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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Antoja, Euromat: ‘Il poker online spagnolo asfissiato dalle tasse’

“Per poker e il gioco online spagnolo non è un buon momento. Va rivista al più presto la tassazione del settore per sviluppare al meglio il mercato e al tempo stesso recuperare dal gioco illegale sommerso perché sono le punto com a guadagnare di più”. Edoardo Antoja, presidente di Euromat e Facomare, tra le massime istituzioni del gaming iberico, ha fatto il punto con Gioconews sul settore dell’online nella sua terra.

Il mercato spagnolo, in effetti, non riesce a decollare e sicuramente a stare entro le previsioni che il Governo si auspicava. “Tuttavia alcuni operatori che già operavano in Spagna, come Bwin o Sportingbet hanno visto crescere il numero dei propri giocatori fino al 20 percento. A livello generale non c’è grosso fermento perché la tassazione rende il gioco online poco appetibile per i giocatori che quindi continuano a preferire le punto com”.

E la Spagna si deve dotare ancora di tecniche come l’oscuramento dei siti che in Italia qualche beneficio hanno comunque apportato. “Naturalmente questo vale soprattutto per il poker più che per il betting. C’è ancora molto da fare ma se non viene rivista la tassazione al piu presto – prosegue Antoja – e viene sviluppato il mercato a guadagnare rimarranno solo le punto com”.

I problemi sono arrivati sul tavolo di Enrique Alejo, il responsabile del gioco in Spagna ma, anche se il momento politico impone di escludere a priori la riduzione di qualunque tipo di tassazione vista la crisi in cui si trova il paese, “una ridefinizione delle aliquote avrebbe senso per i motivi di cui sopra, in quanto consentirebbe allo Stato maggiori entrate, per questo qualche speranza la conserviamo”, spiega Antoja.

Incredibile la contraddizione che ha generato la legge spagnola che consente il gioco ai player esteri anche se ancora i risultati di questa fortissima potenzialità ancora non si vedono: “Il problema sono sempre le tasse – spiega Antoja – anche se si punta sui mercati esteri tipo ai giocatori dell’America Latina sfruttando la stessa lingua questi non trovano conveniente giocare sul ‘dot es’. Ma anche qui non si hanno risultati perché per chi vive in quei paesi non ha senso giocare in Spagna dove gli vengono tassate le vincite e gli conviene rimanere a giocare sulle punto com. Inoltre servirebbero investimenti forti a livello di marketing su quei territori ma se i margini sono quelli attuali non c’è possibilità per gli operatori di ampliare il loro business”.

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