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Pocket Aces

Cash Microlimiti – Un esempio di Thin Value Betting

Siamo ad un tavolo di NL Hold’em $0.50/$1 e ci troviamo sul bottone con Qs-Jh. Tutti foldano fino al CO, che raisa a $4. Decidiamo di callare ed entrambi i blinds foldano.

Flop : J 7 4 ($9.50)

Il nostro avversario betta $7 in un pot di $9.50. Abbiamo top pair, il fold non e’ da prendere in considerazione. Un raise farebbe foldare tutte le mani piu’ deboli della nostra e verrebbe callato o raisato soltanto da mani migliori. Decidiamo quindi di callare i $7 ed andare a vedere il turn.

Turn : A ($23.50)

L’ avversario opta per il check. L’ asso e’ sicuramente una scary card per entrambi. Abbiamo soltanto second pair e non vogliamo ingrandire il pot a questo punto della mano, scegliamo quindi il check behind.

River : 2 ($23.50)

L’ avversario fa check nuovamente. Il 2 e’ chiaramente una blank. La domanda da porsi a questo punto della mano e’ : C’e’ del valore in una eventuale nostra bet ? Per rispondere dobbiamo in primo luogo cercare di assegnare un range di mani al nostro avversario.

 

Passo #1 – Assegnare un range all’ avversario

Flop : Il nostro avversario betta al flop, puo’ quindi avere una mano che ha chiuso una pair tipo Jx o 7x, e forse qualche 4x. Potrebbe anche avere una pocket pair tipo 88+, un draw, o due overcards.
Il suo range di c-bet e’ quindi molto ampio al flop.

Turn : Il check al turn ci puo’ dare qualche informazione in piu’. E’ meno probabile che l’ avversario abbia un set o abbia chiuso una pair con l’ asso (se aveva due overcards), dato che in tal caso avrebbe molto probabilmente bettato il turn.
Ha probabilmente una mano tipo Jx o 7x, spaventata dall’ asso. Anche le pocket pairs tipo 88+ e 55+ sono sicuramente nel range dell’ avversario, cosi’ come alcuni flush draws.

River : Il 2 non cambia molto le cose, quindi al check dell’ avversario possiamo tranquillamente continuare ad assegnare all’ avversario il medesimo range del turn.

 

Passo #2 – Stimare quali mani del range dell’ avversario che possono callare una nostra bet battiamo e quante ci battono

Se dividiamo il range dell’ avversario in mani che battiamo e mani che ci battono (che potrebbero callare una nostra bet), otteniamo :

  • Mani che battiamo : JT, J9, J8, 88, 99, TT.
  • Mani che ci battono : QQ o KK, KJ.

Conclusione : Possiamo fare una thin value bet.

E’ facile constatare come le combinazioni di mani che battiamo e che potrebbero callare una nostra bet sono molto piu’ numerose di quelle di mani che ci battono. C’ e’ quindi del valore nel bettare.
Non ci aspettiamo di aver la mano migliore ogni volta in cui riceveremo un call, ma pensiamo di ottenere comunque un profitto nel lungo periodo.

Abbiamo la mano migliore nel 70% dei casi quando riceviamo un call. Non e’ un edge molto grande, ma e’ abbastanza per rendere profittevole una bet.

 

Quindi, quanto possiamo bettare ?

Il pot e’ $23.50, quindi una bet di circa $16 sembra appropriata.

Non ci sono regole fisse sulla dimensione delle thin value bets, dato che ogni caso specifico e’ diverso dagli altri. Tuttavia, la nostra value bet deve soddisfare i seguenti punti :

  1. Vogliamo dare alle mani piu’ deboli del range dell’ avversario la possibilita’ di callare la nostra bet.
  2. Vogliamo tuttavia estrarre un buon valore dalla nostra mano.

Bettando con una size troppo piccola, perderemmo valore. Bettando con una size troppo grande, scoraggeremmo le mani piu’ deboli dell’ avversario al call. Vogliamo soddisfare al meglio entrambe le condizioni.

 

Due regole fondamentali riguardo le thin value bets

Prestando attenzione a queste due regole, il thin value betting diventa molto piu’ semplice :

  • Se nel range dell’ avversario le mani che battiamo e che possono callare una nostra bet rappresentano la maggioranza, allora possiamo bettare.
  • Al contrario, dovremmo optare per il check behind.

La parte piu’ difficile e’ ovviamente lo stimare il range dell’ avversario.

 

Fonte : http://www.thepokerbank.com/strategy/general/thin-value/example/

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