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A due anni dal poker Black Friday Usa: nessuna room online aperta e l’hold’em americano in netto calo

Due anni dal black friday del poker online americano (15 aprile 2011 – 15 aprile 2013) quando una vera e propria calamità si abbatté sul gioco più popolare al mondo e di sicuro negli United States of America, con la chiusura delle tre room più importanti del continente, PokerStars, Full Tilt Poker e UltimateBet. 
A 730 days dalla chiusura del gioco non è stata riaperta neanche una poker room online.
 Questo nonostante le tantissime notizie che si rincorrono tutti i giorni sulla possibile apertura del poker in alcuni stati o ancor peggio a livello federale. Nevada, New Jersey, Delaware, ci stanno provando ma non è stato ancora raccolto neanche un euro online. 
 
BLACK FRIDAY, LA ROVINA – E tutti si stanno sperticando a dire che il black friday ha "quasi rovinato il gioco negli Stati Uniti. Parola di Tony Dunst, player e commentatore del Wpt. Dunst e tanti altri players sostengono che il crollo di Stars e Ftp abbia influito negativamente sull'attenzione che c'è sul gioco. Specie per la cancellazione di tanti progetti e programmi editoriali, tv e altro, che erano finanziati dal poker. Su tutti Poker After Dark della NBC o High Stakes Poker della GSN. 
 
DALL'ONLINE AL LIVE IL PASSO E' BREVE –  Se le Wsop nno hanno mai accusato l'effetto BF, altri eventi ne soffrono. Mancano nuovi players che arrivano dall'online, magari anche con i satelliti, per sostenere eventi come il main event Wpt al Seminole Hard Rock Hotel di Hollywood che ha abbattuto il buy in da 10mila a 5mila dollari per consentire al field di non perdere presenze in massa. 
E non si vede la luce in questo settore nonostante gli sforzi dei singoli Stati per cercare di legalizzare il gioco: "Alcuni hanno lavorato molto per regolamentare ma siamo così sicuri che gli Stati avranno la liquidità necessaria e soprattutto sufficiente per sostenere lo sviluppo del poker? In alcuni casi non crediamo sia sufficiente", ha commentato sempre Dunst. 
 
FUGA DI BANKROLL – Oltre alla mancanza di certezze dal punto di vista della legalità alcuni players, per non saperne nulla hanno preferito addirittura trasferirsi dagli Usa. Alcuni sono volati in Canada, altri niente meno che in Thailandia o altri stati asiatici per continuare a svolgere la propria professione. Una sconfitta per tutti insomma. 
 
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