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Variare i propri rilanci preflop

09/28/2009 da nasopanic

Molti bravissimi giocatori di poker vi diranno che la chiave del gioco preflop è la costanza. Questo approccio funziona con molti dei migliori, ma non credo che sia neccessariamente sempre valido.

In particolare quando si è in pochi, credo che aiuti variare le proprie puntate. Quando gioco su un tavolo a sei, a volte punto il minimo, a volte quattro volte il grande buio,a volte semplicemente lo vedo. Dipende da chi è dietro di me e chi è già nel piatto. Ecco qualche esempio da una recente partita di No Limit cash a sei da $10/$20.

Mano 1: Ero cutoff con circa $2000 in chips, ed avevo AJ. Il primo a parlare aveva solo $539 ed ha visto il buio. Di solito avrei spinto per l'ammontare del piatto, ma il punto è che chi ha poche chips di solito non mettono soldi ne piatto con l'intenzione di lasciare. Non volevo puntare $90 per poi vederlo andare all in. Quindi questa era una situazione in cui conveniva vedere e basta. Il piccolo buio ha lasciato ed il grande ha passato. Il flop era Q 10 2, ed io avevo quindi una gutshot ed un'overcard. Il grande buio ha passato, quello con poche chips ha fatto una debole puntata di $25 in un piatto da $67.Ho rilanciato a $75 ed entrambi hanno lasciato.

Mano 2: Al piccolo buio avevo A10 off. Lo stesso tizio di prima con poche chips, ora sceso a $464, ha rilanciato a $70 da bottone. Ho pensato che facilmente stava tentando di rubare i bui, e gli ho fatto quindi delle carte inferiori alle mie. Ho deciso quindi di rilanciare. Il grande bui aveva circa $1600 in chips, e questo è stato cruciale nella mia decisione di quanto puntare. Ho optato per $230, ed entrambi hanno lasciato, lasciandomi il piatto.

Molte persone fanno rilanci enormi in queste situazioni, spingendo a $400 per isolare chi è sotto di stack. Davvero non c'è motivo per farlo: se il grande buio ha una mano fortissima e mi rilancia, non voglio giocarmi $1600 con A10. Mi basta puntare metà dello stack minore, che matematicamente mi costinge a chiamare un suo eventuale all in, ma mi permette anche la possibilità di lasciare se il grande buio rilancia. Non c'è bisogno di spingere fino a $400 in questa situazione, perché con $230 ottenete lo stesso risultato e risparmiate $170.

Mano 3: Al tavolo c'era un nuovo giocatore, due posti alla mia sinistra, ed era imprevedibile e senza logica. Aveva già raddoppiato il suo stack iniziale arrivando a più di $4k. Avevo coppia di otto al bottone, ma con questo gocatore potenzialmente pericoloso al grande buio dovevo stare attento. Ho quindi rilanciato per primo meno del solito, solo $50, per una ragione molto specifica: se il grande buio avesse rilanciato, sarebbero stati $175 invece di $240. Questi $65 di differenza sono importanti, col tempo. Entrambi hanno chiamato, al flop c'erano un K ed un Q, e non ho vinto il piatto. E va bene così. Anche se la mia piccola puntata preflop potrebbe aver invitato in bui a vedere, se avessi trovato il set avrei potuto vincere un grande piatto a spese del grande buio.

Mano 4: Di nuovo, ero al bottone contro lo stesso impavido giocatore al grande buio. Avevo A5 off, ho scelto di rilanciare il minimo - $40 -, perché non credevo che dieci o venti dollari inpiù avrebbero influito sulla decisione del grande buio se giocare o no. Inoltre, spingere di meno mi permette di quadruplicare la puntata senza legarmi al piatto. Il piccolo buio ha chiamato per altri $30, ed il grande ha spinto per $160. Non ero del tutto convinto che avesse una mano forte, ma ho deciso di lasciargliela. Il piccolo buio ha visto, ed io ho osservato il gioco.

Il flop era 256 dei semi diversi, il piccolo buio ha passato, ed il grande è andato all in. L'altro ha visto ed ha mostrato 99, mentre l'altro aveva 63 suited, top pair e gutshot. Alla fine è uscito un altro sei ed ha vinto il piatto. A seconda dello stile dei vostri avversari e degli stack sul tavolo ci sono momenti per ogni tipo di puntata, grande, piccola, o semplicemente per vedere il buio. Alla prossima giocata,pensateci. La costanza ha il suo senso, ma a volte può costarvi.

 

articolo tratto da Full Tilt

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