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Vincere ad un Tavolo Tight – Andrew Brokos

Mi sono trovato di recente a foldare una coppia di Kings, mettendo il mio avversario precisamente su di una coppia di Aces. Tecnicamente il fold e’ avvenuto al flop, ma non ha avuto nulla a che vedere con esso. Ero semplicemente abbastanza sicuro che gli Aces erano l’ unica mano con la quale il mio avversario avrebbe giocato in quel modo.

Non si trattava comunque solo di questo giocatore in particolare. Tutti gli avversari al tavolo erano molto tight ed avrei foldato senza pensarci troppo contro ognuno di essi.
Non ho visto le carte dell’ avversario, ma non ho dovuto pensare a lungo prima di foldare, e sono piuttosto certo che sia stato un fold corretto. Il mio unico rammarico, infatti, sono i soldi che ho messo nel pot prima di foldare.

Ad alcuni, potrebbe sembrare che mi trovavo ad un brutto tavolo. Se gli avversari erano talmente tight da non poter ottenere action con il second nuts, perche’ stavo perdendo tempo su quel tavolo ?

Questo tipo di ragionamento si basa sulla premessa sbagliata che soltanto un tavolo loose puo’ essere profittevole. Anche se preferisco giocare su tavoli simili quando ne ho la possibilita’, non si trovano facilmente, almeno non agli stakes piu’ alti, e la verita’ e’ che il giocare troppo loose e’ soltanto uno dei tanti errori che i vostri avversari possono commettere dai quali potete trarre vantaggio.

Il tavolo in cui mi trovavo era buono – abbastanza buono, comunque, considerando che era un tavolo $5-$10 di primo pomeriggio – perche’ era cosi’ passivo. I giocatori non stavano giocando grossi pots senza mani forti, ma giocavano pots di dimensioni medie con mani deboli, giocandoli passivamente. Vi erano limp frequenti, molti calls a piccoli raises, ma anche molti fold dopo il flop.

Questo genere di tavolo non e’ molto buono per giocatori che sanno soltanto come aspettare una mano forte per poi farsela pagare dai giocatori loose. Tuttavia, se sapete come sfruttare il gioco troppo tight degli avversari, e’ possibile fare molti soldi semplicemente rubando piu’ di questi piccoli pots di quelli che vi spettano.

Stavo vincendo circa $1,000 dopo tre ore di gioco, senza aver mai vinto piu’ di $200 in una singola mano ed essendo arrivato allo showdown soltanto due volte. La mia giocata vincente super-segreta era la continuation bet. Raisavo i limpers frequentemente, 3-bettavo occasionalmente qualche raise da late position quando ero in posizione sul raiser, e bettavo quindi il flop. Tutti si arrendevano facilmente.

L’ altro fattore che mi consentiva di guadagnare bene a questo tavolo, che ci riportera’ indietro alla mano con i Kings, era l’ essere in grado di fare folds importanti. Potrebbe sembrarvi strano, tuttavia i soldi non persi sono soldi vinti.

Quello che conta non e’ quanto avete vinto o perso in una data mano, ma quanto piu’ avete vinto o perso rispetto a quanto avrebbe fatto il vostro avversario a ruoli invertiti.

Tutti i giocatori di poker si scontreranno con gli Aces contro i Kings molte volte nella loro carriera, cosi’ come troveranno gli Aces con i loro Kings altrettante volte. Il giocatore con i Kings perdera’ quasi sempre soldi contro gli Aces, a meno che chiuda un set o qualcos’ altro, nel qual caso il giocatore con gli Aces perdera’ quasi sempre soldi contro i Kings.
Le cose si bilanceranno comunque nel tempo e non ha quindi importanza l’ essere il giocatore con gli Aces o quello con i Kings.

Tuttavia, se perdete meno rispetto al vostro avversario a ruoli invertiti (tutte le volte che avete i Kings contro gli Aces (o anche alcune di queste volte)), otterrete risultati migliori di lui nel lungo periodo. Quindi un tavolo in cui potete foldare i Kings, particolarmente se potete foldarli senza investire troppo, puo’ essere certamente un buon tavolo.

La mano in questione e’ iniziata con due giocatori che hanno foldato ed un altro che ha invece aperto con un raise a $50. A questo tavolo, questo era molto significativo. Molti giocatori, compreso il raiser, open-limpavano almeno tante mani quante ne raisavano. Quando raisavano, $30 o $40 era la size normale. Considerando soltanto queste basi, assegnavo gia’ da ora una mano forte all’ avversario.

Tutti gli altri hanno foldato fino a me, sul bottone, con in mano i Kings rossi. Ho re-raisato a $140, ma credeteci o meno, credo fosse close. Non avrei re-raisato con le Queens in questo stesso spot. Non perche’ pensavo che il suo opening range fosse cosi’ forte. Piuttosto, sospettavo avrebbe 4-bettato mani piu’ forti delle Queens, e, con mani inferiori, come Jacks o Tens, avrebbe foldato o callato, per giocare pero’ solo un piccolo pot postflop. In altre parole, non lo avrei stackato in un 3-bettato su flop 9-8-2 se avesse avuto una coppia di Jacks.

Dopo i fold dei blinds, l’ action e’ tornata all’ original raiser, che, non mostrando alcun segno di nervosismo riguardo al mio forte re-raise, ha re-raisato piuttosto velocemente a $450.

Devo dire a questo punto che eravamo piuttosto deep. Avevo circa $3,500 davanti, e lui mi copriva. Con stacks di $1,000, non credo avrei potuto evitare questo cooler. O forse non avrei 3-bettato in primo luogo. In questo caso, tuttavia, eravamo abbastanza deep da consentirmi di callare una eventuale 4-bet dell’ avversario. Il mio piano era principalmente di cercare un terzo King, ma anche di cercare di capire se la mia mano potesse essere buona dopotutto, oppure anche di trovare un buon spot per cercare di bluffare l’ avversario e fargli foldare i suoi Aces. I grossi bluffs sono un’ altra potenziale fonte di valore ad un tavolo tight.

Il flop e’ uscito 9d 8d 2c. Il mio avversario ha fatto check. Era forse questo il segno in cui speravo, che la mia mano potesse essere buona dopotutto ? Ho bettato $400, anche se ripensandoci non ho idea di cosa mi aspettavo mi potesse callare. Dubito seriamente che avrebbe 4-bettato con le Queens o i Jacks preflop in questo spot.

L’ avversario ha check-raisato all-in. Erano circa $2,650 da callare in un pot di $1,700. Ho pensato diversi secondi per tentare di convincermi che potesse avere una qualsiasi altra mano oltre gli Aces, ma non credo fosse possibile. Questo e’ stato di gran lunga il pot piu’ grande che il tavolo ha visto in tutta la sessione, e questo particolare avversario era stato addirittura piu’ tight del resto del tavolo.
Non aveva le Queens, ed avevo in mano il Kd, quindi non poteva nemmeno avere Ad Kd. Ho foldato.

Non credo avrei stackato l’ avversario a ruoli invertiti, ma non credo anche che sarebbe riuscito a perdere meno di $1,000. Questo perche’ non credo avrebbe avuto la disciplina di foldare i Kings ad una singola bet al flop (Non avrei check-raisato), e parzialmente perche’ non sarebbe stato facile per lui mettermi esattamente sugli Aces.

Dato che stavo giocando molto piu’ aggressivamente dei miei avversari, era piu’ difficile per loro fare folds importanti contro di me. Questo e’ quello di cui parlavo in precedenza. Ho perso il pot, assieme a tutto il profit del giorno, ma mi sono sentito il vincitore. Se uno dei miei avversari fosse stato al mio posto, avrebbe senz’ altro concluso il giorno da perdente, quindi finendo break-even, ho vinto.
– Andrew Brokos

Fonte : http://www.cardplayer.com/poker-news/14215-poker-strategy-winning-in-a-tight-game-with-andrew-brokos

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