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Slowplaying – Andrew Brokos – Parte 2

Seconda parte della traduzione “Slowplaying – Andrew Brokos”.

 

04. Avversari Aggressivi

C’e’ piu’ valore nello slowplayare contro avversari che blufferanno molto e value betteranno thin.
Supponete, nell’ esempio precedente, di essere fuori posizione ed avere un avversario che bettera’ l’ 80% del pot con top pair su tutte le streets se voi continuate a check-callare.

In un caso simile, slowplayare sarebbe corretto. Non solo dareste a Villain l’ opportunita’ di prendere una pair al turn se non ne ha ancora una, ma potreste potenzialmente vincere ancora piu’ soldi dalla sua top pair check-raisando il river.
Anche se non chiamera’, non avrete perso niente di relativo al non aver bettato il flop.

Da notare che se foste invece stati in posizione, avreste dovuto bettare il flop in ogni caso, visto che il vostro avversario aggressivo non avrebbe avuto l’ opportunita’ di bettare la sua top pair anche se avesse voluto, visto che il vostro check avrebbe chiuso l’ action.

 

05. Crushing the Deck

Il solo fatto di aver floppato una mano molto forte, non significa necessariamente avere tutte le carte che si connettono bene con il flop.
Nel nostro esempio, Villain avrebbe potuto facilmente avere top pair, una mano forte con la quale avrebbe giocato sicuramente per un grosso pot, nonostante il vostro set.

Se la vostra mano fosse invece stata KK, sul medesimo flop, fare check avrebbe avuto molto piu’ senso.
C’e’ un solo K che il vostro avversario puo’ avere, ed anche con una mano inferiore, come una coppia di 7, non si sentira’ probabilmente molto forte.

Inoltre, e’ importate il fatto di non avere scary cards al turn. Letteralmente, l’ unico modo in cui il turn puo’ far chiudere al vostro avversario una mano migliore della vostra e’ il caso in cui lui ha AA ed esce un asso al turn, un ipotesi abbastanza remota.
Molto piu’ probabile il fatto che se un asso esce al turn, una mano tipo AJ che sembrava debole al flop, diventera’ improvvisamente abbastanza forte da pagarvi due bets.

 

06. Underbetting

Una piccola bet di 1/4 – 1/2 del pot e’ un alternativa poco utilizzata al fare check quando si vuole slowplayare una mano forte.
Supponete di stare giocando $5/$10 NLHE con stacks di $1000.
Il vostro avversario apre a $30 UTG, voi chiamate da UTG+1 con 77, SB chiama, e tutti gli altri foldano.
Il flop esce Tc7c5d, ed entrambi i giocatori fanno check.

Da un primo punto di vista, questo e’ un flop pericoloso sul qualche slowplayare.
Ci sono abbastanza carte che possono uscire al turn che, anche non facendo chiudere ai vostri avversari una mano migliore della vostra, possono comunque rallentare la vostra action e rendere difficile per i vostri avversari il continuare a mettere soldi nel pot con una mano peggiore della vostra.
In piu’, nel caso in cui qualcuno sta cercando di pot-controllare con una mano tipo T9 o JJ, vorreste iniziare a costruire il pot fin dal flop.

Da un secondo punto di vista, sembra improbabile che uno dei due giocatori abbia qualcosa di particolarmente forte in mano.
Per le stesse ragioni per cui voi non volete slowplayare, i vostri avversari non dovrebbero volerlo fare a loro volta.
Una grossa bet risultera’ spesso in due folds, non un ottimo risultato data la forza della vostra mano.

Una piccola bet di $33 offre attraenti, ma non corrette, odds alla maggior parte dei draws per vedere un’altra carta.

Un semplice flush draw o open-ended straight draw con 8 outs, ha un 16% di possibilta’ di chiudersi al turn. Puo’ probabilmente contare su alcune implied odds, ma di nuovo, anche voi potete farlo.
Una delle ragioni per cui vorreste tenere un draw nel pot e’ che, ogni tanto, il draw si chiudera’ ma voi migliorerete la vostra mano in un full house, vincendo lo stack del vostro avversario grazie al vantaggio della posizione.

Una piccola bet potrebbe anche essere male interpretata come segno di debolezza, spingendo un avversario a raisarvi con un draw (o meno).
Potrebbe inoltre spingere un avversario a chiamare o raisare con overcards, come AK, che stava invece pianificando di foldare ad una bet piu’ grande.

Un’ underbet puo’ essere quindi una strada praticabile quando pensare che i vostri avversari sono deboli ed avete una mano abbastanza forte per iniziare a costruire il pot sin dal flop.

 

07. Mani medie

Mani buone, tipo top pair sono spesso migliori candidate a slowplayare rispetto a mani estremamente forti tipo sets o straights.
Se pensate che la vostra mano non e’ abbastanza forte per poter value bettare su tre streets, allora non state perdendo soldi facendo check al flop o al turn, come succederebbe con una mano piu’ forte.
Per capirne il motivo, guardiamo ad una versione modificata dell’ esempio precedente :

State giocando $5/$10 NLHE con stacks di $1000. Il giocatore UTG limpa, raisate a $45 con KJo da BTN, e tutti gli altri foldano.
Il flop esce Kc7d2h.

Pensate che il range di limp-call di UTG sia quasi completamente costituito da pocket pairs e suited connectors con i quali sta tentando di vedere un flop a poco prezzo.
Sta puntando a floppare two-pair o meglio, quindi anche se provera’ a volte a bluff-catchare quando avra’ soltanto una coppia, giochera’ dei pot grandi soltanto con una mano che batte la vostra.

Dovreste pianificare di fare check al flop oppure al turn. Il vostro avversario non ha modo di avere un draw al flop, puo’ quindi solo avere nel peggiore dei casi cinque outs se ha in mano un suited connector tipo 76 o 87.
Con una pocket pair ha soltanto due outs, e con un suited connector senza pair non puo’ superarvi al turn.

Villain ha pochissime possibilita’ di prendere al turn una second-best hand, ma potrebbe facilmente prendere una coppia o un draw, abbastanza da pagarvi una o forse due bets.
Dato che non stavate pianificando in ogni caso di prendere tre streets di valore con la vostra top pair, avete poco da perdere facendo check in un early street.

Contro giocatori “straight-forward”, farei check al flop, e chiamerei bets sia al turn che sulla maggior parte dei rivers oppure betterei sia turn che river nel caso di checks da parte dell’ avversario.

Giocatori piu’ sofisticati potrebbero aspettarsi una continuation bet sul flop e considerare sospetto il vostro check.
Leggerebbero correttamente il vostro check, mettendovi su di una mano abbastanza forte da non necessitare un bluff, e di conseguenza non commetterebbero grossi errori nelle streets successive.
Contro giocatori di questo tipo, e’ meglio dare loro la bet al flop che si aspettano e quindi pianificare un check sulla maggior parte dei turns ed andare quindi per piu’ valore al river.

 

08. Balance

Finora, abbiamo parlato dei vantaggio dello slowplaying senza considerare come avreste giocato le altre mani nel vostro range.
Esistono circostanze dove potreste voler slowplayare una mano molto forte in modo da dare ai vostri check e call futuri piu’ credibilita’ e rendervi meno vulnerabili ai bluffs quando giocate una mano debole nello stesso modo.

Ad esempio, se KK e’ l’ unica mano forte con la quale fate check su un flop K72, allora gli altri giocatori potranno exploitarvi bluffando turn e river.
Anche se occasionalmente avrete top set, folderete la stragrande maggioranza delle volte.

La lezione qua e’ che avete bisogno di fare check con mani abbastanza forti per chiamare bets su turn e river, che non siano necessariamente le piu’ forti nel vostro range.
Le mani medie, discusse sopra, sono generalmente migliori candidate per un “balance check” di un set di 7.
Questo perche’ il prezzo che pagate nel mettere AK nel vostro flop check range e’ molto piu’ basso rispetto a quello nel mettere 77.

 

09. Conclusioni

Quando la vostra mano e’ abbastanza forte per bettare tre volte per valore, prendete un grosso rischio nel slowplayarla in un big bet game.
Una giocata del genere puo’ comunque essere giustificabile, ma richiede circostanze piu’ specifiche rispetto ad un contesto a puntata fissa.

 

Andrew Brokos – Two Plus Two Magazine, Vol. 7, No. 4
Fonte http://www.twoplustwo.com/magazine/issue76/andrew-brokos-slowplaying.php

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