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Andrea Cannizzaro e il futuro del mercato: ‘Il poker ha ancora una possibilità’

Un punto di osservazione davvero privilegiato, sia per il suo lavoro che per la sua passione per il poker che lo ha portato anche a scriverci un romanzo e un piccolo manuale sopra già 5 anni fa (ricordate ‘Il texas hold’em in 4 e 4’otto e I’m all in), quello di Andrea Cannizzaro. Tiene a specificare che le sue sono “opinioni del tutto personali e non del canale (PI24, ndr) dove lavoro”. E che abbiamo ripreso dal suo profilo Facebook. 

 

Andiamo quindi a vedere come la penna di Cannizzaro analizza i 5 anni di poker passati e quelli che stanno per venire permettendoci di stuzzicare la discussione qua e la all’interno del testo.
“Sono passati oltre 5 anni dal primo torneo di poker TH online su una punto IT. Sembra un secolo fa. 
Nel frattempo abbiamo assistito almeno alla nascita, alla crescita e alla maturazione del gioco e del mercato che lo governa. In realta il 2013 potrebbe essere definito l’anno in cui dalla maturazione si è passati alla vecchiaia. Quindi si potrebbe dedurre che quest’anno, il 2014 appunto, sarà l’anno del funerale del poker texano. 
Nel 2015 si tornerà a giocare i venerdì sera al vecchio e tradizionale 5 carte con mazzo decurtato e tanti saluti a flop turn e river. Nei siti punto it rimarranno briscola scopa e burraco, oltre alle scommesse alle roulette.
Andrà davvero così? Eppure c’è qualcosa che non mi convince in tutto questo, una serie di spunti che suggeriscono di dare al TH ancora una possibilità. 10 argomenti che possono far ben sperare gli amanti del gioco col flop, col turn e col river”.

Di sicuro una possibilità deve esserci. Andrea inizia a parlare del mercato: esiste ancora? “Se è riscontrabile un calo importante nei numeri è altrettanto innegabile che ancora oggi ci sono molte migliaia di giocatori che si sfidano in interminabili tornei di poker sdraiati sui divani delle loro case. Anzi, rispetto ai primi anni, oggi è più semplice portarsi in giro gli strumenti e giocare ovunque lo si voglia. Conosciamo diversi mercati, nel resto del mondo, iniziati prima del nostro e tuttora vivi, magari non più floridissimi come un tempo, ma vivi. Vorrà dire che, se non ci sarà più spazio per tutti , ci faremo una ragione nel perdere per sempre le varie pincopallo.it per convergere in due o tre grandi network che possano garantire servizi efficienti ai giocatori”. E’ quello che andiamo dicendo da parecchio: serve una riorganizzazione profonda dell’industry pokeristica. Una selezione naturale sgradevole, forse, ma necessaria. E sono stati anche tanti gli errori (e gli orrori) provocati da chi ha gestito il ‘giochino’ in questi anni.

 

Quali ricette secondo Cannizzaro? “Per dare nuova linfa al movimento non occorre inventare nulla. La soluzione c’è già. Ogni sera migliaia di giocatori si danno appuntamento in sale da gioco reali (non online) ai confini, anzi al di fuori dei confini della legalità. Non vorrei entrare nel merito di quanto, allo stato delle cose, siano o no legittime le attività che si svolgono all’interno di questi luoghi fisici. Dico solo che, se posso fare una cosa online, tanto più deve essere possibile farla presentandomi personalmente a rispondere delle mie azioni. E’ chiaro che queste attività devono essere regolamentate, quindi lo si faccia! Il poker live sarebbe il modo migliore per dare nuova linfa a quello online e non viceversa. Alcuni inizierebbero solo in compagnia di amici, sono restii a manovrare somme di denaro su siti online, non si fidano della regolarità del gioco sul computer, etc etc. Una volta affiliati però al meccanismo del TH (attraverso l’attività live) sicuramente troverebbero piacevole avere la possibilità di passare qualche ora davanti al pc giocando a poker, piuttosto che trastullarsi coi soliti passatempi di sempre”.

 

Il miraggio del mercato comune, un’altra soluzione possibile? “Unire le liquidità di altri paesi al nostro sarebbe di grande impatto sulle potenzialità delle room .IT. Aumenterebbe l’appeal per il cliente finale oltre ad incrementare l’attività per i provider”. Ma le ultime notizie negative provenienti dalla Francia potrebbero rallentare ancora questo processo.
Altri errori che condividiamo: “Basta con i rakeback mostruosi. Le room online in questi anni si sono accapigliate per accaparrasi i grinder. Questi giocatori che aprendo decine e decine di tavoli contemporaneamente hanno contribuito ad asciugare in fretta il mercato, fruttando poco o nulla alle room grazie ad accordi di rakeback supervantaggiosi. Oggi non se ne sente più il bisogno! Molti hanno capito che il poker può e deve essere solo un divertimento almeno per il 99,5% di chi inizia a praticarlo. Perché agevolare quello 0,5 percento incentivandolo a raccogliere tutti i soldi che altrimenti prenderebbero a circolare liberamente in un continuo rigenerarsi?”.

 

Poi un proclama e una dichiarazione d’amore: “Appare chiaro adesso, che la battaglia politica deciderà gran parte delle sorti del poker live in Italia. A tal proposito, da addetto ai lavori, mi auguro che presto si riesca a raccogliere le esigenze comuni di un intero movimento sotto lo stesso cappello. Basta guerre intestine, basta tirare l’acqua al proprio mulino. Come diceva Al Pacino in un famoso film: o risorgiamo tutti insieme o moriamo singolarmente – ben detto ovviamente – e poi, ma quanto è bello giocare a Poker? Paghi un’iscrizione e ti siedi al tavolo. Passi serate in compagnia, fai nuove amicizie, ti emozioni….e qualche volta riesci pure e riportarti a casa dei soldi! Si ok, direte, ma sono più le volte che perdi! E invece no! Io dico che non perdi mai se giochi a poker sportivo e passi una serata tra amici, se paghi 30, 40 o 50 euro per farlo, non hai perso! Hai solo scelto di spendere i tuoi soldi in quel modo. Se fossi andato altrove a divertirti sei sicuro che avresti speso di meno?”.   

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