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Analisi di tre perdite di denaro nel corso della mia carriera – Phil Newall – Parte 2

Seconda parte della traduzione “Analisi di tre perdite di denaro nel corso della mia carriera” …

Phil Newall – Two Plus Two Magazine, Vol. 9, No. 12

 

$2,000

L’ incidente successivo arriva tre anni piu’ tardi. Ero riuscito a diventare un pro degli small-stakes online. Un deal molto generoso, che mi consentiva di avere tra il 90 ed il 100% di rakeback, mi aveva protetto da molte perdite considerevoli. Giocando ad esempio a tavoli $3/$6 Limit Hold’em, era molto difficile riuscire a terminare una settimana in negativo con un deal simile. I pagamenti della rakeback settimanali potevano coprire quasi ogni downswing, che oltretutto mi capitavano raramente grazie al migliorare delle mie skills.
Gradualmente, nonostante le mie skills me l’ avrebbero gia’ consentito da molto tempo – ero forse ancora spaventato da quella prima perdita – iniziai a tentare il level up a tavoli come $5/$10, $10/$20, e $15/$30. La maggior parte dei giocatori a questi limiti erano leggermente migliori, ed i giocatori piu’ forti che li frequentavano avevano un gioco particolarmente aggressivo.

Un giorno, trovai un tavolo $25/$50 particolarmente buono, nel quale riuscii a sedermi alla sinistra di un fish molto scarso. I risultati di questa sessione furono, in scala, simili a quelli della mia prima perdita di $50.
Anche se $2,000 rappresentavano un downswing di sole 40 big bets, e mi era gia’ capitato in precedenza di perdere piu’ di $1,000 in un solo giorno, il perdere la quasi totalita’ delle mani giocate mi rese questa esperienza memorabile ed intensa.
Ero al primo anno di universita’ e vivevo in un piccolo appartamento per studenti nel centro di Londra. L’ indipendenza dovuta al vivere lontano da casa mi porto’ forse a sentire maggiormente la rilevanza dei soldi che avevo appena perso. Nel budget di uno studente, $2,000 rappresentano una cifra molto significativa.

Ricordo chiaramente lo spegnere il computer e l’ uscire dalla mia stanza, disgustato dalla sessione appena giocata, con l’ intenzione di andare a fare due passi in centro. Ricordo di aver incontrato uno dei miei amici sull’ ascensore del palazzo, che mi chiese come fosse andata la giornata.
Gli raccontai naturalmente di come avessi appena perso $2,000. Con una faccia terrificata mi parlo’ della pericolosita’ del gioco d’ azzardo durante la discesa al piano terra.

Questa perdita aveva ovviamente una rilevanza inferiore rispetto alla prima : 40 big bets piuttosto che 50. La differenza principale e’ stata la mera conversione della perdita in dollari reali; $2,000 sono una cifra molto importante per uno studente, anche se il mio bankroll la poteva assorbire tranquillamente.
A questo seguirono le consuete interrogazioni riguardanti la qualita’ del mio gioco durante la sessione, aiutate dalla mia migliorata conoscenza del gioco.
Riprovai in seguito il level up, ed i miei risultati migliorarono velocemente (mai sottovalutare l’ estrema importanza del runnare bene durante i tentativi di level up a limiti superiori).

 

$35,000

L’ ultimo incidente accade quasi tre anni piu’ tardi. Ero allora diventato un professionista molto esperto di heads-up e six-max di Limit Hold’em. Il gioco short-handed consente di avere molte opportunita’ di prendere decisioni migliori degli avversari. Anche se il minor numero di giocatori al tavolo comporta anche un aumento della varianza, una winrate elevata puo’ limitare gli swing, allo stesso modo in cui in precedenza il mio deal di rakeback faceva altrettanto, rendendo le perdite facilmente gestibili.

Non mi capitarono quindi perdite significative finche’ non tentai uno shot al $250/$500.
Con action costante ai tavoli $50/$100 e $25/$50, anche brutte perdite al $100/$200 potevano essere assorbite facilmente.
Si tratta di un problema unico ai giocatori high stakes. Perdere ai limiti piu’ alti puo’ portare a swing nel bankroll che possono durare per mesi o piu’, dato che la media dei limiti che si giocano potrebbe essere soltanto un decimo del limite piu’ alto. Ai middle stakes questo problema e’ molto minore, dato che i livelli sono molto piu’ vicini tra di loro e l’ action non manca.

Forse la mia incapacita’ nel gestire queste grandi perdite intermittenti e’ stata parte della motivazione per cui mi sono allontanato dal gioco professionale. Senza il brivido del testare le mie skills a nuovi limiti il poker perse parte del suo fascino, mentre le perdite capitate durante gli shot agirono da freno sulle mie aspirazioni. Inoltre, la mia fortuna durante gli shots era molto peggiore rispetto al periodo in cui stavo salendo ai limiti intorno al $25/$50 (di nuovo, l’ importanza del runnare bene ad un limite superiore, qualcosa che viene aiutato, ma non garantito, da un’ ottima table selection).

Applicavo costantemente una buona table selection, ed un giorno mi sono ritrovato in heads-up ad un tavolo $250/$500 con un fish. Nonostante le winrates siano molto alte in questo tipo di heads-up, la varianza del breve periodo puo’ far male contro quasi ogni tipo di avversario.
Ricordo una sessione simile al $50/$100, durante la quale mi sono ritrovato, inerme, a perdere circa 100 big bets contro un giocatore che open-foldava regolarmente post-flop nonostante avesse a disposizione anche il check.

La sessione al $250/$500 e’ stata breve e brutale. 70 big bets evaporate velocemente dal mio account, per una perdita totale di $35,000. Avevo, ovviamente, vinto cifre simili in un singolo giorno in passato, quindi razionalmente questa sessione non avrebbe dovuto essere significativa. Si trattava di una semplice fluttuazione statistica.
Nonostante avessi molte prove riguardo la scarsa abilita’ del mio avversario, il suo gioco sorprendentemente aggressivo mi porto’ ad interrompere la sessione dopo aver perso 70 big bets. Contro un avversario piu’ scarso, avrei probabilmente continuato a giocare molto piu’ a lungo.

Mi presi il resto della giornata per rivalutare le mie opzioni. Recuperare la perdita avrebbe richiesto molto grinding ai limiti inferiori, ed ero determinato a voler continuare a giocare al $250/$500 qualora si presentassero buone opportunita’. Tuttavia, poco di tutto questo riusci’ ad evitarmi di continuare a pensare alla dimensione della cifra perduta.
Spesi il resto della giornata andando per negozi con la mia ragazza. Era piuttosto sorpresa della mia mancanza di coinvolgimento ed infelicita’ generale. Provai a spiegarle il motivo : Avevo appena perso $35,000 !
Eravamo assieme da qualche tempo, minimizzo’ la cosa dicendomi che si trattava di un downswing statisticamente normale. Aveva perfettamente ragione, ovviamente, ma una qualche parte irrazionale del mio cervello non riusciva ancora a gestire questo nuovo limite in termine di dollari persi.

 

Conclusioni

Queste tre perdite, per una qualche ragione, resteranno con me molto a lungo.
Ognuna di esse rappresenta una nuova esperienza di apprendimento, anche se, da un punto di vista pokeristico, si tratta di perdite simili subite a limiti molto diversi.
Un punto importante e’ la grande differenza tra l’ avere una conoscenza astratta di un evento, ed il doverlo affrontare personalmente. Un’ altra e’ la grande differenza tra le persone in termini di eventi legati al gambling che restano fissi nella memoria. Sono sempre stato molto concentrato sugli eventi legati alle perdite, cosa che mi ha aiutato a non prendere rischi irrazionali, ma che mi ha anche costretto a non poter scalare i livelli tanto velocemente quanto sarebbe stato possibile.
Cosi’ come l’ andare in bicicletta in una citta’ trafficata, cercate di essere consapevoli dei rischi statistici che non vi sono mai capitati. La differenza nel vostro modo di pensare prima e dopo eventi simili puo’ essere molto marcata.

 

Phil Newall – Two Plus Two Magazine, Vol. 9, No. 12
Fonte : http://www.twoplustwo.com/magazine/issue108/phil-newall-three-losses.php

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