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Andrea Carini: ‘Ecco come cambia il poker’

Andrea Carini, runner up alle recenti PokerClub Live Series di Saint Vincent al termine di un heads up estenuante e che ha giocato, da specialista, in maniera perfetta, ci spiega cosa sta cambiando nel poker, come sono andate le sue World Series Of Poker e quali sono le possibili ricette per ridare vigore al poker online italiano.

 

Lui, membro del team Sisal Poker e professional player da ormai 5 anni, non ha bisogno di grandi presentazioni. Giovanissimo, grinder online e ‘top reg’ in ogni piattaforma in cui ha giocato e anche ottimo player live, è uno degli esempi di come il poker sia una possibile professione e un gioco in cui le qualità contano eccome.

Andrea, l’ottima prova alle Pls è l’ennesima dimostrazione che il poker è un gioco di abilità Discorso non banale da affrontare in un momento come questo in cui il nostro settore subisce attacchi e forse certi concetti vanno ribaditi con ancora più forza: “Il discorso ‘rigged o non rigged’ non ha proprio senso di esistere. Io grindo su Sisal Poker adesso ma ho sempre ottenuto ottimi risultati anche nelle altre piattaforme in cui ho giocato. Non basta studiare e applicare le metodologie al tavolo, c’è un’evoluzione continua del gioco, anche durante l’anno. La differenza tra un player normale e uno forte sta proprio nel sapersi continuamente aggiornare e capire dove sta andando il gioco”.

Dal vivo hai dimostrato di poter condurre il gioco come volevi e quando volevi. Anche l’heads up è stato un esempio lampante delle qualità che possono abbattere la varianza e l’alea riducendole a percentuali controllabili: “Il field delle Pls non era certo quello delle World Series. C’erano ottimi giocatori ma anche tanti players medi. Per adattarmi al gioco dal vivo c’è voluto altrettanto studio e molta dedizione perché è un gioco molto differente ma che ha anche moltissimi vantaggi in più rispetto all’online. Il field innanzitutto è più debole rispetto ad un torneo online ma al tavolo serve molta attenzione per studiare i tell, il comportamento dei giocatori e ci vuole tantissima psicologia. Ho capito che al tavolo è importante fare sentire la propria presenza. Quelli che giocavano in posizione prima di me dovevano temere le mie mosse, quello che avrei fatto io. Online tutto questo è molto più evidente”.

Aggiornamento continuo abbiamo detto: quali sono le novità dal tavolo? Quali sono le mosse che ora vanno per la maggiore e sono più profittevoli? “Il limp da bottone su tutti, è una mossa che ho utilizzato spesso anche alle Pls soprattutto quando eravamo rimasti in tre e volevo far entrare Sanpirisi dai bui. Si utilizza per non ingrossare i pot e per controllare anche post flop. E’ un’arma che, se utilizzata bene, può portare molte chips in cassa. Ovviamente va utilizzata massimo in 4way pot. Le aperture, invece, sembrano essersi standardizzate sul ‘2X’. Chi si inventa cifre particolari evidentemente non ha capito bene il gioco ancora – spiega Carini – anche perché un raise del genere serve per controllare le 3bet e quindi risparmiare in caso si voglia flattare.

Le variabili sono tante ma bisogna sempre cercare di ‘pot controllare’ le mani che si giocano, entrare negli spot in posizione e giocare più mani possibili se siamo in un tavolo molto passivo”.

 

Sono passati già due mesi ma parlare di Wsop è sempre interessante: “Il piazzamento al main event è stata una grande soddisfazione (359esimo su quasi 7.000 iscritti, ndr). Io credo che sia l’unico torneo che abbia senso andare a giocare all’estero sia per il problema delle tasse che per la visibilità mediatica. E’ un evento che può cambiare la storia del poker e la tua professione. E’ una struttura talmente deep dove è raro che, almeno nei primi livelli, ci si trovi in situazioni marginali. Avendo dai 30 a i 50 bui riesci sempre a trovarti nel torneo. Tuttavia un buon draw del tavolo è fondamentale visto che la struttura è buona avversari deboli possono regalarti tanto. Ma se incontri in posizione su di te qualche reg fortissimo il discorso è inverso. A Las Vegas si gioca anche un ottimo cash game. Anche in questo caso è fondamentale la table selection e se hai vantaggi il guadagno è quasi assicurato”.

 

Lavori come un cottimista sui tavoli online delle room italiane. Come giudichi la situazione attuale? “Siamo arrivati ad un punto di rottura – spiega Carini – i regular continuano a guadagnare, i medi fanno even ma i ‘polli’ sono spariti. Secondo me sono due le ricette da seguire: innanzitutto ci sono tantissimi network e room che si sono disperse e che andrebbero ricomposte sotto un’altra rete per raccogliere queste liquidità frazionate e ormai distanti tra loro. Se il ‘punto eu’ è distante io credo che il poker live possa dare una grossa spinta alle room online. Solo così potrebbero arrivare nuovi players e nuove risorse nel mercato”.

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