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To cbet or not to cbet, that is the question

01/19/2008 da Beatme


A parte Hamlet, direi che era anche giunta l’ora, dato che un articolo sul nome del sito non l’avevo mai scritto…
Oggi vorrei affrontare un po’ più approfonditamente il discorso continuation bet, un’arma fondamentale di questo gioco, che però va utilizzata al momento giusto e contro il giusto avversario.
Purtroppo sappiamo tutti che i tempi sono cambiati, è finita l’era descritta da Doyle Brunson in Super System: l’era dei passive games, in cui Texas Dolly nello spiegare il suo stile aggressivo raccomandava di andare in continuation praticamente su tutti i piatti una volta che gli avversari mostravano debolezza checkando il flop a lui. Grazie alla generale diffusione di teoria pokeristica, favorita dagli ottimi libri di Brunson e anche da Harrington, ormai chiunque sa che la puntata sul flop del preflop-raiser nella maggior parte dei casi è un bluff.
Adesso nel poker online già a livelli bassi molti avversari giocano regolarmente e su più tavoli, studiano, sono attenti e si avvalgono di software per aiutarsi nelle decisioni, quindi non possiamo pensare di puntare in continuation, dopo aver raisato preflop, su tutti i flop e contro tutti gli avversari; specialmente quando non siamo in posizione. Stiamo commettendo un grave errore che può essere facilmente sfruttato contro di noi.

Una continuation bet deve riuscire a portare via il piatto sul flop quando, dopo aver raisato preflop, non abbiamo legato il punto (o comunque abbiamo solo un draw); innanzitutto come consiglio personale, vi dico di cbettare dello stesso ammontare che puntereste se aveste il top-set.
Se cominciate a puntare ad esempio mezzo piatto ogni volta che cbettate e ¾ del piatto quando avete il punto, non ci vorrà molto (per un avversario normodotato) per capire il vostro pattern e prendere contromosse: ad esempio floatarvi in posizione sul flop e bluffarvi sul turn, oppure check-raisarvi pesante con l’aria.
C’è un interessante thread iniziato da Luciom nel nostro forum, vi rimando lì per discutere sull’ammontare ottimale di una continuation bet; in quest’articolo vorrei invece parlare di quando è opportuno cbettare.
Per me il successo di una cbet dipende dalla combinazione di 3 fattori: posizione, board texture e propensione dell’avversario a foldare.

Posizione
Talmente scontato che sembra quasi superfluo da dire, tanto per cambiare la posizione è fondamentale per la riuscita di una continuation bet.
Sui dry boards, è molto più probabile che il vostro avversario foldi a una cbet quando non è in posizione, dato che per controbattere credibilmente dovrebbe check-raisarvi con l’aria, e questo richiede una dose di coraggio ed esperienza che molti non hanno. Mentre invece in posizione correte un alto rischio di floating, da parte di avversari che ad esempio non se la sentono di foldare 77 su un flop J62 e vi chiamano per vedere se puntate di nuovo al turn, altrimenti vi portano via il piatto e se avete AK non potete farci molto. Inoltre seguire i draw fuori posizione è molto pericoloso e spesso non si hanno le implied odds giuste; mentre invece se il vostro avversario floppa un draw ed è in posizione su di voi, la vostra cbet non ha chance di successo.
Inutile dire che cbettare fuori posizione su più avversari nel pot equivale a un suicidio.

Board texture
Analizziamo la board texture ideale per cbettare con degli esempi; supponiamo di essere al flop in posizione con in mano AQ off, abbiamo openraisato standard dal cutoff e il big blind, un giocatore decente 21/12/2 capace mediamente di foldare, ha chiamato; analizziamo vari possibili flops, e ipotizziamo che l’avversario checki a noi:
1) K83 rainbow. Questo è un flop ideale per cbettare, perché di solito il vostro avversario non continuerà la mano se non ha un K in mano o non ha centrato il set. Inoltre se proprio dovesse seguirvi con 8x o coppietta, cbettando probabilmente vi vedrete gratuitamente il river, perché i vostro avversario checkerà il turn e quindi avrete due tentativi per trovare un asso o una donna.

2) JT7 con due semi. Non è un flop ottimale per cbettare, perché c’è una discreta possibilità che il vostro avversario abbia trovato qualcosa qui per continuare, e addirittura potreste essere checkraisati se lui ha un big draw e buttati fuori da una mano in cui avete ancora outs per la nut straight. Io qui preferisco checkare dietro sperando di trovare il K, o comunque attendere che cadano turn e river innocui prima di provare a rubare il piatto.
3) 228 rainbow. Altro flop buono per cbettare, dato che il vostro opponent, non avendo un range eccessivamente loose preflop, non dovrebbe aver trovato niente qui (a parte i poco probabili quads e full). Inoltre non ci sono draw da seguire, e solo in pochi qui checkraisano con 66 in mano; più probabilmente foldano.

4) 789 suited. Flop terribile per cbettare; se il vostro avversario ha trovato qualcosa, e questo flop lega con tante mani, non andrà via. Quindi a meno che non abbiate voi il nut flush draw, io sconsiglio vivamente di puntare qui.

In conclusione direi che i flop migliori per cbettare sono rainbow, che non presentano straight draw, oppure i flop accoppiati; evitate di farlo su flop suited o con più carte alte o con possibili straight draw.

Propensione al fold
Fattore fondamentale: se l’avversario è una calling station, cbettare equivale a bruciare soldi. Qui ci tornano utili le statistiche di Pokertracker, in particolare Folds to cbet%, Fold to flop bet% e anche un’occhiata al Checkraise flop% torna utile.
Se la FtCB% e la FtFB% sono inferiori al 50%, siate molto selettivi con le vostre cbet perché siete di fronte a uno che non molla niente sul flop (qualsiasi coppia, draw o incastro strano), quindi quando vi chiama siete poi in confusione perché non sapete se ha qualcosa di forte oppure no. Contro questi soggetti meglio aspettare di centrare il flop e pestare col punto, tanto pagano. Oppure checkare dietro al flop e aspettare il turn per bluffare, giusto per essere sicuri che non abbia centrato.
Se invece la FtCB% e la FtFB% sono superiori al 70%, sappiate che questi giocatori sanno dov’è il tasto “fold”, e continuano la mano soltanto se trovano una top pair o un draw abbastanza forte, quindi sono molto cbettabili; occhio solo a non esagerare, e non diventare prevedibili.

Un ultimo pensierino va a quei fish simpaticoni che al flop non checkano primi a parlare, ma che escono puntando, magari il minimo o comunque una puntata infinitesima del piatto: considerate questa mossa come un check, e cbettate come avreste fatto senza lasciarvi condizionare.
Molto spesso “ci stanno provando” con una coppietta, quindi voi dovete dargli una buona ragione per foldare; se invece vi callano il raise probabilmente hanno un draw, quindi comportatevi di conseguenza in base alla carta che cade sul turn.

In conclusione cercate di cbettare con criterio, valutando questi vari spunti che vi ho dato: un errore comunissimo degli internet players (che poi ai tavoli live pagano puntualmente) è quello di cbettare troppo, quasi con i paraocchi, sempre e comunque. Cbettate con moderazione e quando avete maggiori chance di riuscita; sta a voi poi trovare con l’esperienza un equilibrio ottimale in base alle varie situazioni.

Ciao e good luck at the tables!

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