Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
beltrami

Barbara Beltrami, country manager PokerStars.it: ‘D’accordo sulle regole del Balduzzi ma il poker è un’altra cosa’

Comunicazione, tornei di beneficenza, eventi per la promozione di un gioco che è d’abilità e tante altre attività che hanno caratterizzato gli ultimi 4 anni in cui il poker online e live continuano ad essere uno degli intrattenimenti preferiti dagli italiani. Ma le ultime posizioni assunte dal legislatore e dalla stampa generalista hanno attaccato il settore del gaming italiano colpendolo indistintamente ed equiparando l’hold’em e le sue varianti a meri giochi in cui conta solo la fortuna.

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Il leader del mercato, PokerStars.it, ha fatto molto per l’immagine del poker e del gioco in Italia. Come sta vivendo questo periodo di cambiamento l’azienda diretta dalla country manager per l’Italia, Barbara Beltrami soprattutto alla luce dei cambiamenti indicati dal decreto proposto e approvato nelle scorse settimane dal ministro Renato Balduzzi? Ecco l’intervista con la numero uno della room dalla picca rossa.

 

Il decreto Balduzzi, seppur lodevole per alcuni aspetti visto che le ludopatie rappresentano comunque un problema molto grave, ha danneggiato forse in maniera ancor più importante il poker, sia online che dal vivo: cosa ne pensa PokerStars di questo provvedimento?

Penso che fosse importante regolamentare la pubblicità nel settore del gaming: nelle giurisdizioni ove il gioco è legale, specialmente UK, ci sono beltramidelle regole precise su come fare pubblicità per evitare messaggi fuorvianti o ingannevoli, troppo aggressivi, o comunque pericolosi per le fasce protette. Era giusto lavorare a questo decreto, anche perchè abbiamo assistito nel recente passato a campagne pubblicitarie che portavano messaggi troppo forti sul vincere e poter cambiare il proprio stile di vita grazie al gioco. Il problema principale di questo decreto è che è poco chiaro in alcuni punti e non fa differenze in termini di tipologia di gioco, rendendo da un lato difficile per gli operatori capire come applicarlo nella pratica, e dall’altro non fornendo sufficienti e chiare guidelines per attenersi ad una comunicazione corretta. Nello specifico, dal mio punto di vista è utile mettere l’accento sull’importanza di promuovere il gioco responsabile, informando chiaramente che può portare dipendenza, ma è impossibile applicare al poker l’obbligo di indicare le percentuali di vincita. Inoltre sarebbe stato meglio definire delle guidelines più precise, sullo stile anglosassone, su cosa fare o non fare in una pubblicità (ad esempio non utilizzare messaggi a sfondo sessuale, non promuovere il gioco come qualcosa che può significativamente migliorare la condizione economica oppure innalzare lo status sociale..) anziche’ mettere una generale indicazione di “non incitare al gioco”. Credo una direttiva così poco precisa lasci troppo spazio alla libera interpretazione e non ci metta in condizione di creare messaggi pubblicitari con la certezza di attenerci alla legge.

Una cosa importante è che non viene fatta nessuna distinzione tra gioco legale e illegale: in questa fase sarebbe stata quantomeno auspicabile una campagna informativa per informare i consumatori sulla differenza tra gioco legale e autorizzato e gioco illegale, perche’ e’ qui che  il consumatore incorre nei pericoli maggiori. L’”accanimento” nei confronti del gioco in generale ha  indebolito fortemente la percezione da parte del giocatore tra offerta legale e illegale facendo piu’ danni che altro.

Quali sono le modifiche che avete o dovrete apportare al vostro portale di riferimento per la promozione del gioco?

Abbiamo riportato tutte le diciture per informare in modo ancora più chiaro il giocatore sui rischi che la dipendenza da gioco può creare e abbiamo inserito i link alle pagine del sito che parlano di gioco responsabile. E’ una misura precauzionale giusta alla quale ci sottoponiamo volentieri. Per quanto il poker non sia un gioco d’azzardo nè un gioco che porta alti rischi di ludopatia, credo sia giusto prendere tutte le precauzioni per informare i consumatori sul modo corretto di approcciarsi al gioco.

balduzzi-111122202030_bigLa stampa generalista ha attaccato duramente, e continua a farlo, il poker in tutte le sue forme: tutti questi anni spesi a promuovere l’abilità insita in questa disciplina sono buttati?

Mi capita veramente di rado di leggere una notizia che parla di gioco che riporta dati esatti: e’ molto piu’ facile cercare la notizia sensazionale da titolo in prima pagina citando numeri e miliardi, senza neanche cercare di capire se si parla di spesa o raccolta, e fare demagogia sul fatto che il gioco è male piuttosto che andare a guardare i dati oggettivi e cercare di analizzare più a fondo un fenomeno come quello del gioco, che è parte della cultura e della natura dell’uomo da sempre. Invece  che demonizzare il gioco forse sarebbe meglio fare un’informazione più costruttiva, volta a aggiornare il consumatore piuttosto che a vendere. Credo che il gioco non sia il solo settore vittima di questo tipo di informazione. Guardando i dati oggettivi, il gioco è sicuramente cresciuto negli ultimi anni, ma questa crescita è dovuta prevalentemente alla legalizzazione di molti giochi che prima erano proposti in forma illegale e poco sicura per il giocatore. La spesa effettiva degli italiani nei giochi, soprattutto online, è in linea con la spesa per altre forme di intrattenimento, come ad esempio il cinema. Ritengo giustissimo informare sui rischi legati alla dipendenza e su come il gioco deve essere approcciato.

Quali iniziative mettere in campo per ricalibrare l’opinione pubblica facilmente influenzabile da queste uscite demagogiche di giornalisti e politici male informati?

Come azienda leader del settore di poker online cerchiamo di fornire i dati corretti e proporre un punto di vista più oggettivo, ma quando alla base c’è un forte pregiudizio è difficile un ascolto corretto, anche se si forniscono dati oggettivi e reali. Noi continueremo a fare del nostro meglio per offrire ai giocatori una piattaforma sicura su cui divertirsi, trovare altre persone e cercare di migliorare le proprie skills, cercando sempre di educare al gioco responsabile e consapevole. Continueremo a cercare di far capire ai media che il poker e’ un gioco di abilità che si puo’ giocare anche senza soldi o con pochissimi centesimi per divertirsi e passare qualche ora di svago e challenge. Al lancio del poker online in Italia in realtà la stampa aveva tutto un altro approccio, era molto benvoluto, si parlava giustamente di gioco di abilità, evidenziando il fenomeno di costume are-poker-headerche portava molte persone ad avvicinarsi a questa disciplina, quotidiani molto prestigiosi hanno addirittura pubblicato interi numeri con speciali e inziative dedicate al poker e al gioco.

Ci sono novità in ballo per il 2013 che troveremo sulla room leader del mercato italiano?

Il 2012 per PokerStars e’ stato un anno ricco di novità, abbiamo lanciato le applicazioni per il mobile, ZOOM poker, abbiamo fatto la prima edizione italiana del Sunday Million. Questo ci ha permesso di chiudere un anno molto positivo e di guadagnare quote di mercato in un settore che attualmente sta incontrando un momento di recessione. Siamo convinti che la qualità e l’innovazione siano la chiave per continuare a ad avere dei buoni risultati: per questo motivo anche nel 2013 abbiamo intenzione di lanciare tante iniziative e novità di prodotto.

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Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.