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Scare Card – Andrew Brokos

Andrew Brokos – Two Plus Two Magazine, Vol. 8, No. 7

 

Una motivazione comune contro lo slowplay e’ che una “scare card” potrebbe uscire sulla street successiva. La paura e’ che una carta simile potrebbe far chiudere all’ avversario una mano migliore, oppure spaventare una second-best hand ed indurla al non pagare le bets di hero.
Questo ragionamento porta quindi alla conclusione che non si dovrebbe mai slowplayare quando molte scare cards possono uscire sulle street successive, come ad esempio boards con molti possibili straight o flush draws.

Questo articolo tentera’ invece di spiegare come, in alcune circostanze, una “scare card”, come una terza carta a flush o una carta a straight, puo’ invece generare action da mani che non avrebbero pagato hero su una street precedente.
Questo potrebbe verificarsi perche’ queste carte aprono nuovi possibili draws, perche’ portano l’ avversario a bluffare, oppure perche’ consentono agli avversari di mettere hero su un bluff quando betta.

In queste circostanze, le scare cards non sono affatto scary (to scare = spaventare). Potrebbe quindi avere senso slowplayare non malgrado la possibilita’ che una di queste carte esca, ma precisamente perche’ esiste questa possibilita’.

Immaginate di aprire dal bottone con in mano Ah Th per $20 ad un tavolo $5/$10 NLHE.
Il big blind, un altro regular del livello che conosce la vostra tendenza allo stealare frequentemente da late position, calla.
Il flop esce Qh Td 5h, ed il vostro avversario fa check.

Non c’ e’ nulla di male nel bettare in questa situazione – avete una mano estremamente forte che potrebbe essere callata o raisata da mani peggiori – ma preferisco il check.
Sappiamo che il vostro avversario si aspetta che abbiate un range molto ampio per raisare dal bottone. Per questo motivo e per le ottime pot odds che gli avete dato pre-flop, villain ha probabilmente a sua volta un range abbastanza ampio.
In piu’, il suo range e’ in qualche modo limitato, perche’ vi aspettereste che re-raisasse mani come AK, AQ, ed AA la maggior parte delle volte.

Consideriamo cosa potrebbe accadere su diverse tipologie di “scary” turns.

Con un heart al turn, avete il nuts. Quello che conta di piu’ e’ comunque che il vostro avversario si aspetta probabilmente che avreste bettato la maggior parte dei vostri flush draws al flop, quindi la vostra nut hands e’ ben nascosta.
Fare check al flop e bettare quindi una terza carta a flush al turn apparira’ molto “bluffy”, ed il vostro avversario non foldera’ quindi di certo molte delle mani con le quali avrebbe callato una bet al flop.

Il terzo heart potrebbe inoltre apparire al vostro avversario come una buona carta per bluffare, particolarmente se ha in mano a sua volta una heart alta, come ad esempio Kh Js. In questo caso una terza heart sarebbe lontana dal congelare l’ action, ma anzi potrebbe tranquillamente portare mani che avrebbero foldato al flop a bettare una o due volte.

Un asso al turn vi farebbe chiudere una mano molto piu’ forte di quella che avete al flop. L’ unica mano che viene aiutata da un asso al punto di superare la vostra, KJ, non avrebbe comunque foldato al flop, avreste quindi perso soldi al turn in ogni caso anche avendo bettato nella street precedente.

Altrimenti, l’ asso apparira’ nuovamente come una buona carta per bluffare e potrebbe quindi aiutarvi a generare action.

Anche se il vostro avversario vi da credito per un asso, potrebbe assumere che avreste bettato una pair al flop, e che abbiate quindi soltanto una pair di assi. Alcuni giocatori tenteranno in queste situazioni di rappresentare una mano piu’ forte e proveranno a bluffarvi.

E’ vero che alcune mani, come T9, che avrebbero callato una bet al flop potrebbero foldare una volta uscito un asso. Tuttavia, molte altre, come JT, avranno ora una pair piu’ draw e folderanno molto meno frequentemente.

Le broadway, come un King o un Jack non sono molto buone per voi in questa situazione, comunque, oltre a fare chiudere mani migliori della vostra, aprono altri draws.
Avrete senz’ altro equity sufficiente per callare una bet, tra le volte che sarete comunque avanti e quelle in cui migliorerete al river.
La maggior parte delle mani che chiudono una pair con questa free card non avrebbero foldato al flop in ogni caso, quindi di nuovo non state perdendo molto di piu’ per non aver bettato al flop.

In questo caso, le cosi’ chiamate “scare cards” non sono in realta’ molto scary per un hand-reader decente. Non si aspettera’ che abbiate migliorato la vostra mano con queste carte, ed anche se esiste qualche rischio che aiutino l’ avversario a chiudere una mano migliore della vostra, esistono almeno altrettanti modi in cui apriranno all’ avversario un draw che risultera’ in un semi-bluff o un call light.

Il punto e’ che gli scenari peggiori che si possono verificare non sono in realta’ cosi’ brutti, ed esistono moltissime altre carte innocue che possono uscire al turn che vi saranno invece di aiuto.
Il vostro check al flop vi aiutera’ ad ottenere action, nelle forme di calls e bluffs che non avreste ottenuto bettando il flop.

Contro avversari abili nell’ hand-reading ed in grado di agire secondo le loro reads, e’ anche importante proteggere il vostro range contro le scare cards.
In altre parole, qualsiasi action prendete sulla street corrente, dovete essere in grado di mostrare a volte mani forti, indipendentemente dalla carta successiva. Questo e’ il modo di evitare che le scary cards siano effettivamente scary per voi.

Nell’ esempio precedente, non vorreste che il vostro avversario fosse in grado di bluffarvi ogni volta quando fate check al flop ed esce il terzo heart al turn. Per evitare di essere exploitati da bluffs come questo, e’ importante poter sorprendere l’ avversario con un flush di tanto in tanto, e, come abbiamo gia’ visto, Ah Th e’ un buon esempio di un flush draw con cui potete fare check profittevolmente.

Una volta che avete mani come Ah Th nel vostro checking range su flops come questi, diventa piu’ sicuro fare check anche con mani forti ma vulnerabili, come top set.
Dove in precedenza un terzo heart sarebbe apparso come una sfortuna, adesso potrebbe essere una buona carta in alcune circostanze.
Quindi, anche se finirete ogni tanto per perdere qualche pot in cui slowplayate una mano come top set ed esce una carta a flush al turn, saprete che questo viene bilanciato dalle volte in cui quella stessa carta a flush vi consente di chiudere una mano molto forte.

Le scare cards non sono sempre scary, particolarmente per i buoni hand-readers. Se riuscite a comprendere come il vostro avversario interpreta le vostre azioni, e cosa si aspetta che facciate con diversi tipi di draws, potete anticipare cosa per lui sara’ scary e cosa non lo sara’.

Bilanciando i vostri ranges e/o giocando mani in modi inattesi, potete utilizzare queste cosi-chiamate scare cards a vostro vantaggio e proteggervi nel contempo dai bluffs.
Andrew Brokos – Two Plus Two Magazine, Vol. 8, No. 7
Fonte : http://www.twoplustwo.com/magazine/issue91/andrew-brokos-scare-card.php

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