento decide di lasciar pedere. Smette perché ha paura di cose che nemmeno esistono. Quelli che arrivano al punto di capire davvero che queste etichette negative non sono reali, che ci arrivino in concreto o che lo intuiscano e basta, sono gli stessi che non mollano, indipendentemente da quanto male sembra che le cose stiano andando. Ed alla fine diventano "pro" in qualsiasi campo si siano scelti nella vita.

Dovete trovare la vostra strada per gestire queste idee, con le quali ci hanno fatto il lavaggio del cervello per tutta la vita. Identificare ogni pensiero negativo nel momento in cui ci striscia dentro la mente è un inizio. Ci vuole esercizio per controllare i propri pensieri, ma non si può eliminare ciò che non si riconosce.

Faccio molta attenzione a non lasciare entrare nessuna negatività nella mia vita. Chiedete a mio fratello (ship_it_home) quanto mi arrabbio quando è casa mia a giocare, e dopo ore di tentativi si arrende con le parole Non riesco a vincere. Stiamo molto bene assieme, ma queste tre parole mi fanno uscire di testa, e sono sicuro che tutti voi le avete sospirate in qualche momento della vostra vita.

 

1/2, continua. Pezzo segnalato dall'utente Ominoretard. Fonte: http://forumserver.twoplustwo.com/36/stt-strategy/almost-there-success-failure-long-17-post17/

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