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Allarme riciclaggio nel poker online Usa: l’outing di Cathy Scharf

In America scatta l’allarme riciclaggio di denaro nelle banche degli Stati Uniti. A lanciarlo un banchiere, Cathy Scharf, che ha fatto un vero e proprio outing lasciando di sasso decine di colleghi durante un convegno a Las Vegas che si teneva ieri sul tema dell’anti-riciclaggio, appunto.

GIRI ILLEGALI MILIONARI – La Scharf non ha avuto problemi ad ammettere che, qualche anno fa in una sua precedente esperienza in una banca dello Utah, ha illegalmente elaborato transazioni per almeno 200 milioni di dollari per le società off shore di gambling, PokerStars e Full Tilt Poker.
Il suo capo era stato chiaro: senza i proventi illegali la sua banca sarebbe fallita. E non solo, pare che Scharf sia stato minacciato più volte dal suo capo: se parli ti faccio arrestare. E si sarebbe messo contro una serie di avvocati penalisti.
IL CASO SUNFIRST – Ultimamente Scharf ha collaborato con i regolatori federali che indagavano su una delle banche più esposte a questo tipo di movimenti, la SunFirst Bank, nota proprio per molti scandali usciti alla luce del sole durante i giorni del Black Friday del 2011.
I colleghi si sono congratulati con Scharf per il suo grande coraggio ma sono allo stesso tempo intimiditi e impauriti: quanto siamo protetti dalle autorità federali?

 

QUALE TUTELA DAL GOVERNO? – Si sono chiesti. “E’ pazzesco che addirittura gli avvocati abbiano minacciato Scharf”, ha commentato Dennis Lormel, ad della DML Associates in Virginia.
Scharf ha compiuto un giro di posti di lavoro che gli ha consentito di seguire passo dopo passo i movimenti del riciclaggio. COME TI RICICLO IL MONEY – Dalla SunFirst i soldi transitavano per questa piccola banca dello Utah provenendo da Las Vegas. Durante la prima settimana si è subito resa conto delle attività illegali dei suoi datori di lavoro. Ogni volta che un giocatore trasferiva i suoi fondi da uno dei siti offshore i soldi venivano filtrati attraverso la piccola banca dello Utah. La banca totalizzava 400mila dollari al mese solo in fees di transazioni. Ovviamente violando la legge Uigea del 2006 che vietava proprio queste transazioni dalle banche ai siti che offrivano gioco d’azzardo.
Cathy ha vissuto un vero e proprio inferno tra la paura di perdere il lavoro e le minacce di essere addirittura denunciata. Poi ha assunto finalmente un avvocato, ha scritto una memoria di tutti i loschi movimenti e ha iniziato a collaborare con le autorità federali. “Volevano continuare a fare soldi in modo da sostenere la banca e arricchirsi e io in certi momenti non potevo che chiudere gli occhi”, dice Cathy.
Ci sono molti controlli in più ora e il vice presidente della banca in questione è finito in carcere proprio per il suo ruolo in questo schema nel 2012.
L’ALLARME E’ ANCORA ALTO! – Tuttavia, secondo Scharf, i siti offshore continuano a raccogliere gioco dai players statunitensi ed è possibile che ci siano ancora casi simili che consentono di mandare avanti tutto questo. Intanto Cathy ha avuto il coraggio di parlare fermando loschi giri illegali. La breccia è aperta ma l’Usa deve comprendere che l’unica via per alleviare il problema è sempre e solo quello della legalizzazione del poker e del gambling online.

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