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Angelo Mileto (Fipol): "Obiettivo Coni per far diventare per sempre il poker una disciplina sportiva"

La Federazione Italiana Poker Online sta seguendo dagli albori della sua costituzione un percorso istituzionale nel nostro Paese. Un percorso che l'ha portata, l'anno scorso, ad affiliarsi direttamente con Aics (Associazione Italiana Cultura e Sport) che è uno dei più importanti Enti di Promozione Sportiva riconosciuta ufficialmente dal CONI.
Abbiamo raggiunto in quel di Mondovì, sede storica di FIPOL, il presidente Angelo Mileto ed il suo staff che lavorano ormai da tempo per dare al poker sportivo il posto che merita, ovvero il riconoscimento del CONI.


Arrivati in sede veniamo accolti dal presidente al quale, dopo una breve chiacchierata, abbiamo posto alcune domande per capire più da vicino che cos'è la realtà FIPOL nel nostro Paese. Vi riportiamo l'intervista integrale.

Allora presidente, FIPOL è una associazione sportiva dedita alla disciplina del poker che sta seguendo un percorso istituzionale molto preciso. Potrebbe spiegare ai nostri lettori di che cosa si tratta?

Preciso che dal 2012 la FIPOL è affiliata ad Aics come associazione di 2° livello, questo significa poter associare in Fipol altre associazioni ASD creando di fatto una federazione di associazioni. Tutto ciò è frutto degli accordi presi a Roma con AICS ed il suo presidente Bruno Molea. Con essa abbiamo iniziato un lungo percorso istituzionale che ha l'obiettivo di portare il poker ad un concetto realmente sportivo e ottenere il riconoscimento ufficiale come Disciplina Sportiva Associata da parte del CONI. Sarebbe qualcosa di storico e assolutamente unico nel nostro Paese, il poker diventerebbe per sempre poker sportivo senza più nessun tipo di pregiudizio e preconcetto.

I valori di FIPOL sono quelli che contraddistinguono le grandi federazioni sportive italiane, pensiamo alla federcalcio, alla federnuoto o alla federbasket. Infatti, le competizioni sportive previste da FIPOL concettualmente si avvicinano a quelle degli altri sport italiani prevalentemente basati su categorie.

Si, è assolutamente vero. Già online sono stati istituite la Serie A, la Serie B, categorie di ingresso per i nuovi atleti e la Coppa Italia. Abbiamo già due campioni italiani (Alex Arienti e Antonio Comparelli) e altri campioni "sul campo". Tutte le nostre competizioni sono basate sul principio sportivo e non di portafoglio. In sostanza il nostro obiettivo è quello di creare una competizione sportiva che non necessiti dei soldi degli atleti per identificare il più forte. Il nostro obiettivo è quello di sdoganare il mito che chi vince più soldi è più bravo, per noi non è la posta in gioco a fare il campione, piuttosto i piazzamenti.

Lei, nel risponderci alla domanda precedente, ha accentuato il valore sportivo delle competizioni FIPOL che ci sembra di capire esulano totalmente dallo spessore dei bankroll dei giocatori e quindi si basano solo sul puro agonismo e abilità come, del resto, si evince dal costo irrisorio dei buy-in.

Si esatto. I campionati online che si svolgono sulla durata di una stagione sportiva sono costituiti da tappe, ognuna delle quali ha un costo di 5€ ma si gioca anche a 0,5€ o 1€. Sia che si tratti di una categoria superiore o di una inferiore il costo è sempre irrisorio e alcuni campionati privati decidono in autonomia il buy-in. Mi permetta di aggiungere che il motivo per cui esiste il Buy-in è prettamente logico, Fipol non possiede una piattaforma di gioco e non è intenzionata ad averla, pertanto si appoggia sulle piattaforme esistenti quali (GDPoker, Glaming, Sisal Poker, ecc…), diciamo che "affittiamo" le piattaforme come la UEFA affitta gli stadi, ecco per noi le poker room sono gli stadi di gioco. La nostra missione per il futuro è quello di abolire il buy-in e giocare con formule vicino allo 0€+0€.

Le piattaforme online, ormai da tempo, hanno sposato in pieno la filosofia FIPOL. Lei pensa che l'opinione pubblica e lo stesso territorio sia pronta per assimilare questa filosofia già sposata da AICS?

Il concetto chiave di una stagione di poker strutturata come i campionati di calcio, pallavolo o basket è sembrato fin da subito attributo di sportività per eccellenza assieme all'abolizione del livello di gioco "scompartizzato" per buy-in. Tuttavia il nostro concetto di poker ha dovuto subire un periodo di incubazione alle orecchie dei vari poker manager. Ovviamente loro ragionano con i numeri e con gli euro noi invece ragioniamo con la filosofia ed i concetti sportivi. Nonostante ciò con l'aiuto di gruppi come Sisal, GdPoker e Glaming siamo riusciti a trovare delle strade percorribili che accomunano gli interessi: un esempio è il fatto che, analizzando i dati Fipol, la vita media di un giocatore di poker sembra essere più lunga.

Quali sono le prossime mosse e come intendete fare il salto di qualità?

Il territorio che sposerà il progetto FIPOL dovrà necessariamente adeguarsi ai nostri standard. Abbiamo progetti e idee innovative e soprattutto abbiamo un progetto, abbiamo una strada e abbiamo anche un compagno di viaggio istituzionale, tutto ciò assieme al nostro duro lavoro porterà i risultati. Colgo inoltre l'occasione per effettuare i miei auguri ufficiali al nuovo presidente del CONI Giovanni Malagò che ho avuto il piacere di conoscere in veste informale durante le mie trasferte a Roma a discutere di Fipol. Abbiamo qualche cartuccia da sparare e nei prossimi mesi avrete modo di vedere le evoluzioni che stiamo programmando.

Per concludere presidente, è chiaro che un progetto ed un percorso istituzionale di questa portata hanno bisogno di risorse, strutture e giocatori.

Chiaro. Il CONI impone un iter tassativo. Le associazioni debbono essere prima riconosciute come Discipline Sportive Associate e in un secondo momento diventare Federazioni equiparate a Federcalcio, Federnuoto ecc. E' normale che auspichiamo una forte collaborazione territoriale che è una delle “conditio sine qua non” imposte dal CONI. Stiamo facendo un buon lavoro e il mondo del poker e gli sponsor si stanno interessando a noi, abbiamo una discreta fiducia che la via tracciata sia quella giusta per il poker sportivo in Italia.

Ringraziamo il presidente Angelo Mileto per la sua cordialità e ci dirigiamo verso le nostre auto per tornare a casa, con un sogno in più.

Il poker come Disciplina Sportiva riconosciuta dal CONI è la strada da seguire e la mission da perseguire nel nostro Paese. E tutti noi, nel nostro piccolo, avremo la possibilità di contribuire a costruire e realizzare un sogno.

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