Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Avete già fatto abbastanza danni, almeno lasciateci giocare in pace!

Bene, bene, bene. Senza mettersi ad elencare le solite, banali, scontate classifichine da più o meno bravo del 2013 (per quello già ci sono i famosi siti di ranking che poi analizzeremo oltre alla super classifiche internazionali), cerchiamo di lasciarci più che altro con un intento, con dei buoni propositi, con dei compiti per le vacanze da fare e da seguire per il 2014 in arrivo. 

 

E’ l’ultimo editoriale del 2013 e sarà anche il primo a rimanere ‘su’ per il 2014. Un editoriale ‘a cavallo’ anche se il nostro settore, quello del poker live e online, non è affatto ‘a cavallo’.
Partiamo con il pensiero che anima queste parole e che da il titolo a questo pezzo: avete già fatto abbastanza danni, almeno lasciateci giocare in pace!
Che significa? Beh, semplicissimo. Se ci guardiamo indietro in questo 2013, abbiamo assitito ad uno sgretolamento del mercato, alla sconfitta (o alle vittorie?) del poker live, al calo di un 34% almeno del poker online tra cash e tournament e, tanto per mettere la ciliegina sulla torta, ai soliti attacchi gratuiti da parte dei politici incompetenti e dei sindacati nazionali.
A, tanto per completare il quadro con una ‘tinta forte’, il progressivo allontanamento dei migliori grinder online dall’Italia per tornare a giocare sui principali siti dot com anche se continuano a giocare sulle room dot it dove conservano ovviamento l’edge che li ha resi noti e famosi.
Facciamo ordine, però, e buttiamo giù due pensieri sulle due modalità del settore, quella live e quella online.

POKER SU INTERNET – Il calo del settore si registra, in termini di fatturato e di spesa, nell’ordine del 34% di media tra cash game e mtt rispetto ovviamente all’anno 2012. Come analizziamo sulla rivista cartacea in uscita i primi di gennaio, il problema è molto complesso e approfondiamo nei numeri forniti dall’Osservatorio sul Gioco Online del Politecnico di Milano, cosa ha portato a questo calo.
Rimanendo in tema, nel nostro tema, vorremmo che concessionari e manager del settore del poker online facessero un mea culpa, un esame di coscienza molto approfondito. Abbiamo assistito a progetti e finanziamenti andati totalmente in fumo per l’incompetenza di alcuni e per l’improvvisazione di altri. E’ mancata l’affidabilità di alcuni circuiti, la sicurezza che i players cercano quando si siedono sui siti dot it. Il calo era ovvio ma forse questi numeri sono piuttosto esagerati. Per il 2014 non ci aspettiamo un calo ancor più vertiginoso ma una stabilità che però va sostenuta. La speranza è che i network abbiano imparato dai propri errori e che le forze dissipate tra fallimenti e chiusure, si rinsaldino recuperando tutto quello che è stato perduto per strada in termini di clienti e raccolta. Ma serve professionalità.
Purtroppo non arriverà nessun aiuto dalla liquidità europea tanto auspicata. La Francia ha appena bocciato l’emendamento che cercava aperture verso l’esterno e il poker francese sembra destinato alla morte se non si mette mano neanche sulle tasse. Forse si può tendere la mano alla Spagna e aspettare ad altri Paesi ma i processi sembrano allungarsi. Dovremo contare sulle nostre forze.
In ogni caso: lasciateci giocare in pace! Almeno quello. I margini sono bassi e non potete alzare le tasse. Il messaggio è rivolto agli ‘illuminanti’ sindacalisti che, dopo aver fatto danni in altri settori, vorrebbero agguantare risorse a caso dai giochi online. Ma quando non si conoscono gli equilibri di un mercato e il significato dei termini payout e rake di cosa vogliamo discutere? Noi abbiamo alzato la voce, per fortuna altri da altri pulpiti più in vista (specie il Fatto Quotidiano con De Toffoli e Martucci) hanno sospinto il coro. E le leggi non sono cambiate per il momento. Altro che lobby. Qui stiamo parlando di incompetenza bella e buona.

POKER DAL VIVO – Ormai abbiamo perso definitivamente le speranze di una regolamentazione del settore. Le sentenze favorevoli al TH sono continue ma accadono ancora i sequestri. C’è grande curiosità per i progetti che cercano altre vie di regolamentazione e ben vengano soluzioni altre e alternative. Ci vuole tempo ma la speranza è che il Governo rifletta su qualche scorciatoia proprio grazie a questi suggerimenti. Difficile però che la riserva di legge sul gioco venga accantonata così. Ormai Governo e Adm hanno messo in stand by definitivamente la regolamentazione e le famose 1.000 concessioni. I circoli e i club vanno avanti forti di alcune sentenze territoriali e di qualche Questura che non rilascia autorizzazioni ma che lascia giocare.
L’importante è che i giocatori siano tutelati e non subiscano danni e truffe. Se lo Stato non è in grado di fare una legge sono affari suoi. Non è quello che volevamo ma il 2014 seguirà la falsa riga del 2013.
In questo caso, dove i soliti soloni dovrebbero ciarlare più di ogni altro caso, si sta zitti zitti. Ma se dovesse uscire fuori l’ipotesi di aprire questa 1.000 sale gestite da Adm e dallo Stato, allora si aprirebbe il cielo e si leverebbero gli scudi dall’Avvenire a Famiglia Cristiana fino ad arrivare ai soliti politici incompetenti.
A questo punto, se le cose stanno così, lasciateci giocare in pace anche in questo caso.

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