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Aldino Zambruno, runner up Pls Venezia: ‘Sia deluso che soddisfatto ma non possiamo vincere tutti i colpi!"

“Ovvio che appena realizzi che l’impresa non è stata totalmente compiuta resta un pò di amaro in bocca! Soprattutto a caldo. Poi perdere per degli episodi brucia, a tutti, me compreso. Poi a mente lucida sai che questo fa parte del gioco, tutti vorremo avere sempre vivere i cooler dalla parte nostra ma non giochiamo soli!”.

 

Tornato nella sua Latina, Aldo Zambruno, runner up delle PokerCLub Live Series di Venezia ha già smaltito la delusione di non aver shippato un torneo da 355 iscritti davanti a tutti i blog, giornali e tv di poker d’Italia.

Un final table e un torneo con due giocatori così bravi e simpatici a tutto il settore non si vedeva da tempo. Il trofeo l’ha portato a casa il torinese Enrico Mosca ma i due si sono scambiati complimenti a ruota libera: un esempio da seguire per chi gioca a poker. Sì, d’accordo, l’adrenalina non può scendere in un istante. Chi ha perso non può essere mai contento. Ma sono stati esemplari i due ‘headsuppisti’ ma un vincitore andava eletto.

“Io non posso che rinnovare i complimenti a Enico per aver ottenuto questo successo e lo ringrazio degli attestati di stima che mi ha manifestato appena finito il torneo”, prosegue Zambruno.

Ma Aldino non perde la sua verve unita ad una simpatia clamorosa: “Ripeto, vorremmo sempre avere i cooler dalla nosta ma poi di là chi si siederebbe contro di noi? Detto questo spero di avere l’occasione per una rivincita in heads up con lui, magari la prossima volta la dea bendata sorriderà un po’ più a me”.

 

Come ha commentato Mosca, Aldo ha fatto un lavoro pazzesco per tutto il torneo e anche al final table: “Sono stato il più attivo al tavolo e avevo uno stack importante che mi permetteva di esprimere al meglio il mio gioco. Dalla mia non avevo solo le chips ma anche un edge notevole. Alla mia destra avevo tre giocatori forse meno skillati degli altri al tavolo e del field del torneo e ho aperto il range delle mani”.

Qualcuno forse non ha capito quella 4bet con A9: “Rimanevo comunque con uno stack considerevole e pensavo di avere un equity buona, specie post flop. Poi è andata come è andata e ho trovato AK ma sapevo di riprendere le chips con una ‘gira’ e così è stato”.

Un tavolo finale facilmente pronosticabile per le skills al tavolo: “Pensavo di fare comunque top 3 al di là delle chips che portavo in dote, era difficile sbagliare a meno che, ovvio, non si fossero incastrati colpi clamorosi”.

I colpi clamorosi, però, sono arrivati quando non dovevano: “Ho condotto sempre il torneo quindi dispiace perdere per degli episodi. Chiudere tre trips in heads up è l’ideale per un players. Ma il problema vero è che io anche ho chiuso dei colpi che poi mi hanno costretto a pagare la mano. In ogni caso il peggior colpo è quando lui ha Q3 e io J3 su board KQ733. Poi ho pagato un valuebet al river con coppia di 2 ma anche in quel caso c’era un trips contro”.

Zambruno ha anche chiuso un poker di 7 nel testa a testa “ma ovviamente non ho trovato una mano nel mio avversario che mi potesse pagare e ho preso i minimi”.

A freddo, però, torna la consapevolezza di aver giocato un ottimo torneo e di aver raggiunto comunque uno splendido risultato: “Non è il migliore dal punto di vista del risultato economico ma di sicuro è tra i primissimi per visibilità con i tanti media che erano a Venezia. Ora, però, non vorrei diventare l’eterno secondo e alla prossima non mi farò scappare il primo posto”.

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