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Ale Righetti: ‘Alle Pls un buon poker e potevo ottenere molto di più’

Uno dei protagonisti della Grand Final PokerCLub Live Series di Saint Vincent andata in archivio con la vittoria di lunedì sera di Alfonso Craca, è stato senz’altro il player del team pro StarsMillion Alessandro Righetti.

Ha centrato il final table ma poi sarà stato vittima della maledizione del ‘sette’ visto che è uscito settimo ma sedeva al seat 7 e aveva imbustato 777.000 chips. Manco a farlo apposta, quindi, con Righetti che giura, “il 7 non sarà mai il mio numero fortunato”.

 

Ma com’è andata vista dal tavolo? “L’obiettivo del 2014 è ritornare a fare i major con costanza e continuità. Sono approdato a queste Pls molto fiducioso anche perché prediligo questo tipo di tornei dove c’è il giusto mix di giocatori ottimi e medio amatoriali. Inoltre avevo già fatto una deep run alle Pls di giugno dello scorso anno e un buon Ipt a Sanremo ad ottobre che sono gli ultimi 2 tornei giocati”.

Come ti sei visto al tavolo? “Il mio livello di gioco sta crescendo e non essendo io uno specialista di mtt ho deciso che questo è l’anno giusto per provarci – spiega Righetti – con un po’ di coaching tanto confronto e molto studio dovrei arrivare ad ottimi livelli. Sinceramente stavolta ero quasi convinto di shottare alto visto che ho condotto un torneo in totale controllo salendo costantemente fino ad arrivare al final table unofficial con 1,7 mln di chips”.

Poi cos’è successo? In effetti il gioco di Righetti era davvero concreto e cresceva costantemente il suo stack. “Poi sono arrivato al televisivo dopo un cooler e un flip obbligato solo con 20 bui ,il resto l’avete visto nella diretta. La mano più strana è stata questa: apre una vversario da mp ai primi livelli, io tribetto con QQ, lui gioca. Flop 10QX, lui check, missclicca 5600 il mio bet 1000 e il td decide che è un raise e noi saliamo a 9200. Lui manda i resti con 10J ed esce un altro 10 vanificato poi dall’8 al river. Doppiamo subito lo stack iniziale”.

E la mano più difficile? “Non sono state tante, ho sofferto molto un ragazzo tatuato che avevo a sinistra durante tutto il day 1 e poi a destra nel day 2. Spesso ci siamo presi a pallonate come questa: Giovanni Rizzo apre da bottone lui 3betta da small e io 4betto con 77 e solo lui gioca. Il flop è 8-4-3, check to check, 9 al turn, check/call su una mia puntata che valeva metà del piatto ed esce sul river in bluff su un overcard. Chiamo e sono buono”.

La mano che sposta di più, però, è questa:”Siamo 10 left su board 7-8-10-10-5 chiamo tre strade cion 9-10 e l’avversario gi9ra KQ per un flush al river che mi azzoppa di 500mila chips”.  

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