Credo che si possa imparare ad evitare queste trappole, questi tradimenti psicologici. Credo di stare incominciando a capirlo io stesso - c'entra col filtrare qualsiasi rumore in entrata.
Filtrare il rumore in entrata funziona per un po', ma prima o poi il filtro cede, e tutto ciò che era rimasto fuori entra di colpo, causandovi il peggior tilt che possiate immaginare. Credetemi, ci sono passato molte volte. Col tempo ho capito che è molto meglio riconoscere i pensieri negativi o rabbiosi quando arrivano. Il che non significa solamente notare la loro presenza, ma proprio farli presente al cervello ed identificare le ragioni dietro al loro arrivo. E quando comincerete a capire davvero quanto triviali siano, e quanto insignificanti, allora prima o poi smetterete anche di crearli. Serve molto tempo e molto sforzo, ma ne vale la pena, e sul lungo periodo i risultati saranno notevoli.
Bene...e quindi, com'è che tutto ciò si collega al poker?
Questo gioco che quasi tutti qua giochiamo è molto semplice. Ci vengono date due carte, altre cinque sono sul tavolo, si punta un po' qua e là. La miglior mano di cinque carte vince.
Con un gioco così semplice, com'è possibile che tante persone abbiano difficoltà a finire più avanti di dove partono?
Il vero gioco riguarda le persone, non le carte che avete in mano. Se conoscete una persona abbastanza bene, potete leggergli le carte che ha in mano, ed una volta che sapete quali sono il tutto diventa semplicissimo. Il problema è che abbiamo tutti questi preconcetti sulle altre persone, basati su idee che ci ha inculcato la nostra società. Bisogna essere in grado di eliminarli. Una volta che ci si è allenati ad essere completamente liberi dai giudizi si diventerà giocatori completi. Chiunque può leggere le mani degli avversari basandosi sulle sue azioni e su alcune tendenze comuni, come per esempio, per un principiante, puntare poco quando si è in pesca e molto quando si ha già il punto. E per i più esperti? Cosa significa quando una volta puntano 2/3 del piatto, e la volta successiva il piatto intero? Di certo ne sanno abbastanza per non puntare nello stesso modo con le stesse mani. Quindi come si fa a capire che mani hanno? Beh, imparate a conoscerli. Osservateli mentre giocano. Cercate di capire cosa pensano, devono pur pensare qualcosa. Mettetevi nella loro situazione. Che tipo di mano dovreste avere per puntare in quel modo?
Ora fate la stessa cosa per tutti i giocatori nel piatto, al tavolo, e per tutti i vostri avversari. Provate a multitablare x8 mentre fate questo esercizio. Sforzatevi di concentrarvi su qualsiasi mano che si gioca al vostro tavolo - non solo quelle in cui giocate anche voi, ma proprio tutte. Ogni volta che si arriva allo showdown e la mano che perde è nascosta, andate a guardarvi nella hand history cosa aveva. Studiatevi di nuovo la mano e cercate di capire per quale motivo ha deciso di giocarsi una mano perdente - una cosa che deve essere fatta molto di rado.
Lo chiamo un esercizio, ma questa cosa va fatta sempre e dappertutto, e per il resto della propria carriera di giocatore. È così che si diventa veri giocatori, è così che si può cominciare a lasciar perdere la formula dei sit ang go e cominciare a giocare davvero. È post flop che comincia ol vero gioco, ed è là la parte divertente. Usate le puntate per capire cosa hanno gli avversari, ed una volta che lo scoprite fidatevi al 100% dei vostri giudizi. Se siete convinti che abbia una second pair, ma che non lascerà mai a meno che non puntiate l'intero stack, allora puntate l'intero stack - a meno owiamente che non abbiate una mano che lo batte, il che è improbabile dato che giocatori come noi raramente battono una second pair. E fatelo anche se in caso di errore vi siete giocati il torneo. Allenatevi a fidarvi di voi stessi. All'inizio sbaglierete abbastanza spesso da farvi dubitare, ma non lasciate che questo vi fermi.
C'è una grossa probabilità che io sia il giocatore più attivo del mondo, e posso onestamente dire che lo faccio per quasi ogni mano. Pensate - seimila mani al giorno, di media, solo ad osservare ed imparare, senza pregiudizi sui giocatori. È questo che serve. Le bad beat non sono più bad beat, ma solo le carte che escono a caso, e che col tempo mettono tutto in pari. Quello che è davvero importante è capire le migliaia di lingue con cui le diverse persone parlano mentre giocano. Credetemi, non c'è niente di spirituale. Si tratta solo di ascoltare ed imparare senza pregiudizi.
Gigabet
2/2, fine. Pezzo segnalato dall'utente Ominoretard. Fonte: http://forumserver.twoplustwo.com/36/stt-strategy/almost-there-success-failure-long-17-post17/
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