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Cash Microlimiti – Slowplay nell’ affrontare una Bet – Parte 2

Seconda parte della traduzione “Cash Microlimiti – Slowplay nell’ affrontare una Bet”…

 

Q2: Stessa situazione di Q1. Quale linea dovrebbe prendere Hero per rendere il piu’ forte possibile il bottom del suo calling range al river ?

Mi rendo conto che la domanda suona strana, quindi la mettero’ in un altro modo. Sappiamo che Hero deve callare down con un certo range, in modo da non permettere a Villain di poter bettare any two cards profittevolmente. A seconda della street su cui Hero raisera’ il suo nuts, si potra’ determinare qual e’ la mano piu’ debole con la quale dovra’ callare al river.

A) Raisare al flop rafforza al massimo il calling range di Hero al river ?

B) Raisare al turn rafforza al massimo il calling range di Hero al river ?

C) Raisare al river rafforza al massimo il calling range di Hero al river ?

 

*** Spoiler *** 
Risposta :

C. Come in Q1, slowplayare rafforzera’ al massimo il calling range di Hero al river.

Di nuovo, non analizzero’ tutti i calcoli matematici, ma utilizzero’ un semplice esempio per darvi un idea di come potete risolvere problemi di questo tipo per conto vostro.

Diciamo che Hero ha un range di mani da 1 a 100 in cui 1 rappresenta il nuts e 100 e’ air.
Assumiamo inoltre che Hero possa sempre raisare le mani da 1 a 5 per valore su ogni street.
Ipotizziamo che Villain betti pot su ogni street, e che quindi Hero debba difendersi con almeno il 50% del suo range su ogni street (ignorate il fatto che Villain finirebbe all-in per il river anche senza un nostro raise, assumete che gli stacks siano piu’ deep).
Quindi, con queste premesse…

Villain betta al flop. Dobbiamo difendere con il 50% del nostro range, quindi calliamo con le mani da 1 a 50.

Villain betta al turn. Dobbiamo difendere con il 50% del nostro range, quindi calliamo con le mani da 1 a 25.

Villain betta al river. Dobbiamo difendere 12.5 combo di mani (approssimiamo a 13 per semplicita’) :

Mani che raisiamo per valore : 1-5
Mani che raisiamo in bluff : 12-13
Mani che foldiamo : 14-25
Mani con cui calliamo : 6-11

Quindi come potete vedere la peggiore mano con cui dobbiamo callare al river, in modo da non permettere a Villain di poter bluffare con il suo intero range, e’ la mano 11.

Ora seguite lo stesso procedimento ed assumete che Hero raisi al flop. Vedrete che la mano peggiore con la quale dovremo callare al river sara’ piu’ alta di 11… probabilmente qualcosa come 15.
In altre parole, slowplayando fino al river con le nostre mani piu’ forti, siamo in grado di rendere il nostro calling range al river piu’ forte di quanto sarebbe se avessimo raisato in una street precedente.

Quindi da un punto di vista teorico, rafforziamo il nostro range aspettando il river prima di raisare.
Tuttavia, gli stessi punti exploitativi di Q1 valgono anche in questo caso. In piu’, da un punto di vista exploitativo, ai microlimiti la maggior parte dei Villain non value betta thin, quindi non guadagnamo molto rafforzando il nostro range al river.
Ad esempio, se un Villain betta un set al river soltanto quando nessun flush e’ possibile, che importanza puo’ avere il rafforzare il nostro calling range da TopPair 2nd Kicker a 2-Pair visto che questo non cambiera’ quanto thin Villain ci value bettera’ ?

Spero che le risposte alle prime due domande vi abbiano sorpreso e fatto ragionare su alcune situazioni nelle quali forse dovreste slowplayare.

 

Bet sizes

L’ analisi fatta in Q1 era corretta, ma ho ipotizzato che Villain bettasse con sizes normali su flop, turn, e river (per normale intendo qualcosa tra half pot e pot).
Se Villain betta invece con sizes particolarmente piccole, i calcoli per lo slowplay cambiano e dovremmo in questo caso raisare in una street precedente al river (il prima possibile).

Ad esempio, ipotizziamo che invece di bettare 2/3 pot al flop, Villain betti 1bb al flop. Assumiamo inoltre che, se callato, bettera’ 1bb anche su turn e river.
Dovrebbe Hero slowplayare flop e turn ed aspettare il river per raisare anche in questo caso ? NO ! In questo caso, Hero dovrebbe raisare al flop, e la risposta corretta a Q1 sarebbe la A !
Vediamo perche’…

Quando Villain e’ fuori posizione, una bet di dimensioni minime ha quasi lo stesso effetto di un check. Ad esempio, una bet di 0bb e’ ESATTAMENTE equivalente ad un check. Quindi quando Villain betta 1bb, teoricamente la situazione non e’ molto differente dal caso in cui Villain fa check. E, nel caso Villain facesse check al flop, dovremmo teoricamente bettare.

Ora potreste chiedervi, quando Villain betta piccolo, non significa forse che deve continuare a bettare un percentuale di volte molto alta su turn e river per compensare il fatto che sta bettando con size piu’ piccola ? Anche se questo e’ vero quando Villain betta con una size normale tra half pot e pot, quando Villain inizia a bettare con una size molto piu’ piccola (non saprei dire il limite esatto…), l’ EV di Hero diventera’ maggiore raisando su di una street precedente al river.

 

Posizione

La posizione gioca un ruolo cruciale nello slowplaying dato che, se ci si trova fuori posizione, non si puo’ avere la certezza di poter raisare al river.
Ad esempio, invertiamo le posizioni dei giocatori nella Q1, questa volta Villain e’ sul Button e noi siamo sul CO. Il problema e’ che, al river, faremo check e Villain fara’ a volte check-behind, chiudendo la mano.
In questa situazione, quando Villain fa check-behind segnalando di non avere una mano abbastanza forte per bettare, non abbiamo l’ opportunita’ di bluffarlo e soprattutto, in questo caso, di value bettare. Di conseguenza, fuori posizione, puo’ essere preferibile raisare a volte al turn piuttosto che al river.

Sulla stessa linea, abbiamo affermato in precedenza che Villain deve continuare a bettare o difendersi una certa percentuale di volte in base alla dimensione della sua bet, questo non e’ tuttavia necessariamente vero se Villain e’ in posizione ed alcuni dei suoi bluffs sono piu’ forti dei nostri bluffs quando fa check-behind al river.
In altre parole, non possiamo forzarlo a dover bettare quanto vorremmo al river quando ci troviamo fuori posizione.

 

Texture del board / Ranges dinamici

Questa e’ probabilmente la sezione piu’ importante. Nella Q1 e nella Q2, abbiamo ipotizzato di avere una mano imbattibile e che Villain non ci avrebbe mai scoppiato su turn e river.
Questo e’ molto raramente vero nel mondo reale. Sulla maggior parte dei boards, Villain avra’ un range di outs sul turn dai flush draws alle gut shots, fino ai remoti 2 outer… e indipendentemente da quanto raramente saremo scoppiati, slowplayare rappresenta quasi sempre un rischio.
Dobbiamo quindi analizzare i benefici che possiamo trarre dallo slowplayare e confrontarli con il costo del rischio di essere scoppiati.

L’ equity delle nostre mani con le quali slowplayamo e’ relativa al range dei nostri avversari. Tuttavia, un modo comune per determinare quanto potenziale di draw abbia il range del nostro avversario e’ di basarlo su quanto wet o dry e’ il board.
Piu’ wet il board, maggiore e’ il rischio che la nostro mano sara’ scoppiata (questo non e’ tecnicamente vero, ma non voglio deviare troppo dall’ articolo). Il punto e’ che quando una porzione significativa del range di Villain e’ composta da mani che possono scoppiarci sulla street successiva, i benefici dello slowplaying sono spesso controbilanciati dai rischi di perdere la mano.

In queste situazioni, per far si che lo slowplaying rappresenti la linea ottimale, e’ in genere necessario che Villain sia in grado di over bettare sulle streets future. Piu’ grandi saranno le sizes utilizzate da Villain, piu’ si committera’ al pot e minori diventeranno le implied odds dei suoi draws.
Quindi, slowplayare e’ probabilmente sbagliato su boards ricchi di draws se e’ probabile che Villain betti 2/3 pot al turn con la vasta maggioranza delle sue mani. Tuttavia, se Villain e’ in grado di over bettare su blanks al turn, allora i benefici dello slowplaying potrebbero superare quelli del raisare immediatamente.
D’ altro canto, se il board e’ dry (Il range di Villain non ha molta equity contro la nostra mano), allora teoricamente e’ spesso corretto slowplayare.

 

Stack Sizes

Non ho molto da dire riguardo le dimensioni degli stacks oltre al fatto che il rischio di essere scoppiati slowplayando si amplifica con l’ aumentare della dimensione degli stacks effettivi.
La dimensione delle bets diventa abbastanza interessante quando gli stacks sono piu’ deep, ma questo non e’ pertinente a questo articolo.

 

Conclusioni

Esistono buone ragioni teoriche per slowplayare e ne esistono altrettante per raisare il prima possibile in una mano – ed esistono ovviamente molte ragioni exploitative per fare entrambe le cose.
Tuttavia, nel decidere se slowplayare rappresenta la linea ottimale in una mano, puo’ essere d’ aiuto considerare alcuni dei fattori proposti in questo articolo.

 

Fonte : http://forumserver.twoplustwo.com/78/micro-stakes-full-ring/cotw-slow-playing-when-facing-bet-1250120/

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