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LHE – Due errori comuni – Parte 2 – Mason Malmuth

Mason Malmuth – Two Plus Two Magazine, Vol. 8, No. 7

 

Nell’ articolo precedente abbiamo analizzato l’ errore del foldare troppo. Notate come questo e’ un errore commesso da giocatori che, anche se non esperti, sono in grado di battere alcuni dei limiti attualmente presenti.
Passiamo ora ad un altro errore riscontrabile in questi stessi giocatori.

Uno dei primi concetti del gioco del poker che viene appreso e’ l’ idea del prendere l’ iniziativa e bettare o raisare, oppure andare in check-raise, quando si e’ in vantaggio. In questo modo, mettendo piu’ soldi nel pot, la vostra aspettativa di guadagno dovrebbe essere piu’ alta, e dovreste quindi ottenere un profitto piu’ elevato nel lungo periodo.

Ovviamente, con mani estremamente forti, in situazioni in cui il vostro avversario potrebbe avere ben poco, potreste voler slow-playare. In altre parole, non avviare alcuna betting action nella speranza che la carta successiva dia al vostro avversario una mano in grado di bettare o callare le vostre bets.
Esiste anche un’ altra situazione in cui e’ a volte corretto giocare la vostra mano piu’ cautamente nei primi rounds rispetto a quello che potrebbe sembrare corretto. Questa situazione si verifica quando, anche se una vostra bet o raise sono chiaramente profittevoli, potrebbe essere ancor piu’ profittevole, per ragioni strategiche, attendere un round successivo per diventare piu’ aggressivi, oppure per rendersi conto di essere battuti e foldare risparmiando soldi.

Il nostro primo esempio riguardante questo concetto e’ preso dal libro “Poker, Gaming & Life” di David Sklansky.
A pagina 79 David espone un esempio di un family pot in cui vi trovate sul big blind con una mano tra una coppia di assi, una di queens, o una di nove.
Il suo suggerimento : Raisate con gli assi, callate con le queens, e raisate con i nove. Ora, come puo’ questo aver senso ?

Per prima cosa, credo siamo tutti daccordo che gli assi siano una mano stupenda, certamente meritevole di essere raisata.
Con i nove, con tutti i giocatori nel pot, si hanno odds appropriate per floppare un set, quindi anche un raise dovrebbe essere profittevole.
Cosa invece riguardo le queens ? Non sono forse a loro volta un’ ottima mano ? Non hanno a loro volta le stesse odds di floppare un set come i nove ?

Anche se la risposta a tutte queste domande e’ affermativa, esiste un’ importante differenza. Le queens hanno molta meno probabilita’ rispetto agli assi di vincere il pot senza migliorare, mentre ne hanno molta piu’ dei nove. Questo crea una differenza strategica riguardo al come questa mano dovrebbe essere giocata.

In modo specifico, se al flop esce un asso o un king, ma nessuna queen, sarete grati di non aver raisato pre-flop.
Se le vostre queens rappresenteranno un’ overpair (il che accadra’ molto piu’ spesso rispetto ai nove) il non aver raisato pre-flop vi consentira’ di avere un vantaggio strategico. Sara’ piu’ semplice ottenere un raise o un check-raise ed avere modo di andarsi a giocare il pot in short-handed, avendo quindi molte piu’ possibilita’ di vincere.
Raisando prima del flop, i vostri avversari saranno molto meno inclini al bettare o raisare dato che avranno timore della vostra mano. In piu’, anche raisando, alcuni dei vostri avversari potrebbero comunque rimanere nel pot in ogni caso, per via dell’ attrattiva di un pot piu’ grande, con mani che giocano bene contro le vostre queens.

Sklansky la mette in questo modo : “Il problema e’ che e’ molto piu’ difficile vincere per queste pairs se rivelate la forza della vostra mano raddoppiando la dimensione del pot, particolarmente da early position.”

Un altro esempio di questo errore e’ qualcosa che ho visto in moltissime occasioni nella letteratura legata al poker. E’ l’ idea che in un pot short-handed, normalmente heads-up, sia immediatamente necessario raisare quando avete quella che credete sia la best hand.

Diamo uno sguardo ad un esempio. Immaginate di avere al flop una mano di forza media, il vostro avversario betta, e siete abbastanza sicuri sia su un flush draw con poco altro. Dovreste raisare ?

Per rispondere a questa domanda, notate per prima cosa che se il vostro avversario e’ su un flush draw, siete favoriti 2-a-1. Dato che il vostro avversario avra’ soltanto 1-a-1 sul vostro raise, un vostro raise mostrera’ senz’ altro profitto.
Quindi nel lungo periodo, continuando a fare questa giocata costantemente, otterrete un profitto significativo.
Tuttavia, e’ necessario comparare il raise all’ altra alternativa disponibile, ed analizzare le streets successive per determinare se il call e’ una scelta migliore o meno.

Per prima cosa, notate che circa il 20% delle volte il vostro avversario chiudera’ il suo flush al turn. Quando questo accadra’, sarete grati di non aver raisato in precedenza.

Se non esce alcuna carta a flush, potrebbe verificarsi un’ altra buona situazione. Dato che il pot e’ heads-up e non avete mostrato alcuna forza prima del flop, il vostro avversario potrebbe essere incline al bettare nuovamente, nella speranza di farvi foldare.
Raisando adesso gli fate mettere nel pot una seconda bet di dimensione doppia in uno spot in cui e’ sfavorito 4-a-1, rispetto al fargli mettere una bet di dimensione singola (al flop), in uno spot in cui e’ sfavorito soltanto 2-a-1 (con ancora due carte da vedere).

Chiaramente, la strategia del non raisare al flop e’ superiore in questo spot.
Infatti, anche sapendo che il vostro avversario fara’ spesso check con il suo flush draw sulla quarta street, potrebbe comunque continuare ad essere meglio aspettare il turn per raisare, dato l’ alto profitto che otterrete quando l’ avversario bettera’.

Esiste anche un’ altra situazione in cui il concetto dell’ “aspettare un round successivo” trova applicazione. Accade quando floppate una buona, ma non ottima, mano e per via del betting vi trovate ultimi a parlare senza possibilita’ di far foldare alcun avversario.

Ecco un esempio. Immaginate di avere Ac Jd sul button, in un pot multi-way.
Il flop e’ Jh 7d 3d, un giocatore da early position betta, ed un paio di altri giocatori callano prima del vostro turno. Dovreste raisare ?

Di nuovo, notate che questo e’ un buon flop per voi. Certo, la vostra mano non sara’ sempre la migliore, ed anche se lo fosse, verrete a volte battuti nelle streets successive, ma avrete comunque la mano migliore (o migliorerete in essa) abbastanza spesso da poter raisare profittevolmente.

Cosa accade tuttavia se non raisate al flop ? Per prima cosa, una scare card come una terza diamond o un sette potrebbero uscire, e sarete quindi grati di non aver raisato al flop.
Secondo, il primo giocatore a parlare potrebbe non bettare nuovamente, ma quasi certamente qualcuno lo fara’ (qualcuno piu’ vicino alla vostra destra).
Il vostro raise potrebbe non solo far foldare qualcuno, ma anche costringere il vostro avversario attivo a dover mettere una seconda bet di dimensione doppia nel pot per poter continuare.
Chiaramente, questo e’ spesso il modo migliore di giocare in questo spot.

Per riassumere, il limit hold’ em e’ spesso un gioco molto complesso.Come mostrato in questo articolo, giocate strategiche che sono chiaramente profittevoli, potrebbero non essere tuttavia ottimali.
E’ sempre necessario confrontare bets e raises a possibili alternative, per scoprire occasionalmente che l’ alternativa rappresenta un approccio migliore.
– Mason Malmuth – Two Plus Two Magazine, Vol. 8, No. 7
Fonte : http://www.twoplustwo.com/magazine/issue91/mason-malmuth-common-errors.php

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